Willy Monteiro Duarte

E’ lì, di fronte a noi. Ogni giorno. L’eterno dualismo tra il bene e il male, la giustizia e il sopruso, l’ intelligenza e l’imbecillità si manifesta ancora una volta nella maniera più cruenta possibile. Con un omicidio.

A pagarne il prezzo come sempre più spesso accade, è una persona tanto fragile e indifesa quanto coraggiosa, onesta e solare: WILLY MONTEIRO DUARTE.

Il nome e’ divenuto d’ improvviso noto: è stato ucciso a pugni e calci da quattro energumeni per il suo eroico gesto di INTERVENIRE in difesa di un amico durante una rissa; per questa scelta è stato ferocemente punito da quattro balordi già noti in zona per risse, pestaggi e violenze di vario tipo.

INTERVENIRE : questo e’ stato l’errore di Willy; non si e’ voltato dall’altra parte, non ha fatto finta di niente. Se a questo aggiungiamo il colore della pelle, il quadro può dirsi completo.

Guardiamo la foto di quel ragazzo dai grandi occhi e con un bel sorriso aperto. Poi guardiamo la foto dei suoi assassini: espressione dura, occhi socchiusi, fisico costruito, pose con pugni chiusi e diretti contro chi osserva. Un ragazzo aperto al futuro contro quattro ragazzi chiusi dalla rabbia, dalla ricerca della violenza come imposizione di sé. Tutti e cinque sono figli di una società complicata che non ha saputo reagire ad una crisi sociale ed economica. Sono figli di un mondo degradato, troppo spesso senza speranza e che ha costretto all’emarginazione intere generazioni di giovani.

Noi non siamo esenti da responsabilità per lo stato di degrado culturale e morale in cui è rovinato il nostro paese.

Quante volte assistiamo ad ingiustizie e facciamo finta di niente, quante volte decidiamo di evitare problemi, quante volte subiamo noi stessi violenze, piccole o grandi, fisiche o psicologiche senza muovere un dito, lasciando correre per evitare un conflitto. Deve esserci chiaro che tutte le volte in cui il nostro comportamento è dominato dall’apatia, dalla PAURA, anche noi legittimiamo l’operato di chi ritiene sia tutto concesso.

L’assuefazione alla sopraffazione e all’ingiustizia è la più grande insidia dei terribili tempi che stiamo vivendo. La frequenza degli episodi di violenza e razzismo si moltiplicano ovunque a dismisura, fomentati da una sempre più capillare e strisciante diffusione di ideologie neo-naziste; queste fanno facile breccia nei tessuti sociali colpiti dalla crisi, nei mondi dove purtroppo si diffonde, loro malgrado, la rabbia. Una reazione che si autoalimenta e provoca la caduta dei valori della tolleranza, del rispetto e la capacità di discernimento.

E’ facile, pertanto, concludere che la RESPONSABILITA’ MORALE DI QUANTO ACCADUTO E’ DA IMPUTARE A CHI GIORNALMENTE ISTIGA, FOMENTA, SOBILLA L’ODIO E LA VIOLENZA. La responsabilità è di chi divide le persone in categorie, che ancora urla di superiorità in base al colore della pelle o dell’identità sessuale; la responsabilità è di chi vuole far tornare il mondo ad un medioevo oscurantista e privo di speranze per il futuro rinchiudendoci in fortini anacronistici.

Poichè al pari di Willy Duarte, ciascuno di noi, dei nostri figli, di ogni innocente può divenire tristemente noto agli onori della cronaca, abbiamo il DOVERE MORALE, CULTURALE E POLITICO di reagire con ogni mezzo a nostra disposizione.

Al fine di non essere complici degli scempi che si compiono quotidianamente, abbiamo l’obbligo di denunciare episodi di violenza, di intervenire attivamente in difesa dei più deboli e, non ultimo, di votare in maniera coerente.

In sintesi: abbiamo il dovere morale di scegliere da che parte stare e lottare contro le tenebre che stanno avvolgendo la nostra società e i nostri posti di lavoro.

La Redazione

This entry was posted in Analisi, Blog, Crisi, Europa, Immigrazione, Salute e Sicurezza. Bookmark the permalink.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *