{"id":1002,"date":"2011-11-19T14:39:11","date_gmt":"2011-11-19T14:39:11","guid":{"rendered":"http:\/\/fisacbrindisi.it\/?p=1002"},"modified":"2011-11-19T15:10:27","modified_gmt":"2011-11-19T15:10:27","slug":"uno-studio-della-fisac-cgil-sul-credit-crunch","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fisacbrindisi.it\/?p=1002","title":{"rendered":"Uno studio della FISAC CGIL sul credit crunch"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">La stretta creditizia delle banche italiane \u00e8, ormai, un dato di fatto certificato dalla Banca d\u2019Italia. Quando il costo del servizio di credito alle imprese sale in presenza di tassi di mercato costanti o decrescenti non \u00e8 possibile negare l\u2019evidenza. Ci\u00f2 che oggi sembra banale, non lo era probabilmente un mesetto fa, quando le aziende di credito si affannavano a ripetere in ogni occasione che l\u2019erogazione del credito non era stata ridotta. La Fisac Cgil Puglia ha pubblicato un mese fa uno studio basato su autorevoli fonti (Banca d\u2019Italia, CGIA, pareri di economisti e personalit\u00e0 istituzionali) attraverso il quale ha dimostrato che il credit crunch era cominciato ben prima di ottobre 2011.Gli inequivocabili segnali della stretta erano stati individuati a livello europeo da attenti osservatori gi\u00e0 ad Aprile 2011: il meccanismo di propagazione della paura tra le banche ha poi determinato l\u2019avvitamento della situazione con una velocit\u00e0 che gli economisti conoscono bene. L\u2019analisi parte da una visione generale del settore bancario a livello europeo per arrivare al dettaglio regionale e provinciale. I dati sono aggiornati al 14\/10\/2011. La Fisac Cgil Puglia e la Fisac Cgil Brindisi si ripromettono di aggiornare l\u2019analisi con cadenza periodica.<\/p>\n<p>Fisac Cgil Brindisi \u2013 La Segreteria<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p align=\"center\"><strong>Credit crunch in Italia e Puglia<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"center\"><strong>La premessa <\/strong><\/p>\n<p align=\"center\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando si parla di contrazione del credito e di riduzione dei finanziamenti concessi alle imprese si parla di banche; in altri termini si parla della cinghia di trasmissione di stimoli monetari e fiscali (se esistono) all\u2019economia reale. \u00a0Se, per motivi esterni o endogeni, questa cinghia di trasmissione non funziona bene, il sistema economico soffre e, a lungo andare, collassa. Una crisi di liquidit\u00e0 delle banche implica sempre una riduzione di concessione di credito e ci\u00f2 determina un effetto collaterale gravissimo: soffrono anche le imprese finanziariamente e contabilmente sane che, quindi, cominciano a licenziare dando inizio a quell\u2019avvitamento nefasto conosciuto bene dagli economisti. Tutte le aziende, infatti, hanno bisogno di anticipi di cassa da parte degli istituti di credito, a parte le pochissime imprese capaci di lavorare con mezzi propri. Se le aziende collassano non saranno in grado di restituire gli affidamenti concessi dalle banche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo scopo del presente lavoro non \u00e8 quello di ripercorrere le tappe della crisi economica esplosa nel giugno 2007 \u2013 con il fallimento dei due fondi hedge gestiti dalla banca Bear Sterns \u2013 e ancora non risolta, n\u00e9 quello di ascrivere responsabilit\u00e0 o proporre soluzioni<a title=\"\" href=\"http:\/\/fisacbrindisi.it\/wp-admin\/post.php?post=1002&amp;action=edit&amp;message=1#_ftn1\">[1]<\/a>. Il ruolo delle banche; la loro regolamentazione; l\u2019esigenza del controllo pubblico; la necessit\u00e0 dell\u2019intervento degli Stati; il trasferimento di ricchezza dal settore pubblico al settore privato conseguente ad ogni salvataggio; l\u2019incapacit\u00e0 di eliminare il <em>moral hazard<\/em> legato al clamoroso conflitto d\u2019interessi tra regolato e regolatore (le <em>sliding doors<\/em> che permettono a politici di assumere incarichi di rilievo nelle banche e viceversa sono un bubbone ben lungi dall\u2019essere estirpato): sono tutti argomenti appassionanti di analisi e riflessione che non saranno toccati.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il fine perseguito \u00e8 capire se, a fronte di una crisi della circolazione di liquidit\u00e0 tra banche ormai conclamata, si \u00e8 manifestato anche il pericoloso <em>credit crunch<\/em> degli sportelli bancari italiani nei confronti della clientela. E\u2019 importante ricordare che una banca, proprio per la centralit\u00e0 dell\u2019attivit\u00e0 svolta, non \u00e8 una semplice societ\u00e0 privata: per quanto detto sopra assume su di se una Responsabilit\u00e0 Sociale d\u2019Impresa rafforzata e sancita dai controlli che la Banca d\u2019Italia effettua. La crisi di fiducia anche di un solo Istituto di Credito di Interesse Sistemico (S.I.F.I.) pu\u00f2 provocare il collasso delle economie globali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La fonte principale \u00e8 la Banca d\u2019Italia, con il Bollettino Statistico e la Base Informativa Pubblica, ma saranno utilizzati anche elaborazioni della C.G.I.A. di Mestre ed altri riferimenti desunti dalla stampa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"center\"><strong>La velocit\u00e0 di propagazione del virus e la \u201csottostima interessata\u201d del fenomeno<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"center\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nonostante i banchieri di tutto il mondo si siano affannati a ripetere che le proprie banche sono solide, la verit\u00e0 \u00e8 che gli istituti di credito, per la natura della funzione svolta e per l\u2019incredibile controvalore delle attivit\u00e0 controllate nel loro assetto attuale, annoverano nel proprio bilancio voci facilmente deprezzabili e difficilmente liquidabili in caso di crollo di fiducia<a title=\"\" href=\"http:\/\/fisacbrindisi.it\/wp-admin\/post.php?post=1002&amp;action=edit&amp;message=1#_ftn2\">[2]<\/a>. Fin quando la regolamentazione degli istituti di credito permetter\u00e0 loro di presentare, come nel caso di Dexia, bilanci con attivi a leva di difficile quantificazione e facile deprezzamento, il solo sospetto di difficolt\u00e0 sui mercati finanziari generer\u00e0 la crisi di fiducia che caratterizza questi giorni e che blocca totalmente il mercato interbancario<a title=\"\" href=\"http:\/\/fisacbrindisi.it\/wp-admin\/post.php?post=1002&amp;action=edit&amp;message=1#_ftn3\">[3]<\/a>. Gli interessi enormi in gioco \u2013 gestiti da poche persone \u2013 frenano la necessaria riforma: pi\u00f9 attivi significano pi\u00f9 utili e se, malauguratamente, si verifica il credit cruch da sfiducia, c\u2019\u00e8 sempre il salvatore di ultima istanza, ovvero lo Stato (ovvero noi).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La verit\u00e0 \u00e8 che le banche sono, chi pi\u00f9 chi meno, \u201czombie che camminano\u201d da almeno 10 anni, per dirla con il premio Nobel Paul Krugman, ed i \u00abbanchieri sono ciechi perch\u00e9 salvare le apparenze anche nelle fasi di crisi fa necessariamente parte del loro mestiere. Per questo Keynes definiva ironicamente il banchiere \u201cil pi\u00f9 romantico ed il meno realistico degli uomini\u201d\u00bb<a title=\"\" href=\"http:\/\/fisacbrindisi.it\/wp-admin\/post.php?post=1002&amp;action=edit&amp;message=1#_ftn4\">[4]<\/a>. Ma anche il meno realistico degli uomini non pu\u00f2 negare l\u2019evidenza, una volta messo di fronte al dato oggettivo; ed ecco che, alla luce degli avvenimenti del 2008, la <em>consecutio temporum<\/em> che porta al credit crunch interbancario di Ottobre 2011\u2013 cio\u00e8 l\u2019azzeramento delle operazioni di prestito overnight ed a lunga scadenza tra banche \u2013 segue sempre lo stesso schema logico che ha avuto come esito finale la deflagrazione del <em>credit crunch<\/em> 2008 e la crisi del \u201829 :1) qualcuno fa notare, sulla base dei numeri, che alcuni \u201cvizi\u201d mai eliminati si stanno ripresentando con una virulenza preoccupante<a title=\"\" href=\"http:\/\/fisacbrindisi.it\/wp-admin\/post.php?post=1002&amp;action=edit&amp;message=1#_ftn5\">[5]<\/a>; 2) i destinatari di questi \u201cavvertimenti\u201d circostanziati \u2013 banchieri e non \u2013\u00a0 sembrano non intendere gli schricchiolii e continuano a farsi sentire<a title=\"\" href=\"http:\/\/fisacbrindisi.it\/wp-admin\/post.php?post=1002&amp;action=edit&amp;message=1#_ftn6\">[6]<\/a>; 3) gli amministratori delegati delle banche presentano bilanci in utile e, anzi, chiedono l\u2019allentamento di vincoli \u2013 in alcuni crasi con tracotanza assurda &#8211; per \u201caiutare\u201d il sistema economico con pi\u00f9 concessione di credito<a title=\"\" href=\"http:\/\/fisacbrindisi.it\/wp-admin\/post.php?post=1002&amp;action=edit&amp;message=1#_ftn7\">[7]<\/a> 3) lo scenario macroeconomico peggiora e ci\u00f2 comporta un veloce deterioramento del clima di fiducia, poich\u00e9 le banche non conoscono con precisione la composizione dei bilanci delle altre banche e preferiscono non prestarsi soldi ; 4) le autorit\u00e0 di vigilanza e le banche centrali nazionali ed internazionali, dopo aver sollecitato una ricapitalizzazione degli istituti di credito ben prima dello step 3, non possono far altro che lasciare fallire una o pi\u00f9 banche, con tutte le conseguenze che questa scelta comporta<a title=\"\" href=\"http:\/\/fisacbrindisi.it\/wp-admin\/post.php?post=1002&amp;action=edit&amp;message=1#_ftn8\">[8]<\/a>, ovvero preparare una rete di sicurezza con soldi e garanzie pubbliche, che \u00e8 ci\u00f2 che si sta verificando in queste ore in Europa 5) Solo a questo punto, magari dopo aver presentato un risultato di bilancio del trimestre precedente in attivo, il \u201cromantico\u201d banchiere alza bandiera bianca e dichiara la propria resa a giochi fatti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Deutsche Bank \u00e8 un caso emblematico di quanto detto: l\u2019amministratore delegato della maggiore banca tedesca Ackermann, regina della leva finanziaria e del rischio, dopo aver registrato utili nel secondo trimestre pari ad 1,2 Mld di euro ed aver confermato in data 26\/07\/2011 il target di utili a 10 Mld a fine 2011 di Euro, ha candidamente dichiarato in data 05\/09\/2011:\u00ab molte banche europee non sopravviverebbero se fossero costrette a rivedere il valore di bilancio dei titoli di Stato che hanno in portafoglio sulla base degli attuali valori di mercato\u00bb. Giusto per far capire che una di queste banche \u00e8 quella da lui gestita, ha poi dichiarato in data 04\/10\/2011 che la sua banca non avrebbe raggiunto gli obiettivi prefissati ed ha annunciato il licenziamento di 500 persone. Il giorno dopo il Cancelliere Merkel ha annunciato la ricapitalizzazione delle banche mentre la BCE ha garantito liquidit\u00e0 \u201cillimitata\u201d per almeno 1 anno. Ecco le parole testuali del Cancelliere: \u00abSe si giunge alla conclusione che le banche non sono sufficientemente capitalizzate \u00e8 sufficiente allora che si proceda in questo senso tenuto conto della situazione sui mercati finanziari\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La rete di protezione \u00e8 in pieno allestimento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma la domanda vera \u00e8: possibile che una banca grande e strutturata come Deutsche Bank non abbia riconosciuto i molteplici segni premonitori della tempesta in arrivo? \u00a0E\u2019 possibile che le condizioni oggettive di mercato mutino nel\u00a0 giro di 3 mesi tanto da determinare un <em>credit crunch<\/em> completo?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\" align=\"center\"><strong>Situazione in Italia e Puglia<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una volta assodato l\u2019ottimismo interessato dei banchieri e la loro tendenza ad ignorare segnali importanti, c\u2019\u00e8 poco da fare per neutralizzare un <em>credit crunch<\/em> globale quando il meccanismo del panico si attiva: la velocit\u00e0 con cui il sistema entra in corto circuito \u00e8 impressionante. \u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ancora a fine Luglio 2011 la Banca d\u2019Italia ha affermato che \u00abIl credito bancario al settore privato non finanziario continua a crescere a ritmi sostenuti, pari in maggio al 5,7 per cento sui tre mesi al netto della stagionalit\u00e0 e in ragione d\u2019anno. I prestiti alle imprese sono aumentati del 6,1 per cento; quelli alle famiglie del 5,2, sospinti soprattutto dalla dinamica dei mutui per l\u2019acquisto di abitazioni. [\u2026.]. L\u2019andamento molto sostenuto dei prestiti alle imprese continua a riflettere principalmente la dinamica della domanda, derivante dalle esigenze di finanziamento per scorte e capitale circolante (cfr. il par. 3.2)\u00bb<a title=\"\" href=\"http:\/\/fisacbrindisi.it\/wp-admin\/post.php?post=1002&amp;action=edit&amp;message=1#_ftn9\">[9]<\/a>. E quindi la Banca d\u2019Italia ha avvertito che i prestiti non andavano a finanziare capitale fisso ed investimenti in innovazione. L\u2019 appendice statistica allegata al Bollettino \u00e8 molto interessante perch\u00e9, anche se aggiornata a fine Maggio 2011, fornisce una tavola sinottica in grado di esemplificare visivamente la velocit\u00e0 con cui il credit crunch del 2009 si \u00e8 abbattuto sulle imprese<a title=\"\" href=\"http:\/\/fisacbrindisi.it\/wp-admin\/post.php?post=1002&amp;action=edit&amp;message=1#_ftn10\">[10]<\/a>. Proprio sulla base di questi dati di Bankitalia, il Presidente dell\u2019ABI Mussari ha criticato fino a fine luglio 2011 le parole del Governatore Draghi \u2013 che fin dal 2009 ha praticato una politica di <em>moral suasion<\/em> finalizzata all\u2019irrobustimento del capitale delle banche italiane<a title=\"\" href=\"http:\/\/fisacbrindisi.it\/wp-admin\/post.php?post=1002&amp;action=edit&amp;message=1#_ftn11\">[11]<\/a>; riferito all\u2019ennesimo invito in tal senso, Mussari ha infatti affermato, in pieno stile Ackermann: \u00abLa ponderazione delle pmi non \u00e8 congrua: c\u2019\u00e8 qualche banca in Europa che \u00e8 andata in difficolt\u00e0 per il deterioramento dei crediti alle PMI? No, non c\u2019\u00e8\u00bb<a title=\"\" href=\"http:\/\/fisacbrindisi.it\/wp-admin\/post.php?post=1002&amp;action=edit&amp;message=1#_ftn12\">[12]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019affermazione di Mussari va chiarita. Per ogni operazione di prestito una banca \u00e8 obbligata per legge a destinare a \u201criserva\u201d una quota di capitale \u201cpregiato\u201d. Le regole di Basilea 3 prevedono di immobilizzare una quota crescente di capitale proprio nel momento in cui l\u2019economia reale \u00e8 particolarmente debole, impedendo \u2013 a detta dei banchieri \u2013 un sostegno alle PMI ed ai privati quando c\u2019\u00e8 un maggior bisogno. I dati Bankitalia di Luglio (ma riferiti a Maggio) dimostrerebbero che le banche sanno fare il proprio lavoro proprio quando ce n\u2019\u00e8 bisogno (quindi in piena crisi) e che, quindi, non ci sarebbe necessit\u00e0 di apporre a riserva quote crescenti di capitale non utilizzabili per concedere altro credito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Chi ha ragione tra Mussari e Draghi?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La carica istituzionale ricoperta da Draghi gli impone di preservare il sistema bancario a garanzia del funzionamento dell\u2019economia reale ma le banche continuano ad avere il problema di essere <em>too big to fail<\/em> (troppo grandi per fallire): dopo il 2008 le banche italiane non hanno ridotto le proprie attivit\u00e0 secondo un programma del quale Basilea 3 \u00e8 solo uno step. Ridurre le attivit\u00e0 diverse dalla concessione di credito \u2013 che, ripetiamo, dovrebbe essere il core business di una banca &#8211; significa fare meno affari; si tratta per\u00f2, come abbiamo, visto di affari rischiosi. Resta da capire se si sarebbe potuto distrarre il maggior capitale invocato da Mussari per prestare soldi alle PMI da investimenti in operazioni di altro tipo. I numeri dicono di si. Le banche hanno un potere ricattatorio \u2013 \u00e8 proprio questo il moral hazard di cui si parla \u2013 proprio perch\u00e8, se sono abbastanza grandi e abbastanza piene di \u201cprodotti tossici\u201d non necessariamente di natura derivativa \u2013 sanno bene che un prestatore (o concedente) di ultima istanza ci sar\u00e0. E\u2019 rimasto per\u00f2 un solo prestatore di \u201cultimissima\u201d istanza, la BCE, che far\u00e0 pagare caro ai cittadini dell\u2019Unione \u2013 chi pi\u00f9 chi meno &#8211; trent\u2019anni di follie finanziarie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Certo, se gli istituti di credito avessero fatto il proprio mestiere probabilmente l\u2019economista Tito Boeri non formulerebbe questi cattivi pensieri: \u00abi rischi di una grande recessione sono oggi in gran parte legati ad un problema di accesso al credito. Sono aumentati del 10% in Agosto sia i costi dei mutui per la casa che i tassi medi praticati alle imprese, pur in un contesto di tassi interbancari calanti [\u2026.]. Questo \u00e8 un segno inequivocabile del fatto che le banche, di fronte alla svalutazione pesantissima dei loro patrimoni associata alla perdita di valore dei titoli di Stato che hanno in portafoglio, stanno tagliando fortemente i finanziamenti ad imprese e famiglie\u00bb<a title=\"\" href=\"http:\/\/fisacbrindisi.it\/wp-admin\/post.php?post=1002&amp;action=edit&amp;message=1#_ftn13\">[13]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma come fa Boeri a sostenere che c\u2019\u00e8 <em>credit crunch<\/em> se il penultimo Bollettino Economico Bankitalia prova il contrario? Negli ultimi tre mesi, non coperti dal penultimo Bollettino Economico, si \u00e8 sicuramente verificato anche in Italia l\u2019avvitamento pericolosissimo dell\u2019economia sancito in Europa dal vertice Merkel \u2013 Sarkozy. Le banche Italiane saranno comunque nuovamente da ricapitalizzare anche se l\u2019Italia, come tutti credono e sperano, non dovesse fallire; soprattutto se il futuro \u00e8 fatto di crescita stentata e se cisar\u00e0, come sembra ormai scontato, il fallimento pilotato della Grecia. Lo stesso Ad di Unicredit Ghizzoni ha ventilato l\u2019ipotesi di un intervento di questo tipo ultimamente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ben prima della pubblicazione in data 14\/10\/2011 del Bollettino Bankitalia n\u00b0 66, c\u2019\u00e8 chi ha dimostrato che le banche italiane <span style=\"text-decoration: underline;\">sono pi\u00f9 deboli e pi\u00f9 costose delle altre<\/span><a title=\"\" href=\"http:\/\/fisacbrindisi.it\/wp-admin\/post.php?post=1002&amp;action=edit&amp;message=1#_ftn14\">[14]<\/a>. Il Prof. Baglioni, su <a href=\"http:\/\/www.lavoce.info\/\">www.lavoce.info<\/a> chiarisce che un aumento dello spread tra il tasso interbancario a tre mesi e quello ad un giorno (figura sotto) vuol dire una sola cosa: le banche chiedono un\u2019interesse maggiore per prestare i soldi tra loro anche sulle brevi scadenze; la triplicazione di questo spread negli ultimi 60 giorni (quindi dall\u2019inizio di un concitatissimo agosto) significa che il mercato interbancario \u00e8 praticamente bloccato. C\u2019\u00e8 un <em>credit crunch<\/em> equiparabile a quello che ha caratterizzato i giorni da fine 2008 a Marzo 2009. Proprio da inizio Agosto 2011 il dott. Mussari preferisce occuparsi di \u201cmanifesti per la crescita\u201d e non parla pi\u00f9 dei vincoli di Basilea 3, ben sapendo che liquidit\u00e0 (sicuramente) e capitale (probabilmente) potranno arrivare rispettivamente da BCE e EFSF attraverso salvataggi concordati.\u00a0 Ora le banche italiane si riforniscono al \u201cbancomat BCE\u201d a un costo dell\u20191,5%, alto rispetto a quello che potrebbero spuntare se si prestassero i soldi tra loro. E \u00abnel mese di agosto, le banche italiane hanno aumentato il tasso d\u2019interesse sui prestiti di 30 centesimi di punto rispetto al mese precedente (sulle nuove operazioni). Per la precisione, il tasso sui prestiti alle imprese non finanziarie \u00e8 passato dal 3,34 per cento di luglio al 3,65 per cento di agosto. Nello stesso periodo, il tasso d\u2019interesse sui mutui alle famiglie per l\u2019acquisto della casa \u00e8 passato dal 3,22 per cento al 3,50 per cento. Contemporaneamente i tassi d\u2019interesse interbancari sono diminuiti: l\u2019Irs a dieci anni \u00ad- che costituisce il punto di riferimento per stabilire il prezzo dei mutui a tasso fisso &#8211; si \u00e8 ridotto di 35 centesimi (dal 3,25 al 2,90 per cento) tra luglio e agosto; l\u2019Euribor a tre mesi \u00ad- il parametro per i mutui a tasso variabile \u00ad- \u00e8 calato di 5 centesimi (da 1,60 a 1,55 per cento)\u00bb.<a title=\"\" href=\"http:\/\/fisacbrindisi.it\/wp-admin\/post.php?post=1002&amp;action=edit&amp;message=1#_ftn15\">[15]<\/a> Insomma, le banche italiane si difendono dal calo di redditivit\u00e0 (margine d\u2019intermediazione), ridotto a causa di un abbassamento del tasso BCE, aumentando il tasso di prestito praticato alla clientela anche se, secondo il Monthly Outlook Settembre 2011 di ABI, il tasso annuale di crescita del credito concesso alla clientela\u00a0 \u00e8 sceso in Agosto solo al\u00a0 5% dal 5,4% di Luglio, ma \u00e8 sempre pi\u00f9 altro dell\u2019omologo indice di Agosto a livello europeo (+2,3%)<a title=\"\" href=\"http:\/\/fisacbrindisi.it\/wp-admin\/post.php?post=1002&amp;action=edit&amp;message=1#_ftn16\">[16]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La C.GI.A. di Mestre ha quantificato la maggiorazione di costo sopportato dalle imprese per effetto dell\u2019aumento dei tassi praticati dalle banche italiane: 2,6 Mld su uno stock di prestiti erogati alle imprese pari a 924 Mld<a title=\"\" href=\"http:\/\/fisacbrindisi.it\/wp-admin\/post.php?post=1002&amp;action=edit&amp;message=1#_ftn17\">[17]<\/a>. Dal suo osservatorio privilegiato, il Centro Studi della CGIA ha assodato che \u00abnon sono poche le segnalazioni avvenute in questi giorni che denunciano situazioni molto particolari, dove il costo del denaro applicato ad alcune aziende si \u00e8 impennato sino a superare il tasso del 10%\u00bb; l\u2019ulteriore fatto sconvolgente \u00e8 che \u00abquesta situazione \u2013 conclude Bortolussi \u2013 sta facendo emergere\u00a0 il pericolo di una nuova stretta creditizia, con una grossa novit\u00e0 rispetto al recente passato. Se all\u2019inizio della crisi molte piccole aziende rifiutate dai grandi istituti di credito si rifugiavano presso le Banche di Credito Cooperativo o i Confidi,\u00a0 adesso anche queste realt\u00e0 non sono pi\u00f9 in grado, perch\u00e9 a corto di liquidit\u00e0, di fungere da sportello-rifugio\u00bb.<\/p>\n<p>Ecco la maggior spesa sopportata dalle imprese pugliesi da inizio 2011 ad inizio Ottobre.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<table border=\"1\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"4\" valign=\"top\" width=\"573\">\n<p align=\"center\"><strong>Prestiti bancari alle imprese ed effetti del rincaro dei costi del credito ad Ottobre 2011<\/strong><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"229\">\n<p align=\"center\">Dato regionale e provinciale<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"115\">\n<p align=\"center\">Prestiti totali (mln Euro)<\/p>\n<\/td>\n<td colspan=\"2\" valign=\"top\" width=\"229\">\n<p align=\"center\">Maggiori spese da inizio 2011<\/p>\n<p align=\"center\">(mln Euro)<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"229\">\n<p align=\"center\">\u00a0<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"115\">\n<p align=\"center\">\u00a0<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"115\">\n<p align=\"center\">Totale imprese<\/p>\n<p align=\"center\">(mln euro)<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"115\">\n<p align=\"center\">euro per impresa<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"229\">\n<p align=\"center\">Puglia<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"115\">\n<p align=\"center\">25.730,8<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"115\">\n<p align=\"center\">72<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"115\">\n<p align=\"center\">212<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"229\">\n<p align=\"center\">Bari<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"115\">\n<p align=\"center\">11.561,8<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"115\">\n<p align=\"center\">32,3<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"115\">\n<p align=\"center\">315,9<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"229\">\n<p align=\"center\">Taranto<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"115\">\n<p align=\"center\">2.194,0<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"115\">\n<p align=\"center\">6,1<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"115\">\n<p align=\"center\">146,7<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"229\">\n<p align=\"center\">Lecce<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"115\">\n<p align=\"center\">3.960,0<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"115\">\n<p align=\"center\">11,1<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"115\">\n<p align=\"center\">175,0<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"229\">\n<p align=\"center\">Brindisi<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"115\">\n<p align=\"center\">1.657,6<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"115\">\n<p align=\"center\">4,6<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"115\">\n<p align=\"center\">141,0<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"229\">\n<p align=\"center\">Foggia<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"115\">\n<p align=\"center\">4.285,3<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"115\">\n<p align=\"center\">12,0<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"115\">\n<p align=\"center\">191,7<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"229\">\n<p align=\"center\">Barletta-Andria-Trani<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"115\">\n<p align=\"center\">2.072,1<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"115\">\n<p align=\"center\">5,8<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"115\">\n<p align=\"center\">160,0<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><em>Elaborazione Centro Studi CGIA Mestre su dati ISTAT<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Appare evidente come le banche pratichino costi pi\u00f9 alti alle aziende che lavorano in un contesto imprenditoriale pi\u00f9 vivace (si osservi l\u2019incremento di spesa media per impresa in provincia di Bari: un salasso).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il fondamentale lavoro di chi tutela gli interessi degli artigiani e delle piccole imprese (la CGIA di Mestre) permette di focalizzare l\u2019attenzione su alcuni dati pubblicati periodicamente dalla Banca d\u2019Italia che, probabilmente, non godono sempre della necessaria attenzione. Secondo uno studio pubblicato dalla CGIA in data 29\/09\/2011<a title=\"\" href=\"http:\/\/fisacbrindisi.it\/wp-admin\/post.php?post=1002&amp;action=edit&amp;message=1#_ftn18\">[18]<\/a>, sulla base di dati forniti periodicamente da Bankitalia agevolmente verificabili, l\u201980% del controvalore dei prestiti bancari in Italia (1.400 Mld di euro circa al 31\/03\/2011) va al primo 10% degli affidati. Ci\u00f2 sarebbe normale in un paese in cui le aziende pi\u00f9 grandi sono anche le pi\u00f9 affidabili; ma in Italia la quota di sofferenze a carico dei maggiori affidati (grandi societ\u00e0 o gruppi industriali) sul totale delle sofferenze di sistema\u00a0 \u00e8 passato dal 72,8% del 2000 al 78,8% del 2011. \u00abNon vorremmo che questa anomalia fosse dovuta al fatto che nella grande maggioranza dei casi nei Consigli di Amministrazione dei pi\u00f9 importanti istituti di credito italiani sono presenti proprio questi grandi imprenditori o manager a loro molto vicini \u00bb, dice Bortolussi<a title=\"\" href=\"http:\/\/fisacbrindisi.it\/wp-admin\/post.php?post=1002&amp;action=edit&amp;message=1#_ftn19\">[19]<\/a>.\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <strong>Quota finanziamenti concessi in Puglia al primo 10% degli affidati al 31\/03\/2011<\/strong><\/p>\n<table border=\"1\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"183\">\n<p align=\"center\">PROVINCIA<\/p>\n<\/td>\n<td width=\"183\">\n<p align=\"center\">Finanziamenti<\/p>\n<p align=\"center\">per cassa<a title=\"\" href=\"http:\/\/fisacbrindisi.it\/wp-admin\/post.php?post=1002&amp;action=edit&amp;message=1#_ftn20\">[20]<\/a><\/p>\n<p align=\"center\">(milioni di euro utilizzati)<\/p>\n<\/td>\n<td width=\"183\">\n<p align=\"center\">Quota finanziamenti concessi al primo 10 % degli affidati<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"183\">\n<p align=\"center\">Foggia<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"183\">\n<p align=\"center\">6.012<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"183\">\n<p align=\"center\">68,3%<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"183\">\n<p align=\"center\">Bari<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"183\">\n<p align=\"center\">16.037<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"183\">\n<p align=\"center\">67,9%<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"183\">\n<p align=\"center\">Lecce<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"183\">\n<p align=\"center\">5.714<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"183\">\n<p align=\"center\">62,0%<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"183\">\n<p align=\"center\">Brindisi<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"183\">\n<p align=\"center\">2.544<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"183\">\n<p align=\"center\">57,0%<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"183\">\n<p align=\"center\">Barletta-Andria-Trani<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"183\">\n<p align=\"center\">2.896<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"183\">\n<p align=\"center\">58,3%<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"183\">\n<p align=\"center\">Taranto<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"183\">\n<p align=\"center\">3.802<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"183\">\n<p align=\"center\">53,6%<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"183\">\n<p align=\"center\">Totale Regione Puglia<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"183\">\n<p align=\"center\">37.005<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"183\">\n<p align=\"center\">63,6%<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><em>Elaborazione Fisac Puglia da CGIA Mestre su Bollettino Statistico Bankitalia \u2013 II Trimestre 2011, pagg. 23 e seg<\/em>. <em>TDC30021<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La tabella soprastante dimostra come la situazione pugliese sia leggermente diversa rispetto al dato nazionale. Un grado di complessit\u00e0 minore del tessuto imprenditoriale territoriale \u00e8 direttamente proporzionale alla riduzione della concentrazione dei finanziamenti al primo decile degli affidatari. Spicca il dato di Taranto: l\u2019accordato affidato ad Ilva S.p.A. \u00e8 evidentemente conteggiato nella \u201cquota finanziamenti\u201d lombarda dal momento che la sede legale Ilva \u00e8 in Lombardia e che si tratta di segmento corporate gestito dalle funzioni aziendali centrali delle banche.