È successo di nuovo. Ancora incidenti sul lavoro.

L’argomento del giorno sono le elezioni: la vittoria dell’uno o l’altro candidato, dell’una o l’altra coalizione, le proiezioni, i ballottaggi. Chi ha vinto, ha già un suo programma e si metterà subito a lavoro. 

No, scusate, l’argomento di oggi è il Covid: zone bianche, gialle, ecc.… Che poi, la zona gialla di ora non è più quella di una volta eh? 

No, scusate, arriveranno i fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e bisogna spenderli bene ed è questa la notizia importante. 

Poi si affrontano temi come le tasse, l’immigrazione, il reddito di cittadinanza, il green pass… così, pourparler.

È un periodo di confusione politica e mediatica in cui ogni problema viene strumentalizzato dai politici per fini elettorali e dai media per far notizia.

Ed in questo caos, intanto, sono 677 le lavoratrici e i lavoratori che hanno perso la vita dall’ inizio di quest’ anno a luglio ci dice l’Inail. 677 in 7 mesi, più di 3 al giorno. Non sono solo numeri. Sono speranze e sogni che si infrangono, sono vite che si spengono. 

Aumentano pure gli infortuni, anche gravi; crescono le patologie professionali. 

Non sono neanche solo questi i numeri. Per ogni incidente e per ogni persona che non c’è più, ci sono famiglie che restano per sempre sole, con il loro dolore, a dover affrontare le difficoltà della vita.

Bisogna agire davvero e non fermarsi ai buoni propositi o alle belle parole. 

CGIL, tramite Maurizio Landini, ha proposto ad esempio un piano di assunzioni nell’ispettorato del lavoro e nei servizi per la prevenzione e la sicurezza. 

Un’altra idea potrebbe essere quella di impedire l’accesso ai finanziamenti pubblici alle aziende non in regola con le norme sulla sicurezza. 

Nella maggior parte dei casi, infatti, le morti sul lavoro avvengono perché le aziende volutamente non osservano le regole sulla sicurezza. Lo fanno per accelerare i processi produttivi o per carenza di fondi. 

Significa che tutte queste morti dovevano e potevano essere evitate ma le aziende non hanno volontariamente fatto abbastanza anteponendo il profitto alla vita umana.

Che sia ben chiaro: “applicare le leggi ed investire sulla sicurezza” non sono solo parole, sono la soluzione al problema.  

Bisogna assolutamente fermare questa strage. Ora!

Dipartimento Comunicazione Fisac//CGIL Brindisi

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