Quando sei martello, batti

Quando sei martello, batti…

Lo spietato cinismo di Erdogan.

Recentemente sono state diffuse le dichiarazioni del presidente turco Erdogan che si è scagliato contro i leader europei definendoli «fascisti» e «nazisti» per la «persecuzione» perpetrata ai danni dei musulmani. Il dittatore turco ha anche invitato le nazioni musulmane ad andare in soccorso dei fedeli in Francia e ha chiesto ai suoi compatrioti di non comprare più i prodotti francesi.

Erdogan ha pronunciato il suo discorso in un momento in cui l’Europa è impegnata nella lotta contro il Covid, battaglia ben lontana dalla sua conclusione e che vede l’Unione già stremata fisicamente ed economicamente e non più compatta come un tempo. Il dittatore con spietato cinismo ha quindi approfittato di questa debolezza per sferrare il suo attacco a ciò che l’Europa rappresenta in termini di Libertà e Democrazia. E per farlo ha strumentalmente utilizzato la visione di un’Europa anti-Islamica.

Lo ha fatto per vigliaccheria, per consolidare il suo potere e perché in questo momento è ancora più facile influenzare le menti. E ci è riuscito.

Pochi giorni dopo un ventunenne tunisino è entrato nella basilica di Notre-Dame in pieno centro di Nizza, dove c’erano pochissimi fedeli. Il giovane si è avventato su una signora compiendo lo stesso gesto costato la vita due settimane fa al professor Samuel Paty che aveva mostrato in classe delle caricature su Maometto: le ha tagliato la testa. Il sagrestano si è avvicinato ed è stato sgozzato a sua volta. Un’altra donna ha resistito alle coltellate ed è fuggita dal portone della chiesa dirigendosi, alla ricerca di un riparo, verso il bar più vicino dove poco dopo però è morta. Un testimone ha chiamato i soccorsi. Sono stati quattro poliziotti delle squadre locali di Nizza a entrare in azione, pochi minuti dopo la strage: individuato il killer, lo hanno neutralizzato aprendo il fuoco e ferendolo alla spalla. Mentre lo medicavano continuava a ripetere in modo incessante ‘Allah Akbar’.

La notte del 2 novembre un nuovo attentato terroristico è avvenuto Vienna: la capitale austriaca è stata colpita al cuore da un attacco compiuto in sei punti del centro della città, rivendicato dall’ISIS, che ha portato alla morte di 4 persone e al ferimento di altre 22. Un assalitore è stato ucciso dalla polizia: un ventenne nato a Vienna da genitori macedoni e simpatizzante dell’Isis già condannato perché aveva tentato di andare in Siria. Si cercano eventuali complici e si parla di “rete” terroristica.

Non abbiamo dubbi e remore nell’affermare che gli attentati siano stati innescati dalle parole di Erdogan. Lui deve esserne considerato colpevole al pari degli attentatori e ai movimenti pseudoreligiosi cui si ispirano. Nella realtà storica l’Europa ha accolto popoli di qualsiasi religione fuggiti per cause di forza maggiore dalla loro terra e storia. La reazione degli Stati Uniti al terribile attacco alle Torri Gemelle nel 2001 ha provocato una diffusa pulsione anti islamica nel mondo, sino a sfiorare una vera e propria guerra di religione. In realtà si è persa l’occasione di un reale confronto culturale e religioso che costruisse nuovi ponti e nuove accoglienze. Il fondamentalismo islamico da un lato e quello occidentale dall’altro hanno provocato danni e disastri inimmaginabili. Per difendersi da persone e visioni così bisogna essere forti e per essere forti bisogna essere uniti. Questo significa anche che, oggi, i Paesi Europei devono attuare una politica comune di accoglienza ed inserimento di coloro che fuggono dalla fame e dalle guerre. Occorre affrontare insieme i problemi legati alla pandemia di Covid 19 mettendo al primo posto i valori della Salute e della dignità dell’uomo affrontare poi compatti i problemi di natura economica.

Presto, potremo indignarci. Presto, sarà nostro dovere ricordare chi è realmente Erdogan e ricordare chi ha perso la vita per colpa dei dittatori come lui.

Danilo Gianniello

Dipartimento Comunicazione Fisac/CGIL Brindisi

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