<\/p>\n<p>La tabella sottostante chiarisce che anche in Puglia si preferisce concedere affidamenti a grandi aziende che spesso sono meno affidabili delle imprese di dimensione inferiore.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Quota delle sofferenze di pertinenza dei maggiori affidati al 31\/03\/2011<\/strong><\/p>\n<table border=\"1\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"183\">\n<p align=\"center\">PROVINCIA<\/p>\n<\/td>\n<td width=\"183\">\n<p align=\"center\">Sofferenze<a title=\"\" href=\"http:\/\/fisacbrindisi.it\/wp-admin\/post.php?post=1002&amp;action=edit&amp;message=1#_ftn21\">[21]<\/a><\/p>\n<p align=\"center\">\u00a0(milioni di euro)<\/p>\n<\/td>\n<td width=\"183\">\n<p align=\"center\">Quota delle sofferenze in capo al 10% dei maggiori affidati (milioni di euro)<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"183\">\n<p align=\"center\">Foggia<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"183\">\n<p align=\"center\">553<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"183\">\n<p align=\"center\">72,7%<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"183\">\n<p align=\"center\">Bari<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"183\">\n<p align=\"center\">1.522<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"183\">\n<p align=\"center\">79,2%<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"183\">\n<p align=\"center\">Lecce<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"183\">\n<p align=\"center\">544<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"183\">\n<p align=\"center\">72,8%<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"183\">\n<p align=\"center\">Brindisi<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"183\">\n<p align=\"center\">238<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"183\">\n<p align=\"center\">71,2%<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"183\">\n<p align=\"center\">Barletta-Andria-Trani<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"183\">\n<p align=\"center\">364<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"183\">\n<p align=\"center\">72,2%<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"183\">\n<p align=\"center\">Taranto<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"183\">\n<p align=\"center\">530<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"183\">\n<p align=\"center\">72,7%<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"183\">\n<p align=\"center\">Totale Regione Puglia<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"183\">\n<p align=\"center\">3.751<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"183\">\n<p align=\"center\">75,2%<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><em>Elaborazione Fisac CGIL Puglia da CGIA Mestre. Bollettino Statistico Bankitalia \u2013 II Trimestre 2011, pagg. 74 \u00a0e seg<\/em>. <em>TDC30206<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La certificazione ufficiale del drammatico credit crunch italiano \u00e8 arrivata puntualmente in data 14\/10\/2011, quando, nel Bollettino Trimestrale, la Banca d\u2019Italia ha ammesso che \u00abLa crescita della raccolta delle banche italiane, al netto dell\u2019interbancario interno e delle passivit\u00e0 verso l\u2019Eurosistema e le controparti centrali, \u00e8 stata dello 0,6 per cento nei dodici mesi terminanti in agosto (dall\u20191,8 per cento in maggio;tav. 6). Il rallentamento \u00e8 ascrivibile principalmente alla dinamica dei depositi da non residenti, buona parte dei quali raccolti sul mercato interbancario estero, divenuta negativa in agosto (-2,5 per cento, dal 6,6 in maggio). La raccolta obbligazionaria al netto della componente interbancaria \u00e8 cresciuta del 4,2 per cento (dal 4,4), sostenuta dalle emissioni effettuate nella prima parte dell\u2019anno; in luglio e in agosto si \u00e8 pressoch\u00e9 azzerata la raccolta sui mercati all\u2019ingrosso. Si \u00e8 invece attenuata la flessione dei depositi da residenti (-0,1 per cento, dal -1,3 in maggio); tra questi, resta positiva la crescita dei depositi di famiglie e societ\u00e0 non finanziarie\u00bb<a title=\"\" href=\"http:\/\/fisacbrindisi.it\/wp-admin\/post.php?post=1002&amp;action=edit&amp;message=1#_ftn22\">[22]<\/a>. La Banca d\u2019Italia fotografa il crollo della raccolta sul mercato interbancario estero \u2013 una vera e propria \u201cfuga\u201d dall\u2019Italia &#8211;\u00a0 e l\u2019improvviso stop alla seconda fonte di approviggionamento di liquidi che le banche italiane tradizionalmente utilizzano: le\u00a0 emissioni obbligazionarie; in pratica le banche hanno effettuato le proprie emissioni obbligazionarie programmandole all\u2019inizio dell\u2019anno poich\u00e9 sapevano che, con ogni probabilit\u00e0, i costi di provvista sarebbero aumentati nel corso dell\u2019anno per una aumento dei tassi dettato dalla politica BCE. Il costo di provvista \u00e8 effettivamente aumentata, ma non per un\u2019 aumento dei tassi BCE conseguente alla ripresa economica, bens\u00ec per l\u2019effetto dell\u2019aumento del rischio paese. \u00abIn conseguenza delle difficolt\u00e0 di raccolta sui mercati all\u2019ingrosso, il ricorso delle banche italiane alle operazioni di rifinanziamento presso l\u2019Eurosistema \u00e8 aumentato a circa 89 miliardi di euro alla fine di agosto (da circa 34 miliardi in maggio). In agosto la raccolta dei primi cinque gruppi bancari \u00e8 diminuita del 3,4 per cento sui dodici mesi, a fronte di un incremento del 2,1 registrato dalle altre banche (escludendo le filiali di intermediari esteri). Le mutate condizioni monetarie e le recenti tensioni sul debito sovrano si sono riflesse sul costo della raccolta bancaria. Rispetto a maggio, il rendimento sui conti correnti delle famiglie \u00e8 aumentato di un decimo di punto percentuale (allo 0,4 per cento), di quattro decimi quello offerto sui depositi con durata prestabilita fino a due anni (al 2,1 per cento) e di sette decimi quello sulle nuove emissioni obbligazionarie a tasso variabile (al 3,8 per cento). La crescita del credito bancario al settore privato non finanziario si \u00e8 indebolita,attestandosi in agosto al 4,0 per cento sui tre mesi (dal 4,8 per cento di maggio), al netto della stagionalit\u00e0 e in ragione d\u2019anno. Tale andamento ha riflesso sia il rallentamento dei prestiti alle famiglie (al 3,7 per cento), in particolare del credito al consumo e degli altri prestiti diversi dai mutui, sia la decelerazione dei finanziamenti alle imprese (al 4,2 per cento).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al netto delle sofferenze e dei pronti contro termine, in agosto il credito al totale dell\u2019economia ha rallentato (al 2,5 per cento dal 3,2 in maggio), riflettendo l\u2019indebolimento della dinamica sia dei finanziamenti concessi dai primi cinque gruppi bancari (1,2 per cento) sia di quelli erogati dagli altri intermediari (3,6 per cento). \u00bb<a title=\"\" href=\"http:\/\/fisacbrindisi.it\/wp-admin\/post.php?post=1002&amp;action=edit&amp;message=1#_ftn23\">[23]<\/a>. E quindi, come aveva anticipato il Prof. Baglioni su <a href=\"http:\/\/www.lavoce.info\/\">www.lavoce.info<\/a>, il <em>credith crunch<\/em> determina il ricorso delle banche al costoso \u201cbancomat Bce\u201d: pi\u00f9 che raddoppiate le operazioni di prestito dalla BCE da 34 Mld in maggio a 89 Mld di euro in Agosto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"center\"><strong><em>Prestiti bancari in Italia per area geografica e settore di attivit\u00e0 economica nel Mezzogiorno<\/em><\/strong><\/p>\n<p align=\"center\"><strong><em>(variazione percentuale su 12 mesi)<a title=\"\" href=\"http:\/\/fisacbrindisi.it\/wp-admin\/post.php?post=1002&amp;action=edit&amp;message=1#_ftn24\"><strong>[24]<\/strong><\/a><\/em><\/strong><\/p>\n<table border=\"1\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"54\">\n<p align=\"center\">Periodi<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"60\">\n<p align=\"center\">Amm.ni pubbliche<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"71\">\n<p align=\"center\">Societ\u00e0 finanziarie ed assicurative<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"43\">\n<p align=\"center\">\u00a0<\/p>\n<p align=\"center\">Totale prestiti imprese<\/p>\n<p align=\"center\">A+B+C<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"47\">\n<p align=\"center\">Imprese medio- grandi<\/p>\n<p align=\"center\">A<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"48\">\n<p align=\"center\">Imprese piccole<\/p>\n<p align=\"center\">\u00a0<\/p>\n<p align=\"center\">B<a title=\"\" href=\"http:\/\/fisacbrindisi.it\/wp-admin\/post.php?post=1002&amp;action=edit&amp;message=1#_ftn25\">[25]<\/a><\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"61\">\n<p align=\"center\">Famiglie produttrici<\/p>\n<p align=\"center\">\u00a0<\/p>\n<p align=\"center\">C<a title=\"\" href=\"http:\/\/fisacbrindisi.it\/wp-admin\/post.php?post=1002&amp;action=edit&amp;message=1#_ftn26\">[26]<\/a><\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"74\">\n<p align=\"center\">Famiglie consumatrici<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"46\">\n<p align=\"center\">Ist. Sociali senza scopo di lucro<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"44\">\n<p align=\"center\">Totale<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"54\">\n<p align=\"center\">2009\u00a0 Dic<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"60\">\n<p align=\"center\">8,0<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"71\">\n<p align=\"center\">-4,5<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"43\">\n<p align=\"center\">0,7<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"47\">\n<p align=\"center\">0,9<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"48\">\n<p align=\"center\">0,0<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"61\">\n<p align=\"center\">0,4<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"74\">\n<p align=\"center\">4,5<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"46\">\n<p align=\"center\">6,5<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"44\">\n<p align=\"center\">2,8<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"54\">\n<p align=\"center\">2010 Mar<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"60\">\n<p align=\"center\">5,8<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"71\">\n<p align=\"center\">-1,2<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"43\">\n<p align=\"center\">1,1<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"47\">\n<p align=\"center\">1,7<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"48\">\n<p align=\"center\">-0,6<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"61\">\n<p align=\"center\">-0,1<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"74\">\n<p align=\"center\">5,6<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"46\">\n<p align=\"center\">0,9<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"44\">\n<p align=\"center\">3,3<\/p>\n<p align=\"center\">\u00a0<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"54\">\n<p align=\"center\">2010 Giu<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"60\">\n<p align=\"center\">2,0<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"71\">\n<p align=\"center\">-2,0<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"43\">\n<p align=\"center\">2,6<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"47\">\n<p align=\"center\">3,8<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"48\">\n<p align=\"center\">-0,5<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"61\">\n<p align=\"center\">-0,4<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"74\">\n<p align=\"center\">5,3<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"46\">\n<p align=\"center\">0,5<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"44\">\n<p align=\"center\">3,5<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"54\">\n<p align=\"center\">2010- Sett<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"60\">\n<p align=\"center\">1,6<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"71\">\n<p align=\"center\">-0,4<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"43\">\n<p align=\"center\">3,8<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"47\">\n<p align=\"center\">4,6<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"48\">\n<p align=\"center\">1,3<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"61\">\n<p align=\"center\">1,4<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"74\">\n<p align=\"center\">4,8<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"46\">\n<p align=\"center\">3,6<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"44\">\n<p align=\"center\">3,9<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"54\">\n<p align=\"center\">2010\u00a0 Dic<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"60\">\n<p align=\"center\">0,9<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"71\">\n<p align=\"center\">-3,9<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"43\">\n<p align=\"center\">3,5<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"47\">\n<p align=\"center\">4,2<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"48\">\n<p align=\"center\">1,7<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"61\">\n<p align=\"center\">2,0<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"74\">\n<p align=\"center\">4,4<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"46\">\n<p align=\"center\">0,6<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"44\">\n<p align=\"center\">3,5<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"54\">\n<p align=\"center\">2011\u00a0 Mar<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"60\">\n<p align=\"center\">-0,3<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"71\">\n<p align=\"center\">-7,3<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"43\">\n<p align=\"center\">4,2<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"47\">\n<p align=\"center\">4,9<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"48\">\n<p align=\"center\">2,0<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"61\">\n<p align=\"center\">2,1<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"74\">\n<p align=\"center\">4,3<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"46\">\n<p align=\"center\">3,9<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"44\">\n<p align=\"center\">3,6<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"54\">\n<p align=\"center\">2011\u00a0 Giu<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"60\">\n<p align=\"center\">3,8<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"71\">\n<p align=\"center\">-10,2<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"43\">\n<p align=\"center\">4,1<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"47\">\n<p align=\"center\">4,8<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"48\">\n<p align=\"center\">1,9<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"61\">\n<p align=\"center\">2,1<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"74\">\n<p align=\"center\">3,9<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"46\">\n<p align=\"center\">3,5<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"44\">\n<p align=\"center\">3,8<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"54\">\n<p align=\"center\">2011 Luglio<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"60\">\n<p align=\"center\">5,6<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"71\">\n<p align=\"center\">-18,8<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"43\">\n<p align=\"center\">3,9<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"47\">\n<p align=\"center\">4,9<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"48\">\n<p align=\"center\">1,2<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"61\">\n<p align=\"center\">1,6<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"74\">\n<p align=\"center\">3,8<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"46\">\n<p align=\"center\">1,1<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"44\">\n<p align=\"center\">3,7<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"54\">\n<p align=\"center\">2011 Agosto<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"60\">\n<p align=\"center\">1,1<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"71\">\n<p align=\"center\">-21,0<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"43\">\n<p align=\"center\">3,9<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"47\">\n<p align=\"center\">5,0<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"48\">\n<p align=\"center\">0,9<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"61\">\n<p align=\"center\">1,2<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"74\">\n<p align=\"center\">3,6<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"46\">\n<p align=\"center\">-1,9<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"44\">\n<p align=\"center\">3,1<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"center\"><em>Fonte: Bolettino Statistico n\u00b0 66, Ottobre 2011 Tavola A9, pag. 58 \u2013 Banca d\u2019Italia<\/em><\/p>\n<p align=\"center\"><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Tavola A9 consente di capire che il tasso di crescita annuo dei prestiti nel Sud Italia \u00e8 appena sopra il tasso di inflazione: aziende e famiglie riescono appena a coprire\u00a0 &#8211; e a costi crescenti \u2013 le necessit\u00e0 correnti. L\u2019analisi disaggregata del dato globale conferma, per\u00f2, la \u201csensazione\u201d di stretta creditizia nel Sud percepita agli sportelli di provincia dagli operatori di banca operanti nelle filiali: piccole aziende e imprese individuali soffrono una riduzione credito accordato in termini reali. Risultano in aumento, invece, i finaziamenti alle grandi aziende, quelle responsabili della maggior parte delle sofferenze di sistema. Il crollo dei prestiti bancari tra banche ed assicurazioni certifica il calo di fiducia e la \u201cchiusura dei rubinetti\u201d anche al Sud Italia. Da notare che la mancanza di fiducia tra banche \u00e8 aumentata a partire da Dicembre 2010 in perfetta sintonia con il \u201cmeccanismo procedurale\u201d descritto e ben noto ai banchieri, a dispetto delle loro dichiarazioni ufficiali. Insomma: chi gestisce una banca sa bene che la mancanza di prestiti interbancari \u00e8 la causa scatenante (ed anche il sintomo inequivicabile) di una prossima contrazione del credito concesso agli sportelli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fa impressione constatare l\u2019aumento delle sofferenze delle aziende in Italia (famiglie produttrici ed aziende non finanziarie) che, ad Agosto 2011 ammontano a 75,5 Mld di euro, in aumento di 1 mld di Euro rispetto all\u2019omologo dato di Luglio<a title=\"\" href=\"http:\/\/fisacbrindisi.it\/wp-admin\/post.php?post=1002&amp;action=edit&amp;message=1#_ftn27\">[27]<\/a>: questa \u00e8 l\u2019ulteriore inequivocabile conferma che il <em>credit crunch<\/em> si \u00e8 da tempo trasferito all\u2019economia reale e che l\u2019aumento delle sofferenze, con il ben noto \u201ceffetto di ritorno\u201d, induce le banche a rischiare ancora meno e a valutare negativamente concessioni di credito che qualche tempo fa avrebbero garantito senza problemi. \u00a0Le sofferenze ascritte alle famiglie consumatrici (mutui ipotecari su immobili e crediti al consumo) sono 23,6 Mld di euro al 31\/08\/2011, in aumento di 600 milioni in un solo mese. Le banche hanno dunque iscritto a sofferenza affidamenti per cassa pari a circa 100 Mld di euro al 31\/08\/2011: un\u2019enormit\u00e0 destinata a crescere nel futuro immediato.<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Banca d\u2019Italia pubblica il Bollettino statistico trimestrale e una serie di Supplementi a cadenza variabile (prevalentemente mensili). Le informazioni statistiche vengono diffuse sul sito Internet della Banca d\u2019Italia (<a href=\"http:\/\/www.bancaditalia.it\/\">www.bancaditalia.it<\/a>, sezione \u201cStatistiche\u201d), in formato pdf o mediante la \u201cBase Informativa Pubblica on-line\u201d. La versione pdf del Bollettino \u00e8 statica in quanto contiene le informazioni disponibili al momento della pubblicazione. L\u2019edizione on-line invece \u00e8 dinamica in quanto i dati precedentemente pubblicati vengono rivisti alla luce delle eventuali rettifiche nel frattempo pervenute: in questa sezione possono essere consultati gli ultimi dati disponibili; la disaggregazione a livello provinciale \u00e8, per\u00f2, effettuata con ritardo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Incrociando i dati della Base Informativa Pubblica, Tavola TSC20810 e Tavola TSC20910, si pu\u00f2 ottenere la serie storica del tasso percentuale di sofferenze su affidamenti accordati ed utilizzati nel sistema bancario italiano. \u00a0<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"center\"><strong>Tasso percentuale delle sofferenze bancarie su accordato utilizzato sistema imprenditoriale italiano<\/strong><\/p>\n<table border=\"1\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"146\">\n<p align=\"center\">Data<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"146\">\n<p align=\"center\">Crediti Accordati ed utilizzati\u00a0 per tutte le attivit\u00e0 economiche<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"146\">\n<p align=\"center\">Sofferenze totali imprese ed aziende individuali<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"146\">\n<p align=\"center\">Tasso percentuale delle sofferenze su crediti utilizzati<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"146\">\n<p align=\"center\">31\/08\/2011<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"146\">\n<p align=\"center\">1.001.777<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"146\">\n<p align=\"center\">75.517<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"146\">\n<p align=\"center\">7,53%<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"146\">\n<p align=\"center\">31\/07\/2011<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"146\">\n<p align=\"center\">1.000.684<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"146\">\n<p align=\"center\">74.516<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"146\">\n<p align=\"center\">7,44%<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"146\">\n<p align=\"center\">31\/06\/2011<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"146\">\n<p align=\"center\">1.004.325<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"146\">\n<p align=\"center\">73.565<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"146\">\n<p align=\"center\">7,32%<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"146\">\n<p align=\"center\">31\/05\/2011<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"146\">\n<p align=\"center\">998.773<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"146\">\n<p align=\"center\">72.634<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"146\">\n<p align=\"center\">7,27%<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"146\">\n<p align=\"center\">31\/04\/2011<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"146\">\n<p align=\"center\">985.482<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"146\">\n<p align=\"center\">71.546<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"146\">\n<p align=\"center\">7,26%<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"146\">\n<p align=\"center\">31\/03\/2011<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"146\">\n<p align=\"center\">992.379<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"146\">\n<p align=\"center\">70.616<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"146\">\n<p align=\"center\">7,11%<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"146\">\n<p align=\"center\">31\/02\/2011<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"146\">\n<p align=\"center\">994.553<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"146\">\n<p align=\"center\">69.378<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"146\">\n<p align=\"center\">6,97%<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"146\">\n<p align=\"center\">31\/01\/2011<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"146\">\n<p align=\"center\">989.890<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"146\">\n<p align=\"center\">68.353<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"146\">\n<p align=\"center\">6,90%<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"146\">\n<p align=\"center\">30\/08\/2010<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"146\">\n<p align=\"center\">952.392<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"146\">\n<p align=\"center\">53.999<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"146\">\n<p align=\"center\">5,66%<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"center\"><em>Fonte: elaborazione Fisac CGIL Puglia da dati Bankitalia \u2013 B.I.P. Tavole TSC 20810 e TSC 20910. Dati in milioni di Euro<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come si evince facilmente dall\u2019elaborazione Fisac, le sofferenze del sistema bancario aumentano costantemente da Agosto 2010 ed hanno raggiunto un livello drammatico gi\u00e0 ad Agosto 2011, anche senza il dato di Settembre ed Ottobre, mesi in cui la stretta creditizia si \u00e8 ulteriormente accentuata stante la probabile contrazione del denominatore del rapporto. Insomma: anche se le sofferenze totali non dovessero aumentare, il tasso percentuale \u00e8 destinato ad aumentare drammaticamente. Il sistema bancario italiano pu\u00f2 rimanere in piedi solo grazie ad una \u201cpulizia\u201d dalle sofferenze ottenibile grazie a ricapitalizzazioni o a una crescita economica inverosimile nell\u2019immediato.\u00a0<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il dato disaggregato a livello regionale e provinciale \u00e8 desumibile dalle Statistiche Creditizie e Provinciali aggiornate a Luglio 2011.\u00a0<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"center\"><strong>Sofferenze lorde su prestiti bancari a consumatori ed imprese residenti in Puglia a Luglio 2011<\/strong><\/p>\n<table border=\"1\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"146\">\n<p align=\"center\">Localizzazione<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"146\">\n<p align=\"center\">prestiti accordati ed utilizzati a consumatori ed imprese al netto dei P\/T<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"146\">\n<p align=\"center\">Sofferenze totali consumatori ed imprese<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"146\">\n<p align=\"center\">Tasso percentuale delle sofferenze di consumatori ed imprese su prestiti<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"146\">\n<p align=\"center\">Bari<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"146\">\n<p align=\"center\">23.932<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"146\">\n<p align=\"center\">1.783<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"146\">\n<p align=\"center\">7,44%<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"146\">\n<p align=\"center\">Taranto<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"146\">\n<p align=\"center\">7.001<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"146\">\n<p align=\"center\">852<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"146\">\n<p align=\"center\">12,16%<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"146\">\n<p align=\"center\">Brindisi<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"146\">\n<p align=\"center\">4.165<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"146\">\n<p align=\"center\">279<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"146\">\n<p align=\"center\">6,69%<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"146\">\n<p align=\"center\">Lecce<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"146\">\n<p align=\"center\">8.823<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"146\">\n<p align=\"center\">627<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"146\">\n<p align=\"center\">7,10%<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"146\">\n<p align=\"center\">Barletta-Andria- Trani<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"146\">\n<p align=\"center\">4.656<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"146\">\n<p align=\"center\">421<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"146\">\n<p align=\"center\">9,04%<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"146\">\n<p align=\"center\">Foggia<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"146\">\n<p align=\"center\">9.123<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"146\">\n<p align=\"center\">702<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"146\">\n<p align=\"center\">7,69%<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"146\">\n<p align=\"center\">Puglia<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"146\">\n<p align=\"center\">57.700<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"146\">\n<p align=\"center\">4.665<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"146\">\n<p align=\"center\">8,08%<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"center\"><em>Fonte: elaborazione Fisac CGIL Puglia su Statistiche Creditizie Provinciali \u2013 Banca d\u2019Italia<\/em><\/p>\n<p align=\"center\"><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il dato provinciale \u00e8 analizzabile con un livello di dettaglio molto particolareggiato: \u00e8 possibile scomporre, ad esempio, i prestiti accordati in prestiti tra consumatori ed imprese ed analizzare l\u2019impatto delle sofferenze su ogni ramo. E\u2019 anche possibile analizzare l\u2019andamento nel tempo delle grandezze a partire da Gennaio 2008. Il dato percentuale di Taranto, obiettivamente clamoroso, sconta gi\u00e0 un livello percentuale di sofferenze molto alto (7,43%)al Gennaio 2008. Un livello cos\u00ec alto di sofferenze non pu\u00f2 essere ascritto esclusivamente al degrado economico del tessuto imprenditoriale e sociale tarantino; nel computo delle sofferenze, infatti, rientrano circa 250 milioni di euro prestati da Banca Intesa al Comune di Taranto, che rientrano nell\u2019ambito di sofferenze del sistema bancario nei confronti della amministrazioni locali. In ogni caso il dato delle sofferenze lorde della Provincia di Taranto, depurato dal debito del comune fallito, ammonta all\u20198,54% sui prestiti bancari: un\u2019enormit\u00e0.<\/p>\n<p>La Tabella dedicata al flusso nuove sofferenze, che pubblica i dati provinciali sulle flusso percentuale delle sofferenze al 31\/07\/2011 rispetto alle sofferenze dello stesso mese dell\u2019anno prima, indica tutti valori positivi: le sofferenze continuano a crescere anche a livello regionale, e da ci\u00f2 consegue un maggior rigore nella concessione di affidamenti da parte di tutte le filiali di aziende di credito pugliesi. Sar\u00e0 interessante analizzare i dati di Agosto e Settembre non appena saranno disponibili: la situazione potrebbe presentare un\u2019ulteriore clamoroso peggioramento. \u00a0<\/p>\n<div><br clear=\"all\" \/><\/p>\n<hr align=\"left\" size=\"1\" width=\"33%\" \/>\n<div>\n<p><a title=\"\" href=\"http:\/\/fisacbrindisi.it\/wp-admin\/post.php?post=1002&amp;action=edit&amp;message=1#_ftnref1\">[1]<\/a> Molto \u00e8 stato scritto in merito da diversi autori e ciascuno di essi ha approfondito alcune tematiche specifiche, attribuendo la responsabilit\u00e0 della bolla finanziaria esplosa sui mercati dei capitali a motivazioni pi\u00f9 o meno differenti. A titolo esemplificativo ma non esaustivo cfr <em>La Valanga<\/em>, Massimo Gaggi, Ed. Laterza 2009; <em>I nodi al pettine<\/em>, Marco Onado, ed. Laterza 2009; <em>La grande crisi<\/em>, Alberto Alesina e Francesco Giavazzi, ed. Il Saggiatore 2008; <em>Bancarotta<\/em>, Joseph Stiglitz, Einaudi 2010; <em>La veduta corta<\/em>, Tommaso Padoa Schioppa, Il Mulino 2009; <em>Finanzcapitalismo<\/em>, Luciano Gallino, Einaudi 2011; <em>Gli economisti che sbagliano<\/em>, Alessandro Roncaglia, Laterza 2010.\u00a0<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a title=\"\" href=\"http:\/\/fisacbrindisi.it\/wp-admin\/post.php?post=1002&amp;action=edit&amp;message=1#_ftnref2\">[2]<\/a> L\u2019esempio attualissimo \u00e8 il colosso franco-belga Dexia. Una banca d\u2019affari specializzata in prestiti agli enti locali, ricapitalizzata con 6,4 Mld di Euro di fondi pubblici dopo il fallimento Lehman, aveva superato brillantemente gli inutili (e ridicoli) stress \u201crafforzati\u201d di fine giugno 2011 che, come riporta Giovanni Stringa nel Corriere della Sera del 05\/10\/2011 a pag. 38,\u00a0 avevano fatto registrare un Core tier 1 di \u201csicurezza\u201d dell\u201911,4%. Il \u201ccapitale ponderato per il rischio\u201d non \u00e8 un indicatore di solvibilit\u00e0\u00a0 e pu\u00f2 trarre in inganno; gi\u00e0 durante la crisi Lehman banche come Goldman\u00a0 Sachs (con un Core tier 1 del 14% e utili di decine di mld di dollari) hanno dovuto chiedere alla FDIC americana il permesso di diventare anche banche commerciali per avere accesso ai depositi della clientela retail , poich\u00e9 il credit\u00a0 crunch le aveva quasi costrette a dichiarare fallimento. Lehman aveva addirittura chiesto un prestito al governo americano di 10 mld di dollari restituito con comodo.\u00a0\u00a0<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a title=\"\" href=\"http:\/\/fisacbrindisi.it\/wp-admin\/post.php?post=1002&amp;action=edit&amp;message=1#_ftnref3\">[3]<\/a> Sull\u2019importanza della \u201cqualit\u00e0\u201d dell\u2019attivo di una banca si legga <em>Le 4 lezioni di Dexia<\/em>, Prof. Donato Masciandaro, il Sole 24 Ore del 05\/10\/2011, pag. 1. In questo articolo il professore giudica inutili le prescrizioni di Basilea 3 al riguardo e valuta positivamente la creazione della bad bank che preservi le attivit\u00e0 buone dell\u2019istituto di credito. Per informazioni di carattere tecnico sulla probabile risoluzione del problema Dexia si consulti Una \u201cbad bank\u201d per il futuro di Dexia, Moussanet, Sole 24 Ore del 07\/10\/2011 \u00a0pag. 7\u00a0<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a title=\"\" href=\"http:\/\/fisacbrindisi.it\/wp-admin\/post.php?post=1002&amp;action=edit&amp;message=1#_ftnref4\">[4]<\/a> La citazione \u00e8 tratta da un\u2019intervista rilasciata dal Prof. Emiliano Brancaccio a Liberazione e pubblicata in data 17\/07\/2011. Nell\u2019intervista il Prof. Brancaccio, docente di Economia Politica presso l\u2019Universit\u00e0 del Sannio, critica con anticipo profetico la validit\u00e0 ed il fondamento scientifico degli stress test sulle banche superati in cavalleria anche da banche come Dexia.\u00a0\u00a0<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a title=\"\" href=\"http:\/\/fisacbrindisi.it\/wp-admin\/post.php?post=1002&amp;action=edit&amp;message=1#_ftnref5\">[5]<\/a> Uno studio R&amp;S di Mediobanca sui primi 18 gruppi bancari europei, per esempio, rilevava l\u2019allarmante incremento (+26%) dei derivati nei bilanci delle banche europee nel primo semestre 2010. Lo studio \u00e8 stato pubblicizzato da Giuseppe Oddo a pag. 42 del Sole 24 Ore del 19\/11\/2010; da notare che il controvalore nominale indicativo dei derivati era pari a 4.000 Mld di euro (due volte il PIL tedesco) ed il 6% degli stessi derivati era illiquido. Il fatto straordinario era che gi\u00e0 a Novembre 2010, quindi, era risaputo che le banche europee avevano in media una quantit\u00e0 di derivati pari al 36% dei mezzi propri ed al 38% del capitale di vigilanza delle stesse: una follia! Ricordiamo che sono proprio i derivati illiquidi, in caso di credit crunch da sfiducia, a dover essere immediatamente eliminati dai bilanci delle stesse poich\u00e9 senza valore; e saranno proprio queste \u201cattivit\u00e0\u201d (?!) a finire per prime nella <em>bad bank<\/em> creata appositamente per Dexia a spese del contribuente. Lo stesso studio individuava in Intesa Sanpaolo e Unicredit gli istituti del campione europeo con il 57% delle proprie attivit\u00e0 costituite da tradizionali prestiti ad imprese\u00a0 e privati. Se un istituto di credito ha \u2013 o dovrebbe avere \u2013 il proprio <em>core business<\/em> nei crediti a famiglie ed\u00a0 imprese, ci si chiede in che cosa consista la restante parte di attivit\u00e0. Un altro studio di inestimabile valore scientifico fu quello effettuato dagli economisti della Stern School of Business di New York coordinati dal grande economista Robert Engle, il quale attestava l\u2019inefficacia della legge Dodd- Frank\u00a0 indicacando in Bank of America la banca pi\u00f9 sottocapitalizzata in Usa in caso di crisi. Cfr Sole 24 Ore del\u00a0 28\/03\/2011 pag. 29<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a title=\"\" href=\"http:\/\/fisacbrindisi.it\/wp-admin\/post.php?post=1002&amp;action=edit&amp;message=1#_ftnref6\">[6]<\/a> Il Rapporto Prometeia del 05\/11\/2010 attestava un R.O.E. medio delle nostre banche al 2,3% (redditivit\u00e0 ai minimi) soprattutto a causa degli accantonamenti per perdite su crediti, mentre gli AD delle stesse banche festeggiavano gli incoraggianti dati di bilancio del terzo trimestre del 2010. Cfr <em>Sorpresa: le banche italiane non stanno poi cos\u00ec bene<\/em>, Stefano Feltri, Fatto Quotidiano del 13\/11\/2010, in cui l\u2019autore metteva in evidenza un particolare interessante: l\u2019aumento di utili di una banca pu\u00f2 anche essere disgiunto dall\u2019aumento del margine d\u2019intermediazione, cio\u00e8 dalla parte di guadagno attinente l\u2019attivit\u00e0 core di un istituto di credito che nel credito ha la propria attivit\u00e0 principale. Basta aumentare le commissioni da raccolta gestita scaricate al cliente o, come rileva Feltri in questo caso, ridurre gli accantonamenti pro-quota di perdite su crediti anche se i crediti deteriorati aumentano. Le banche italiane erano cio\u00e8 diventate pi\u00f9 confidenti e meno attente alla gestione del rischio gi\u00e0 nel quarto trimestre 2010.<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a title=\"\" href=\"http:\/\/fisacbrindisi.it\/wp-admin\/post.php?post=1002&amp;action=edit&amp;message=1#_ftnref7\">[7]<\/a> Cfr <em>Banche too big to fail: Jamie Dimon non vuole l\u2019applicazione di Basilea 3<\/em>, Arturo Zampaglione, La Repubblica Affari&amp;Finanza del 13\/06\/2011, pag. 10; <em>Istituti in pressing contro Basilea 3<\/em>, Alessandro Merli, Sole 24 Ore del 18\/09\/2011, pag 3. \u00a0L\u2019applicazione di Basilea 3 implica una maggiore riserva di capitale proprio per ridurre la leva finanziaria e, quindi, il rischio di vendita affannosa di attivit\u00e0 deprezzate in caso di credit crunch. Incredibile che la richiesta di non applicazione di Basilea 3 sia continuata anche in piena crisi di debito dei paesi sovrani quando era ormai chiaro che le banche avrebbero dovuto essere ricapitalizzate. \u00a0\u00a0<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a title=\"\" href=\"http:\/\/fisacbrindisi.it\/wp-admin\/post.php?post=1002&amp;action=edit&amp;message=1#_ftnref8\">[8]<\/a> Le conseguenze del fallimento non controllato di Lehman &#8211; dettato dalla necessit\u00e0 di fornire alla comunit\u00e0 economica mondiale un esempio di come i liberisti USA avrebbero lasciato <em>fare al mercato<\/em> e\u00a0 non avrebbero tollerato altri salvataggi dopo Fannie Mae, Freddie Mac ed AIG \u2013 sono ancora nitidamente ricordate in tutto il mondo. A seguito di questo fallimento lo Stato USA ha dovuto garantire tutte le banche ed i contribuenti americani ed europei hanno pagato un conto salato.