Ferrara: la Lega attacca la cultura

La Lega governa la città di Ferrara dal 2019. Il sindaco è Alan Fabbri. Qualche giorno fa come redazione Fisacbrindisi.it eravamo in riunione online per discutere dei temi da approfondire nei prossimi giorni. In serata all’improvviso uno di noi invia una immagine: era la copia di una lettera a firma di due consiglieri comunali della Lega di Ferrara in cui si chiedeva al Provveditorato provinciale l’elenco di tutti i libri di testo utilizzati nelle scuole di ogni ordine e grado nella città. Mentre leggevamo la richiesta di accesso agli atti, increduli, abbiamo effettuato le ricerche e verifiche online e abbiamo letto di una ulteriore iniziativa del consigliere Mosso, firmatario anche della lettera sopra citata, di chiedere in consiglio comunale di valutare politicamente i libri acquistati dalle biblioteche comunali affinché fossero adeguati alle necessità dei cittadini e alle aspettative dei loro elettori.

Siamo saltati sulle sedie, inorriditi. Ci siamo scambiati un paio di messaggi e abbiamo deciso di scrivere su questa vicenda, nonostante non sia una materia sindacale e attinente al nostro settore. Ma la CGIL nel suo Statuto ha il compito di diffondere la Costituzione Italiana, e di difenderla, nei luoghi di lavoro. Ci sentivamo coinvolti direttamente. L’iniziativa della Lega a Ferrara è un attacco alla Costituzione Italiana ed è anche un atto fascista. Solo nel tragico ventennio mussoliniano si attaccò la cultura e si silenziò qualunque opposizione, uccidendo, confinando e carcerando gli avversari politici. A Ferrara la Lega vuole controllare che la cultura nelle biblioteche e nelle scuole sia decisa a livello politico scegliendo nelle stanze del governo comunale cosa i cittadini debbano leggere e cosa si possa, e cosa non si possa, insegnare nelle scuole. Questa è una vicenda di cui si è subito interessato il governo e nella città la CGIL ha fatto sentire forte la propria protesta.

Noi ci uniamo all’azione politica contro una simile concezione della democrazia in cui chi ha il potere decide con arroganza come formare la coscienza collettiva e l’opinione pubblica, riducendo al silenzio il pensiero critico e chi la pensa diversamente.

Questo è un atto grave di stampo fascista.

Noi sappiamo da quale parte stare.

La Redazione Fisacbrindisi.it

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