Il Primo Maggio della ricostruzione


Il 1° Maggio dell’anno 2020 nessuno l’avrebbe immaginato così, con le piazze vuote e silenziose, con il suono del vento che soffia tra le foglie degli alberi, con lo stridio delle rondini che giocano tra i vicoli delle strade delle nostre città. nel silenzio delle macchine chiuse nei garage, delle persone rinchiuse nei propri appartamenti, talvolta luoghi sicuri, talvolta di conflitti e di violenze.
Questo è un Primo Maggio in cui le lavoratrici e i lavoratori soffrono una crisi con pochi precedenti e tutti drammatici. Oggi l’umanità è attaccata da un piccolo virus che mette a rischio la vita di milioni di persone, le più deboli, le più emarginate. Sono quelle persone già colpite selvaggiamente da un’economia neoliberista che è diventata cultura, linea guida di una catena produttiva in cui le donne e gli uomini sono solo strumenti da sfruttare per i bisogni del Capitale e della Finanza.
Il Coronavirus ha dimostrato, come un vento che solleva una nebbia fitta, che le politiche degli ultimi 25 anni erano profondamente sbagliate, che non hanno portato nessun miglioramento alla qualità di vita delle persone mentre, invece, le hanno impoverite, economicamente, socialmente e culturalmente.
Questo 1 Maggio 2020 rappresenta una grande opportunità: quella di cancellare le politiche di questi ultimi tristi anni per rimettere al centro l’idea di una grande Ricostruzione.
Va ricostruito il rapporto delle Donne e degli Uomini con l’economia e la società. Va rimesso al centro l’idea che il Lavoro è Dignità, è bisogno di realizzazione di competenze e desiderio di crescita umana. Il Lavoro è l’interesse da tutelare e far crescere, così come va rispettata e tutelata la dignità delle persone.
Noi lotteremo affinché nei prossimi mesi si mettano al centro della Politica del nostro paese progetti per la tutela dell’Ambiente, per la lotta all’evasione fiscale, per il finanziamento della Scuola, della Sanità Pubblica, per la tutela delle Lavoratrici e dei Lavoratori, quella dei giovani e dei bambini, ancora oggi colpevolmente dimenticati, per la lotta dura contro le discriminazioni di genere e di razza.
Noi combatteremo contro l’idea della nuova Confindustria in cui ritornano concetti vecchi e logori, ormai stracciati dai fatti, quali riproporre una aumento dell’orario di lavoro con paga base più bassa.
Serve altro, serve la crescita di progetti di finanziamento destinati all’innovazione, alle infrastrutture tecnologiche, ormai essenziali, allo sviluppo di una nuova organizzazione del lavoro fondata sulle competenze e su un uso massiccio della tecnologia. Vanno contrastate le scelte ideologiche contro lo Smart Working che in questi mesi è stato strumento fondamentale per difendere il lavoro ma anche le persone e le loro necessità di tutela della salute e dei loro nuclei affettivi.
Dobbiamo cambiare tutti, noi organizzazioni sindacali per prime. Anche noi dobbiamo capire che la difesa del Lavoro può essere fatta in modo più efficace solo tornando a presidiare i luoghi di lavoro in modo massiccio, superando la logica di una macchina organizzativa pesante e investendo anche noi sull’uso della tecnologia e sulla formazione e difesa di chi rappresenta le lavoratrici e i lavoratori in periferia, nei terminali produttivi e di servizi.
Una grande scommessa ci attende. Dobbiamo essere preparati perché la logica del Capitale, che vuole condizionare il futuro con logiche vecchie in cui non c’è spazio per il miglioramento della vita delle persone, va sconfitta. Ora.
Oggi è il 1° Maggio 2020. Da oggi parte la Ricostruzione.

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