Chi si ricorda de* bambin* e de* ragazz*?

In queste settimane di isolamento, di #iorestoacasa, manca un punto fondamentale nel dibattito in corso nel paese per la cosiddetta Fase2: che fine faranno le bambine e i bambini, le ragazze e i ragazzi una volta che i loro genitori dovranno rientrare al lavoro, le scuole resteranno chiuse, i nonni chiusi protetti nelle loro case?
Volendo, invece, provare a fare una riflessione più ampia: che effetti avranno sul loro processo formativo questi mesi di reclusione, di allontanamento forzato da qualsiasi forma di socializzazione e di affetti, elementi che invece sono fondamentali nella costruzione di una identità e di un carattere?
Che cosa sta pensando di fare il paese, chi lo governa, per loro?
Non corriamo il serio rischio, dopo che per inseguire il mito del profitto si è distrutto il mondo del lavoro rendendolo precario, simbolo di sfruttamento e mal pagato e in tal modo emarginando intere generazioni di ragazze e ragazzi, di distruggere il futuro psicologico di altre future generazioni?
Questo è il futuro che l’Italia ha voluto costruire, fondandolo sulla mitica parola del Cambiamento, negli ultimi 25 anni?
A queste domande risponde da par suo una delle più brillanti giovani scrittrici italiane, Rossella Milone, in una durissima e struggente lettera scritta alla ministra dell’Istruzione, a proposito quando tornerà ad essere Pubblica Istruzione?, Azzolina.
E’ una lettera lunga ma vi invitiamo a leggerla con attenzione.
E’ un piccolo sacrificio che semina consapevolezza e responsabilità.
Grazie

La Redazione
http://www.minimaetmoralia.it/wp/lettera-aperta-alla-ministra-azzolina/

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