8 MARZO 2021

“L’8 marzo non è la Festa della Donna, ma la Giornata Internazionale dedicata alle Donne, che quest’anno, alla luce delle conseguenze della pandemia, acquista un significato più profondo: ovunque nel mondo sono proprio le donne a pagare il prezzo più caro sul piano economico ed anche emotivo. Nel nostro Paese, in particolare, secondo gli ultimi dati Istat, il tasso di occupazione femminile nella fascia tra i 15 e i 64 anni è di ben diciannove punti percentuali inferiore di quello degli uomini. Secondo una serie di dati pubblicati da Il Sole 24ore, nelle società quotate nel listino Ftse Mib solo 14 amministratori delegati su cento sono donne. Queste ultime oggi rappresentano il 18,3% del totale nella dirigenza privata, secondo gli ultimi dati Inps, una netta minoranza.
A dicembre si sono persi 101 mila posti di lavoro: 99 mila di questi erano occupati da donne. Come si può pretendere di combattere la violenza di genere se non si permette alle donne di essere indipendenti economicamente?”
(Marianna Lentini, newsletter “Luci nella Notte”)

Il dato sulle uccisioni delle donne ha trovato conferma pochi giorni fa nel rapporto del Servizio analisi criminale della Polizia. Dallo studio è emerso un leggero aumento delle vittime di sesso femminile, passate da 111 del 2019 a 112 del 2020, e un incremento delle donne uccise in ambito familiare, salite da 94 del 2019 a 98 dell’anno scorso. Più nello specifico dallo studio della Polizia è emerso poi che a febbraio, maggio e ottobre 2020 il 100% delle donne vittime di omicidio han perso la vita in un ambito familiare-affettivo. (dato ANSA).

Questa è la realtà in Italia e questi sono i primi effetti della pandemia da coronavirus che ha colpito tutto il mondo. In questa situazione è indispensabile guardare al futuro scommettendo sul superamento rapido di culture e approcci retrogradi, investendo sulla crescita delle competenze, sull’innovazione tecnologica, sulla difesa del pianeta eliminando le produzioni inquinanti che probabilmente sono la causa scatenante delle pandemie. Bisogna investire sui giovani, sulla parità uomo-donna, sulla diffusione di una cultura che abbia come fondamento il rispetto delle differenze di genere e quindi un percorso educativo in tal senso. Invece accade esattamente il contrario.

Nel 2021 l’ 8 Marzo ha molti volti: Ha il volto delle adolescenti afghane uccise a Jalalabad, perché giornaliste e doppiatrici televisive in un mondo in cui le donne non hanno e non devono avere voce. Ha il volto di Alessia Bonari, che ha prestato il suo viso martoriato dalle mascherine e dal duro impegno sul campo, per dimostrare la forza delle donne che ogni giorno sostengono sulle loro spalle il lavoro invisibile di chi aiuta gli altri. Ha il volto di Kamala Harris, di origini indiane e giamaicane, simbolo delle donne che “ce l’ hanno fatta”, in un mondo maschilista, razzista, prevaricatore e che è stata eletta Vice Presidente degli Stati Uniti d’America.

Ha il volto delle tante donne italiane uccise da uomini in questi primi mesi dell’anno, con numeri terribili che ci raccontano di più di un omicidio alla settimana.

Ha il volto di una politica italiana che continua ad essere retrograda, in cui il nuovo Presidente del Consiglio, accolto come il Salvatore della Patria, relega le donne ad un numero ridotto di otto ministre, la gran parte senza autonomia di spesa, su un totale di 24 ministeri e in cui il principale partito italiano, per giunta di centrosinistra, non ne indica nemmeno una.

E’ moltissimo il cammino da compiere e le campagne di rivendicazione sindacale da incardinare a partire dai posti di lavoro, in cui la CGIL ha un ruolo fondamentale per la difesa dei diritti delle donne, per la difesa delle democrazia e per l’attuazione della nostra Costituzione.

Il nostro obiettivo, come Fisac/CGIL, è avviare al più presto piattaforme rivendicative per la parità di salario, per abbattere il tetto di cristallo che blocca le carriere apicali alle donne, alla realizzazione di politiche di welfare, soprattutto in questo momento, che consentano alle famiglie, con pari responsabilità tra uomini e donne, di avere accesso a permessi retribuiti e all’accesso al lavoro agile per contemperare il tempo di lavoro con il tempo di vita.

Dobbiamo ricostruire il futuro al più presto mettendo al centro la tutela delle donne in tutti i campi, lavorativi e sociali. Questo è l’obiettivo primario di una moderna Fisac/CGIL.

Dipartimento Comunicazione Fisac/CGIL Brindisi

This entry was posted in Analisi, Fisac/CGIL Brindisi, Fisac/CGIL Nazionale, Politiche di genere. Bookmark the permalink.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *