STOP ALLA VIOLENZA SULLE DONNE

LA VIOLENZA CONTRO LE DONNE E’ UNA VIOLAZIONE DEI DIRITTI UMANI: è sulla base di questo assunto che nel 1999 L’assemblea generale delle Nazioni Unite ha istituito la giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne che, ogni anno, si celebra il 25 Novembre e che apre il periodo di 16 gg di attivismo contro la violazione dei diritti umani

Ma cosa è cambiato realmente da quel lontano 1999?

Poco…quasi nulla.

Ancora oggi i dati parlano di numeri sconfortanti e di fatti di cronaca sempre più frequenti e sempre più inquietanti.

Già a partire dagli anni Settanta, con l’affermazione del femminismo e dei primi movimenti contro la violenza sulle donne la discriminazione, che per “tradizione” si manifestava  con l’allontanamento delle donne da determinate funzioni o con pretese di controllo spacciate spesso per “attenzioni” e con pregiudizi giustificati dalla presunta incapacità del “gentil sesso”, si è trasformato in rabbia; rabbia di non riuscire ad accettare la perdita del ruolo di padrone e di colui che deve avere il potere di gestire tutti gli aspetti della vita delle donne . E da qui la violenza: quella efferata che porta alle tragedie più estreme, quella sottile che ferisce con le parole, con le insinuazioni e con i gesti, e quella celata nella finzione di un ipotetico rispetto che nasconde pregiudizio e quindi pressione psicologica. E’ come se l’affermazione della dignità femminile fosse lesiva di quella maschile, come se ci fosse antagonismo tra le parti…

E’ per questo che prevenire la violenza di genere vuol dire combattere prima di tutto le sue radici culturali e le sue cause, vuol dire sensibilizzare le nuove generazioni fin dall’età infantile trasmettendo il concetto di parità di genere e sradicando definitivamente l’idea della donna subalterna

Bisogna convincersi che nella lotta contro la violenza l’arma più potente è sicuramente l’educazione e la diffusione del rispetto per le differenze che vanno accettate, rispettate e mai eliminate.

Una donna non deve rinunciare alla propria femminilità per avere rispetto, non deve vergognarsi di avere interessi diversi dagli uomini e non deve essere violentata fisicamente o psicologicamente per una condotta che qualcuno, dall’alto di una ”fantomatica” cattedra, può giudicare buona o cattiva!…E soprattutto una donna non deve avere paura!

Certamente oggi c’è una maggiore consapevolezza del problema e sono stati conseguiti importanti traguardi ma la strada da percorrere è sicuramente ancora molto lunga.

Il 25 Novembre è senz’altro un’occasione per rimarcare il concetto e rafforzare l’idea con eventi, iniziative e manifestazioni che scuotono gli animi, ma la violenza deve essere combattuta con decisione ogni giorno, in ogni campo e in ogni modo perché i diritti delle donne sono una responsabilità di tutto il genere umano e lottare contro ogni forma di violenza è un obbligo dell’umanità.

Dipartimento Comunicazione Fisac/CGIL Brindisi

This entry was posted in Analisi, Blog, CGIL, Crisi, Europa, Fisac/CGIL Brindisi, Fisac/CGIL Nazionale, Politica, Politiche di genere. Bookmark the permalink.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *