PAROLE SOSPESE

Giovane scrittrice di successo, Laura Imai Messina ci conduce per mano nel lontano Giappone, dove vive, per farci conoscere un posto incantato realmente esistente: Bel Gardia, un ampio giardino sul lato scosceso di una montagna, su cui insiste una speciale cabina telefonica, una cornetta senza filo che trasporta nel vento le voci o anche i silenzi di migliaia di persone che hanno perduto qualcuno.

Un evento improvviso e traumatico, lo tsunami del 2011, sconvolge la vita di milioni di persone.

Migliaia di vite spazzate via in un istante.

Parole sospese, progetti spezzati, sogni infranti.

La necessità per chi rimane di comunicare ancora una volta con chi non c’è più.

Con prosa leggera, lineare, e frequenti figure metaforiche, Imai ci coinvolge sapientemente nelle vite di Yui, Takeshi ed Hana, di Shio, di…

Vite parallele, apparentemente distanti, diventano ad un tratto rette incidenti, destini incrociati.

I protagonisti, inseparabili compagni di viaggio verso quel luogo misterioso, incrociano la loro vita con numerosi sconosciuti, poi divenuti amici, che, come loro, si recano ogni anno a Bel Gardia per trovare conforto nella connessione virtuale con chi hanno perduto.

L’ amicizia, come spesso accade, si trasforma lentamente in amore. Yui entra stabilmente nella vita di Takeshi ed Hana. La loro vita si arricchisce della nascita di un bimbo che, compiuto un anno, pronuncerà “ mamma” per la prima volta… e sarà contagioso perché anche Hana chiamerà così Yui per la prima volta.

“Ecco come nasceva la gioia. Era in una parola restituita che sempre le avrebbe ricordato il prima, e avrebbe cementificato il dopo…..”.

La rinascita, la speranza, il futuro, serbando in sé, nel profondo del cuore, il passato che passato non è e non potrà mai essere. Una miscela unica ed imprescindibile dell’ immanenza di un nuovo presente e la speranza di un nuovo futuro, che sarà gioia ancorata ad una perenne tristezza.

“Yui comprese che l’ infelicità aveva sopra le ditate della gioia. Che dentro di noi teniamo premute le impronte delle persone che ci hanno insegnato ad amare, a essere ugualmente felici e infelici”

Alessia Friggione Dipartimento Comunicazione Fisac/Cgil Brindisi

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