Pressioni Commerciali: la realtà

Immagine tratta da Fisaccgilaq

“Oggi HO una riunione online con l’area manager, CI FARANNO neri!” Notare la diversa coniugazione dei verbi…

Un cliente sta arrivando in banca per l’erogazione di finanziamento di importo modestissimo, 10.000 euro da cui detrarre, naturalmente, le commissioni. Il titolare: “la tua collega (in smart working) non è riuscita a convincere il cliente a sottoscrivere un prodotto assicurativo. Mi piacerebbe che TU portassi a casa questo risultato”.

Sai che, PER LEGGE, non posso farlo ma intanto me lo hai detto.

Ricordi a me l’importanza di raggiungere il budget, pena gravi ripercussioni sul conto economico della Filiale.

Mi chiedi di VENDERE al cliente almeno un prodotto assicurativo perché costa poco e perché presenta nuove importanti garanzie. Non è proprio così e dovresti saperlo o, se lo sai, stai mentendo. In passato, specialisti di prodotto e settoristi commerciali hanno detto che il prodotto è inutile in assenza di altra polizza, ben più costosa, di cui costituisce il naturale completamento.

“Vedo che questa campagna commerciale non l’avete neanche attenzionata!”. Affermazione FALSA, che hai anche il coraggio di mettere per iscritto, perché:

  • A inizio mese ti sei presentata con l’elenco di tutti i clienti presenti nelle varie campagne, di tutti hai voluto sapere chi sono (sono sempre gli stessi ed io, che sono in filiale da molto meno tempo di te, ogni mese professionalmente ti fornisco tutte le informazioni).
  • Ti ho spiegato che molti di quei clienti, non solo non vogliono sottoscrivere nuove polizze di protezione o prodotti di risparmio ma che ogni mese devo dissuaderli da revocare e/o disinvestire i prodotti che possiedono.
  • Sai, o dovresti sapere, che per esitare un singolo contatto all’interno dell’applicativo “programmazione commerciale” occorrono 5 minuti quando il programma gira in maniera veloce sui nostri potenti pc.
  • Mi hai chiesto di lavorare le pratiche di fido con un nuovo programma lento e malfunzionante e segnalare in assistenza gli errori.
  • Mi hai chiesto di lavorare al crash program, ovvero di metterti nero su bianco se per i clienti affidati che abbiano fatto ricorso a sospensione delle rate o richieste di nuovi finanziamenti, previsti per legge e garantiti dallo stato PER FRONTEGGIARE L’EMERGENZA COVID:
    • Non si rendano necessari ulteriori interventi;
    • Occorra allungare la durata dei finanziamenti o concederne di nuovi;
    • Occorra proporre il passaggio della pratica a maggior rischio.

Sai che non è semplice perché l’emergenza covid è tuttora in corso e molte attività sono chiuse per legge, non si sa quando e come verrà consentito loro di riaprire e dopo quanto tempo verrà imposta una nuova chiusura.

Sto facendo del mio meglio per svolgere questo lavoro, raccogliendo documentazione a supporto da clienti e commercialisti che stanno collaborando ma con tempistiche diverse da quelli cui ormai siamo abituati noi.

  • Stiamo profondendo il massimo sforzo alternandoci tra lavoro agile e lavoro in presenza per contenere i contagi e tu mi chiedi di far venire i clienti in filiale anche in zona rossa.

Io comunque l’invito glielo faccio. Qualcuno ride al telefono, qualcuno mi dice di avere il covid o di essere comunque in quarantena. Qualcuno viene, ci parlo e gli spiego tutto per bene ma non sottoscrive alcun prodotto perché è un periodo di incertezze. Per te non va bene.

Qualcun altro sottoscrive una polizza dal premio modesto o un piano d’accumulo da 50 euro al mese. Se mi va bene, con i nostri applicativi, ci impiego un’ora. Per te il risultato è modesto, siamo ancora indietro rispetto al budget.

Ma tu che lavoro fai? Non sei una dipendente della banca anche tu? Devi coordinare il lavoro, agevolarlo se serve. Non mi devi controllare, non mi devi pungolare, non mi devi chiedere conto.

Pressioni giungono anche del settorista commerciale e del deliberante credito.

Si presentano sotto forma di e-mail, tutti i giorni alla stessa ora; ci puoi regolare l’orologio.

Il primo elenca la produzione progressiva di ogni filiale del suo distretto, evidenziando la filiale best performer ed incitando le altre a contribuire.

Il secondo mostra l’elenco delle filiali con pratiche di fido da revisionare, plaudendo alle filiali ad arretrato zero.

Questi sono solo alcuni esempi di vita quotidiana sui posti di lavoro. Le Segreterie Nazionali delle Organizzazioni Sindacali hanno inviato una lettera all’ABI sull’argomento. Su questa questione abbiamo scritto molto e siamo impegnati ogni giorno sui posti di lavoro. Ma è una questione nazionale e come tale va affrontata al più presto. Perché è in gioco la salute dei lavoratori del credito e la salvaguardia dell’economia e della società civile in una epoca pandemica in cui è necessario fare da subito le scelte giuste per aiutare le persone e l’economia a rialzarsi.

Dipartimento Comunicazione Fisac/CGIL Brindisi

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