1 Maggio 2021

Il 1° maggio è la Festa delle Lavoratrici e dei Lavoratori. E’ la giornata dedicata a tutte quelle persone che attraverso il Lavoro vogliono conquistare la dignità, la crescita economica, sociale e culturale. Il Lavoro è fondamentale per la crescita di una persona e per la sua autonomia. Il Lavoro è un diritto civile e sociale.

Nel 2021 la pandemia ha colpito duramente il mondo delle Lavoratrici e dei Lavoratori. La crisi sanitaria ha avuto ripercussioni gravissime sul versante economico e sociale. Migliaia di persone hanno perso il posto di lavoro e le più penalizzate sono state, ancora una volta, le donne. La stragrande maggioranza dei posti inghiottiti dalla crisi erano svolti da donne. Una ingiustizia di una gravità assoluta, rispetto alla quale ancora una volta la risposta della politica non è stata all’altezza della scommessa in campo.

All’inizio dell’era pandemica per qualche mese si era finalmente intravista una presa di coscienza che aveva rimesso al centro delle scelte di governo la volontà di affrontare le conseguenze drammatiche delle scelte sbagliate nei decenni precedenti: il taglio forsennato alla sanità pubblica, alla scuola pubblica, al settore del trasporto pubblico, ai diritti delle lavoratrici e dei lavoratori, all’inquinamento forsennato del pianeta.

Il Recovery Plan a questo doveva servire: a finanziare progetti innovativi e coraggiosi che riscrivessero il futuro per le nuove generazioni. Ci auguriamo che così sia ma le ricadute sulla vita delle persone hanno già causato effetti drammatici sotto tutti i punti di vista e non si può perdere più tempo. Il pianeta va difeso, va creata nuova occupazione, va superato il digital divide, va rimesso al centro il ruolo della Istruzione e della Sanità Pubblica.

In questo contesto diventa fondamentale il ruolo del credito, le competenze che le Lavoratrici e i Lavoratori del settore hanno nel finanziare i progetti economici e sociali utili al bene del paese. Ma servono però delle banche che siano capaci di ritrovare il focus della loro funzione all’interno del progetto paese. Vanno abbandonate le incomprensibili pressioni commerciali che ormai strangolano l’organizzazione del lavoro e che creano gravi problemi psicologici e di salute alle donne e agli uomini che lavorano nel credito. Bisogna recuperare al più presto obiettivi e organizzazione che mettano al centro la crescita del paese e la tutela della salute e dei diritti dei lavoratori del credito.

Il sindacato ha il ruolo di avere ben chiara la linea da seguire per tutelare la dignità e il futuro delle persone che vogliono crescere e realizzarsi con il Lavoro. Il sindacato ha il compito di lottare per difendere i diritti fin qui acquisiti con la lotta e il sangue di intere generazioni, nonché conquistare nuovi spazi che derivano dall’innovazione tecnologica, dalle variazioni che hanno interessato la società, dalle dinamiche sociali che scuotono da anni il pianeta con processi migratori sempre più diffusi e numerosi. Servono nuovi diritti, nuove modalità contrattuali, nuove conoscenze e competenza per puntare dritto verso un futuro sostenibile ed equo. Dentro questo obiettivo ci sono tante strade da percorrere. Sono strade che hanno come filo conduttore l’equità e passano attraverso la difesa del Welfare, del ruolo dei servizi pubblici, al reperimento delle risorse necessarie attraverso la lotta all’evasione fiscale e allo sviluppo di una nuova cultura sociale che metta al centro il senso di appartenenza ad una comunità.

Buon 1° Maggio!

Dipartimento Comunicazione Fisac/CGIL Brindisi

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