Il giorno del Tycoon

Quando gli USA hanno smesso di essere una democrazia.

Nel guardare sugli schermi delle televisioni le immagini dell’aggressione a Capitol Hill, la sede del Parlamento degli Stati Uniti d’America, ci si chiedeva come fosse possibile che accadesse una cosa simile? Come poteva essere così facile attaccare e violare il luogo della Democrazia nel paese più potente dell’intero pianeta?

La risposta era semplice: perché il Presidente di quella potenza mondiale aveva terminato da poco di arringare a qualche centinaio di metri quella folla chiedendo di marciare ed entrare in quella sede parlamentare. Un atto eversivo guidato da chi la Democrazia, e i luoghi in cui teoricamente si esercita, avrebbe dovuto difenderla.

Come è potuto accadere, ci si chiede ancora? Come è possibile che in un momento così drammatico per il pianeta ci si trovi a dover fare i conti, in gran parte del mondo compresa l’Italia, con una classe dirigente tra le più mediocri che la storia abbia mai visto?

Anche in questo caso la risposta è semplice: in democrazia la classe politica, pur con tutti i distinguo del caso, è scelta con il voto popolare. Infatti è proprio quel voto che prima ha portato l’incredibile figura di Donald Trump a diventare presidente degli Stati Uniti d’America (!) e poi, dopo quattro anni di follie, a destituirlo dal ruolo con l’elezione di Jo Biden a nuovo Presidente.

Eppure il seme della follia si è instillato nella popolazione americana riportando alla luce visioni della società e dell’economia che si credevano sconfitte per sempre. Questi anni sono stati caratterizzati dal blocco in quel paese della produzione dell’energia verde per ripristinare l’uso del carbone e del petrolio, la cancellazione di qualsiasi forma di punizione per chi inquina, l’uscita degli USA da quasi tutte le istituzioni mondiali in cui era il primattore e il principale finanziatore, una riforma fiscale che ha avvantaggiato i ricchi e penalizzato i poveri (e che ha avuto una forte eco e imitatori anche in Italia), ha riportato in auge una visione della società in cui i bianchi sono superiori alle altre razze che vanno punite, perseguite e cacciate se non eliminate fisicamente. Insomma, Trump è stato il portavoce influente di una dottrina che ha fatto ripiombare l’intero mondo in una società e un’economia da medioevo oscurantista. Ciò di cui fino a qualche anno fa ci si vergognava ora torna ad essere motivo di vanto. Quante morti sono state consumate per inseguire questa “filosofia” di vita sociale. E quante di queste morti sono state causate proprio da coloro che avrebbero dovuto difendere la società multietnica americana: polizia e militari.

Trump ha sdoganato tutto questo perché gli serviva per mantenere il potere. E quando il voto popolare lo ha sconfitto, ha deciso di utilizzare qualsiasi mezzo per conservarlo. Lui che, invece, avrebbe dovuto difendere l’esito del confronto democratico.

L’effetto finale è stata la violazione di luoghi ritenuti intoccabili e probabilmente ha creato una crepa che sarà molto difficile chiudere. Gli USA non sono più un gigante intoccabile ma un paese debole, diviso e in cui il ruolo della polizia e dell’esercito più forte al mondo diventa dubbio. In molti ci si chiede il perché delle scene viste in cui sono stati i poliziotti ad aprire le transenne a protezione di Capitol Hill, i selfie fatti con gli aggressori, la facilità con cui sono riusciti ad entrare, la totale assenza dell’esercito in palese contrasto con la dimostrazione di forza durante le manifestazioni del Black Live Matter.

Sono tanti i dubbi che covano le scene terribili viste il 6 gennaio a Washington e richiamano le scene altrettanto drammatiche dell’attacco al Parlamento sovietico nel 1991 che di lì a qualche settimana avrebbe portato alla fine dell’Unione Sovietica, un’altra potenza mondiale che sembrava inattaccabile. E che, invece, è scomparsa.

Il mondo è ad un bivio molto pericoloso. La pandemia del Covid19 ha messo a nudo i disastri di una politica tutta incentrata su uno sviluppo che ha distrutto l’ecosistema del pianeta e i cui effetti sono devastanti e sotto gli occhi di tutti. E’ stata una politica che ha succhiato il midollo pulsante della Terra e che ha arricchito qualche centinaio di persone schiacciando e schiavizzando il resto della popolazione. In questi ultimi decenni il Lavoro non è più un modo per conquistare la dignità della persona e per liberarsi dal giogo dei bisogni primari e secondari. No, oggi il lavoro è un modo per sfruttare fino all’ultima goccia le persone e fruttare profitti e privilegi alla Finanza e a poche grandi multinazionali. Persino l’informazione libera è sostanzialmente scomparsa e l’opinione pubblica è formata su notizie troppo spesso “pilotate” e poco veritiere.

C’è molto lavoro da fare nelle prossime settimane e fare le scelte politiche e sindacali giuste è di fondamentale importanza.

Ne discuteremo nei prossimi articoli.

Dipartimento Comunicazione Fisac/CGIL Brindisi

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