<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a title=\"\" href=\"http:\/\/fisacbrindisi.it\/wp-admin\/post.php?post=1002&amp;action=edit&amp;message=1#_ftnref9\">[9]<\/a> <em>Bollettino Economico n\u00b0 65<\/em> Banca d\u2019Italia, Luglio 2011, pag. 30; \u00e8 uno dei pi\u00f9 aurorevoli documenti ufficiali della Banca d\u2019Italia ma ha il \u201cdifetto\u201d di raccontare ed analizzare dati con un ritardo di tre mesi.<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a title=\"\" href=\"http:\/\/fisacbrindisi.it\/wp-admin\/post.php?post=1002&amp;action=edit&amp;message=1#_ftnref10\">[10]<\/a>http:\/\/www.bancaditalia.it\/pubblicazioni\/econo\/bollec\/2011\/bolleco65\/bollec65\/be65_appendice.pdf , Italia Tav. 2.20<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a title=\"\" href=\"http:\/\/fisacbrindisi.it\/wp-admin\/post.php?post=1002&amp;action=edit&amp;message=1#_ftnref11\">[11]<\/a>Draghi, in qualit\u00e0 di Governatore di Bankitalia e del FSB, ha sempre invitato le banche \u2013 in particolare italiane \u2013 ad aumentare il capitale velocemente. Gi\u00e0 in occasione del G20 di Washington era naturalmente consapevole che alcune banche avrebbero potuto e dovuto farlo (e tra queste annoverava quelle italiane) ben in anticipo sulla tabella di marcia prevista da Basilea 3. Altre banche non avrebbero potuto farlo per \u201cmodelli di business sbagliati\u201d. Cfr\u00a0 prima pagina del Sole 24 Ore del 17\/04\/2011, dedicata al problema delle ricapitalizzazioni.<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p><a title=\"\" href=\"http:\/\/fisacbrindisi.it\/wp-admin\/post.php?post=1002&amp;action=edit&amp;message=1#_ftnref12\">[12]<\/a>Cfr Sole 24 Ore del 15\/07\/2011, pag. 38<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a title=\"\" href=\"http:\/\/fisacbrindisi.it\/wp-admin\/post.php?post=1002&amp;action=edit&amp;message=1#_ftnref13\">[13]<\/a> <em>E\u2019 il momento dei segnali forti<\/em>, Tito Boeri, Repubblica del 01\/10\/2011, pag. 1\u00a0 Boeri \u00e8 professore ordinario di Economia all\u2019Universit\u00e0 Bocconi di Milano ed ex\u00a0 economista dell\u2019OCSE e collaboratore del FMI.<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a title=\"\" href=\"http:\/\/fisacbrindisi.it\/wp-admin\/post.php?post=1002&amp;action=edit&amp;message=1#_ftnref14\">[14]<\/a> <a href=\"http:\/\/www.lavoce.info\/articoli\/pagina1002579.html\">http:\/\/www.lavoce.info\/articoli\/pagina1002579.html<\/a><em>. Banche Italiane, pi\u00f9 deboli e costose<\/em>; Angelo Baglioni, 01\/10\/2011. Il Prof. Angelo Baglioni insegna Economia Politica presso l&#8217;Universit\u00e0 Cattolica di Milano, Facolt\u00e0 di Scienze Bancarie, Finanziarie e Assicurative. Ha recentemente insegnato anche al Master in Economia e Banca presso la Facolt\u00e0 di Economia R.M.Goodwin dell\u2019Universit\u00e0 di Siena. Dal 1988 al 1997 \u00e8 stato economista presso l&#8217;Ufficio Studi della Banca Commerciale Italiana (ora Intesa Sanpaolo), come responsabile della Sezione Intermediari Finanziari.<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p><a title=\"\" href=\"http:\/\/fisacbrindisi.it\/wp-admin\/post.php?post=1002&amp;action=edit&amp;message=1#_ftnref15\">[15]<\/a> Dati Abi\u00a0 desunti dal Monthly Outlook del Settembre 2011 (Tab. 4)<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a title=\"\" href=\"http:\/\/fisacbrindisi.it\/wp-admin\/post.php?post=1002&amp;action=edit&amp;message=1#_ftnref16\">[16]<\/a> Si ricorda al lettore che un tasso di crescita negativo indica recessione economica e stress insostenibile per il sistema bancario.<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a title=\"\" href=\"http:\/\/fisacbrindisi.it\/wp-admin\/post.php?post=1002&amp;action=edit&amp;message=1#_ftnref17\">[17]<\/a> <a href=\"http:\/\/www.cgiamestre.com\/2011\/10\/credito-alle-imprese-l%e2%80%99aumento-dei-tassi-e%e2%80%99-costato-26-mld-di-euro\/\">http:\/\/www.cgiamestre.com\/2011\/10\/credito-alle-imprese-l%e2%80%99aumento-dei-tassi-e%e2%80%99-costato-26-mld-di-euro\/<\/a>. Lo studio \u00e8 aggiornato al 01\/10\/2011.<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a title=\"\" href=\"http:\/\/fisacbrindisi.it\/wp-admin\/post.php?post=1002&amp;action=edit&amp;message=1#_ftnref18\">[18]<\/a> <a href=\"http:\/\/www.cgiamestre.com\/2011\/09\/credito-quasi-l%e2%80%9980-dei-prestiti-va-alle-grandi-imprese\/\">http:\/\/www.cgiamestre.com\/2011\/09\/credito-quasi-l%e2%80%9980-dei-prestiti-va-alle-grandi-imprese\/<\/a>. Studio pubblicato in data 29\/09\/2011<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a title=\"\" href=\"http:\/\/fisacbrindisi.it\/wp-admin\/post.php?post=1002&amp;action=edit&amp;message=1#_ftnref19\">[19]<\/a> Due casi su tutti: l\u2019incredibile vicenda della Fondazione San Raffaele, oberata da 1,5 Mld di debiti accumulati a causa di una scellerata politica di gestione dell\u2019\u201caffare sanitario\u201d in Italia corroborata per\u00f2 dal rinnovo di linee di credito sempre concesse senza troppi problemi; la \u201cgrana\u201d Zalesky che ha determinato un buco nei conti Intesasanpaolo che pu\u00f2 potenzialmente arrivare a 3,5 Mld di euro.<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p><a title=\"\" href=\"http:\/\/fisacbrindisi.it\/wp-admin\/post.php?post=1002&amp;action=edit&amp;message=1#_ftnref20\">[20]<\/a> Ammontare dei crediti per cassa, al netto delle sofferenze, censite dalla Centrale Rischi, accordati o erogati dagli Istituti di Credito. Questi finanziamenti costituiscono l\u201986% del totale dei prestiti erogati dalle banche italiane.<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a title=\"\" href=\"http:\/\/fisacbrindisi.it\/wp-admin\/post.php?post=1002&amp;action=edit&amp;message=1#_ftnref21\">[21]<\/a> Comprendono la totalit\u00e0 dei rapporti per cassa in essere con soggetti in stato di insolvenza o in sistuazioni sostanzialmente equiparabili, a prescindere dalle garanzie che li assistono.<\/p>\n<\/div>\n<ol>\n<li><a title=\"\" href=\"http:\/\/fisacbrindisi.it\/wp-admin\/post.php?post=1002&amp;action=edit&amp;message=1#_ftnref22\">[22]<\/a> Bollettino trimestrale Statistico n\u00b0 66 Banca d\u2019Italia, pag. 33. I dati sono aggiornati al 31\/08\/2011.<\/li>\n<\/ol>\n<p><a title=\"\" href=\"http:\/\/fisacbrindisi.it\/wp-admin\/post.php?post=1002&amp;action=edit&amp;message=1#_ftnref23\">[23]<\/a> Bollettino trimestrale Statistico n\u00b0 66 Banca d\u2019Italia, pag. 34.<\/p>\n<div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a title=\"\" href=\"http:\/\/fisacbrindisi.it\/wp-admin\/post.php?post=1002&amp;action=edit&amp;message=1#_ftnref24\">[24]<\/a> I dati di agosto 2011 sono provvisori. I prestiti escludono i pronti contro termine e le sofferenze. La ripartizione per area geografica si basa sulla residenza della clientela. Le variazioni percentuali sono corrette per tenere conto dell\u2019effetto contabile di cartolarizzazioni e riclassificazioni<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a title=\"\" href=\"http:\/\/fisacbrindisi.it\/wp-admin\/post.php?post=1002&amp;action=edit&amp;message=1#_ftnref25\">[25]<\/a> Societ\u00e0 in accomandita semplice ed\u00a0 in nome collettivo con numero di addetti inferiore a 20 addetti.<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a title=\"\" href=\"http:\/\/fisacbrindisi.it\/wp-admin\/post.php?post=1002&amp;action=edit&amp;message=1#_ftnref26\">[26]<\/a> Societ\u00e0 semplici, societ\u00e0 di fatto ed addetti fino a 5 addetti.<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a title=\"\" href=\"http:\/\/fisacbrindisi.it\/wp-admin\/post.php?post=1002&amp;action=edit&amp;message=1#_ftnref27\">[27]<\/a> Tavola 2.10 (TSC 20910) Sofferenze per branche di attivit\u00e0 economica dei residenti in Italia. <em>Suppl. Moneta e Banche<\/em> del 06\/10\/2011<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La stretta creditizia delle banche italiane \u00e8, ormai, un dato di fatto certificato dalla Banca d\u2019Italia. Quando il costo del servizio di credito alle imprese sale in presenza di tassi di mercato costanti o decrescenti non \u00e8 possibile negare l\u2019evidenza. &hellip; <a href=\"https:\/\/fisacbrindisi.it\/?p=1002\">Continue reading <span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fisacbrindisi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1002"}],"collection":[{"href":"https:\/\/fisacbrindisi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fisacbrindisi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fisacbrindisi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fisacbrindisi.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1002"}],"version-history":[{"count":18,"href":"https:\/\/fisacbrindisi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1002\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1021,"href":"https:\/\/fisacbrindisi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1002\/revisions\/1021"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/fisacbrindisi.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1002"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/fisacbrindisi.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1002"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/fisacbrindisi.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1002"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}