I sindacati in piazza contro i licenziamenti.

A Firenze, Torino e Bari, CGIL, CISL e UIL si sono fatti sentire: piazze piene come non accadeva da prima della pandemia, simbolo di un’Italia che vuol restare unita e fondata sul lavoro.

Il messaggio è chiaro: bisogna evitare lo scoppio della bomba sociale, riformare gli ammortizzatori sociali, sconfiggere il precariato e lo sfruttamento ed investire sulla sicurezza per fermare le morti sul lavoro.

Il segretario generale della Cgil Maurizio Landini dalla piazza di Torino esorta: “Questo Paese cambia solo se cambia insieme al lavoro e per sostenere il lavoro! Noi non saremo disponibili né oggi né mai ad accettare un peggioramento! Lo sappia il governo, lo sappiano le forze politiche, lo sappiano le imprese!”

Il rischio sociale esiste ed è sbagliato negarlo. Deve averlo compreso il ministro Orlando che rassicura i lavoratori confermando che il governo interverrà con una nuova proroga del blocco dei licenziamenti e un congelamento. Secondo indiscrezione, però, il congelamento sarà selettivo e con un’attenzione particolare al settore tessile-calzaturiero.

La soluzione non sarebbe né giusta né sufficiente. Il blocco dei licenziamenti deve essere prorogato per tutti i lavoratori, senza distinzioni, almeno fino al mese di ottobre. Nel frattempo, bisogna lavorare su un programma di formazione e riqualificazione professionale che permetta a chi rischia il posto di lavoro di trovarne un altro.

Non ci può essere ripresa economica senza sviluppo sociale. Non ci può essere sviluppo sociale senza Lavoro e Uguaglianza.

L’iniziativa sindacale ha ottenuto un risultato con la firma di un Accordo giunto dopo sei ore di serrata trattativa. Nell’intesa si è stabilito di utilizzare tutti gli ammortizzatori sociali disponibili per legge prima dei licenziamenti e di mantenere il blocco dei licenziamenti per i settori del tessile, scarpe e moda che sono quelli più colpiti dagli effetti della pandemia, sino al 31 ottobre 2021. E l’impegno a far nascere un tavolo di monitoraggio a palazzo Chigi “con lo scopo di seguire l’attuazione dell’intesa e governare eventuali emergenze sociali”. La parola chiave è avviso comune, sottoscritto insieme da Cgil, Cisl, Uil, Confindustria, Alleanza delle Cooperative, Confapi e firmato dal Presidente del Consiglio, Mario Draghi, e dal ministro del Lavoro Andrea Orlando. “Le parti sociali alla luce della soluzione proposta dal Governo sul superamento del blocco dei licenziamenti, si impegnano a raccomandare l’utilizzo degli ammortizzatori sociali che la legislazione vigente ed il decreto legge in approvazione prevedono in alternativa alla risoluzione dei rapporti di lavoro – si legge nell’avviso – Auspicano e si impegnano, sulla base di principi condivisi, ad una pronta e rapida conclusione della riforma degli ammortizzatori sociali, all’avvio delle politiche attive e dei processi di formazione permanente e continua”. Insomma un segnale importante sul lavoro e l’impegno a confrontarsi a breve su riforma degli ammortizzatori sociali e del fisco.

Il risultato finale è importante e frutto di una mediazione ma va monitorato nei vari settori con grande attenzione e con un ruolo attivo delle organizzazioni sindacali.

Dipartimento Comunicazione Fisac/CGIL Brindisi

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