LA FISAC E’ CON MIMMO LUCANO


LA CGIL A SOSTEGNO DEL MODELLO RIACE E DEL SINDACO MIMMO LUCANO
Nella primavera 2016, la prestigiosa rivista americana “ Fortune” pubblica la lista dei 50 World Greatest Leaders, gli uomini e le donne più influenti al mondo. Da papa Bergoglio a Angela Merkel a Obama.
Al quarantesimo posto c’è Mimmo Lucano, sindaco di Riace che è un piccolissimo comune calabrese ed è stato l’unico italiano ad avere questo riconoscimento. La sua utopia sociale inizia nel 1998 con il primo sbarco di curdi a Riace. Da quando è sindaco ha ospitato più di 6000,00 migranti che hanno ripopolato la sua piccola cittadina rivitalizzando l’economia del luogo. Il modello Riace è stato riconosciuto valido per accoglienza, umanità e integrazione, esportato in altri piccoli comuni della Locride e con tutte le difficoltà di una regione che ha un alto tasso di criminalità organizzata. La raccolta differenziata è fatta con due asine, intanto si cerca di ripristinare una valle abbandonata con allevamenti. Sono nati laboratori artigianali. Ci si prende cura della spiaggia di Riace Marina.
E’ incredibile verificare che tutte le persone a Riace camminano tranquille e a testa alta, del resto in una società che cerca integrazione e che esige il rispetto e la dignità dell’essere umano non potrebbe essere altrimenti. Non esiste il degrado umano di chi discrimina e distribuisce odio. Non c’è la paura dell’essere discriminati, quella paura che fa camminare a testa bassa anche nei paesi più “civilizzati”, non sono solo le leggi razziali a mettere paura nella società, ma anche i muri alzati, i centri di accoglienza simili a prigioni, la mancata attivazione di politiche culturali e sociali di integrazione. Riace non è un paese ricco, anzi è povero ma inverosimilmente fiabesco. Mimmo Lucano è un uomo schivo che non ama le luci della ribalta, pero’, ora, suo malgrado, è su tutti i giornali perché’ non si è adeguato al sistema della mercificazione dell’essere umano, bisogna colpirne uno per educare tutti gli altri ed è stato messo agli arresti domiciliari. Riace presenta invece una soluzione concreta alle migrazioni internazionali e allo spopolamento dei piccoli comuni. Mimmo Lucano è andato forse oltre ai limiti consentiti dalla legge senza alcun profitto, ma alla legge ha anteposto il rispetto della Costituzione. Per questo motivo ieri 6 ottobre ci è stato un corteo fantastico e numeroso proveniente da tutta l’Italia a sostegno del sindaco e del suo modello d’integrazione. L’ indignazione è stata generale anche a livello internazionale. Per questo motivo anche la Cgil è scesa in campo e la Cgil di Brindisi in particolare è andata a Riace un paio di settimane fa e ha toccato con mano il lavoro incredibile che è stato fatto, e ancora, il 6 ottobre era a Brindisi a ribadire che un sindacato che si rispetti non difende la razza ma tutti i lavoratori e prima di tutto gli sfruttati ovunque siano nati. Qui vi proponiamo la lettera di Mimmo Lucano che alla fine della manifestazione Chiara Sasso (scrittrice) ha letto sul palco per conto del Sindaco di Riace.

Il MESSAGGIO DI DOMENICO LUCANO AI 10.000 PRESENTI A RIACE:
“Il cielo attraversato da tante nuvole scure, gli stessi colori, la stessa onda nera che attraversa i cieli d’Europa, che non fanno più intravedere gli orizzonti indescrivibili di vette e di abissi, di terre, di dolori e di croci, di crudeltà di nuove barbarie fasciste.
Qui, in quell’orizzonte, i popoli ci sono. E con le loro sofferenze, lotte e conquiste. Tra le piccole grandi cose del quotidiano, i fatti si intersecano con gli avvenimenti politici, i cruciali problemi di sempre alle rinnovate minacce di espulsione, agli attentati, alla morte e alla repressione.
Oggi, in questo luogo di frontiera, in questo piccolo paese del Sud italiano, terra di
sofferenza, speranza e resistenza, vivremo un giorno che sarà destinato a passare alla storia.
La storia siamo noi. Con le nostre scelte, le nostre convinzioni, i nostri errori, i nostri ideali, le nostre speranze di giustizia che nessuno potrà mai sopprimere. Verrà un giorno in cui ci sarà più rispetto dei diritti umani, più pace che guerre, più uguaglianza, più libertà che barbarie. Dove non ci saranno più persone che viaggiano in business class ed altre ammassate come merci umane provenienti da porti coloniali con le mani aggrappate alle onde nei mari dell’odio.
Sulla mia situazione personale e sulle mie vicende giudiziarie non ho tanto da aggiungere rispetto a ciò che è stato ampiamente raccontato.
Non ho rancori né rivendicazioni contro nessuno.
Vorrei però a dire a tutto il mondo che non ho niente di cui vergognarmi, niente da nascondere.
Rifarei sempre le stesse cose, che hanno dato un senso alla mia vita. Non dimenticherò questo travolgente fiume di solidarietà. Vi porterò per tanto tempo nel cuore. Non dobbiamo tirarci indietro, se siamo uniti e restiamo umani, potremo accarezzare il sogno dell’utopia sociale.
Vi auguro di avere il coraggio di restare soli e l’ardimento di restare insieme, sotto gli stessi ideali. Di poter essere disubbidienti ogni qual volta si ricevono ordini che umiliano la
nostra coscienza. Di meritare che ci chiamino ribelli, come quelli che si rifiutano di dimenticare nei tempi delle amnesie obbligatorie. Di essere così ostinati da continuare a credere, anche contro ogni evidenza, che vale la pena di essere uomini e donne. Di continuare a camminare nonostante le cadute, i tradimenti e le sconfitte, perché la storia continua, anche dopo di noi, e quando lei dice addio, sta dicendo un arrivederci.
Ci dobbiamo augurare di mantenere viva la certezza che è possibile essere contemporanei di tutti coloro che vivono animati dalla volontà di giustizia e di bellezza, ovunque siamo e ovunque viviamo, perché le cartine dell’anima e del tempo non hanno frontiere.
Hasta siempre.”

La Redazione

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