{"id":1643,"date":"2015-12-13T15:31:43","date_gmt":"2015-12-13T15:31:43","guid":{"rendered":"http:\/\/fisacbrindisi.it\/?p=1643"},"modified":"2015-12-13T15:31:43","modified_gmt":"2015-12-13T15:31:43","slug":"il-fantasma-delletica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fisacbrindisi.it\/?p=1643","title":{"rendered":"Il fantasma dell&#8217;Etica"},"content":{"rendered":"<p>Un tempo, ad una persona che manifestava la volont\u00e0 di conservare i risparmi a casa propria, si diceva: piuttosto che tenerli sotto un mattone portali in banca, guadagni gli interessi e i tuoi soldi sono al sicuro. Oggi ci si chiede: qual \u00e8 la differenza tra il subire una rapina a casa e vedere i propri soldi, frutto per i normali cittadini di una vita di lavoro, scomparire da un giorno all&#8217;altro divorati da titoli ed obbligazioni che all&#8217;improvviso si rivelano carta straccia?<br \/>\nQualche giorno fa Luigino D&#8217;Angelo, un pensionato di 68 anni di Civitavecchia, si \u00e8 suicidato. Un gesto che deriva direttamente dalle vicende drammatiche che stanno interessando la Banca Popolare dell&#8217;Etruria e i suoi clienti. Un dramma che chiama e coinvolge le coscienze di tutti coloro che hanno a che fare con il mondo del credito. Un uomo \u00e8 morto perch\u00e9 un investimento sbagliato ha cancellato i risparmi di una vita.<br \/>\nE la prima domanda che ci si pone \u00e8: chi ha sbagliato? Di chi \u00e8 la responsabilit\u00e0? Del pensionato che ha investito tutti i suoi risparmi in un solo prodotto finanziario, senza diversificare il proprio investimento? Della banca che ha fortemente \u201cinvitato\u201d i propri dipendenti a far sottoscrivere quel genere di prodotto? Del singolo dipendente che ha raggirato il cliente, nascondendogli la verit\u00e0 sulla rischiosit\u00e0 di quel prodotto finanziario?<br \/>\nIn questi giorni, in effetti, l&#8217;attenzione dell&#8217;opinione pubblica e di degli organi di Vigilanza si concentra sul \u201ccome\u201d quei prodotti sono stati venduti, sul \u201cchi\u201d ha consigliato male il sig. D&#8217;Angelo, sul \u201cchi\u201d ha carpito la sua fiducia vendendogli un prodotto che non era adeguato al suo \u201cprofilo di rischio\u201d.<br \/>\nCentinaia di piccoli risparmiatori, clienti delle quattro Banche Popolari e Casse di Risparmio che sono sulle prime pagine dei giornali in questi giorni, sono coinvolti direttamente dall&#8217;azzeramento del valore delle obbligazioni subordinate emesse dai quattro istituti. Loro hanno perso gran parte, se non tutto, il capitale investito in quei prodotti.<br \/>\nMa il problema \u00e8 limitato a loro e deriva dallo stato di difficolt\u00e0 di quei quattro piccoli istituti di credito?<br \/>\nIn realt\u00e0 la questione riguarda l&#8217;intero settore del credito, ormai avvezzo a collocare in quantit\u00e0 rilevante prodotti potenzialmente rischiosi senza una adeguata attenzione al corretto profilo di rischio della clientela che si rivolge agli sportelli bancari per investire, in modo adeguato, i propri risparmi.<br \/>\nUn dramma, insomma, che potrebbe coinvolgere molte pi\u00f9 persone. Questo anche a causa di una serie di norme stabilite dall&#8217;Unione Europea che, in caso di crisi di una Banca, prevede che chi ne pagher\u00e0 le conseguenze sono gli azionisti e i clienti con depositi superiori ai 100.000 euro.<br \/>\nNella realt\u00e0 le norme introdotte dall&#8217;Unione Europea e previste da un Decreto recente del Governo Italiano, obbligato in tal senso dall&#8217;essere parte della stessa Unione, sono un po&#8217; pi\u00f9 complicate di quanto venga semplificato in questi giorni sulla stampa. Ma di questo ne parleremo in un altro articolo.<br \/>\nOra \u00e8 importante fissare un punto su cui ragionare: di chi \u00e8 la responsabilit\u00e0, e quindi chi pagher\u00e0 le conseguenze del proprio operato, della vendita scorretta di titoli rischiosi a cliente inadeguata?<br \/>\nE&#8217; colpa delle Banche o \u00e8 colpa dei dipendenti? O \u00e8 colpa dei clienti, attratti esclusivamente dal proprio obiettivo di lucrare un tasso pi\u00f9 alto senza valutare con attenzione la rischiosit\u00e0 delle operazioni sottoscritte?<br \/>\nPer un cittadino qualunque, cliente abituale od occasionale di una Banca italiana, la risposta \u00e8 chiara ed \u00e8 visibile all&#8217;ingresso di un qualsiasi sportello bancario, sia esso di un grande Gruppo o di una piccola realt\u00e0 territoriale: la responsabilit\u00e0 \u00e8 dell&#8217;attuale organizzazione delle Banche italiane. Perch\u00e9 questa organizzazione, omogenea in tutte le banche e i gruppi bancari, prevede una \u201clinea di produzione\u201d molto semplice: il management fissa obiettivi di Bugdet Commerciali periodici (annuali, semestrali, trimestrali, mensili, settimanali, giornalieri, orari) in cui decide la quantit\u00e0 (in termini di volumi finanziari sottoscritti) di titoli\/prodotti commerciali bancari\/assicurativi da vendere in ogni sportello. Tale numero non prevede che si tenga in considerazione le esigenze del territorio in cui si opera, tanto \u00e8 esorbitante e impossibile da perseguire. Non prevede che si tenga conto delle esigenze individuali delle persone che si rivolgono ad uno sportello bancario. Prevede che si debba vendere quella quantit\u00e0, punto e basta. E se non si dovesse raggiungere l&#8217;obiettivo previsto partiranno le minacce (verbali, telefoniche, scritte) verso i dipendenti. In alcuni casi se il mancato raggiungimento dei Budget dovesse ripetersi nel tempo, si arriver\u00e0 alla destituzione dagli incarichi per i dipendenti e ai trasferimenti punitivi. Nella maggior parte dei casi non \u00e8 vero, come si dice sulla stampa, che invece il raggiungimento del budget da parte dei risultati comporti premi economici o di carriera. Perch\u00e9 in quasi tutte le aziende di credito \u00e8 in atto una drastica riduzione del costo del lavoro. I dipendenti sono vessati, perch\u00e9 o producono quanto richiesto dalle aziende o, semplicemente, ne pagheranno le conseguenze.<br \/>\nI clienti vivono quotidianamente il livello incredibile di stress a cui sono sottoposti i dipendenti bancari. Vedono con i loro occhi la velocit\u00e0 a cui sono costretti a muoversi (spesso ridotti a macchiette di s\u00e9 stessi), il poco tempo, perch\u00e9 controllati e contingentati, che possono dedicare all&#8217;ascolto delle richieste della clientela. Vedono, e ascoltano, le minacce sottili e\/o spregiudicate a cui sono sottoposti.<br \/>\nCon queste modalit\u00e0 organizzative non \u00e8 possibile svolgere il proprio lavoro nel pieno rispetto delle norme e con una sacrosanta attenzione al profilo di rischio della clientela. E&#8217; facile intuire che il confine tra giusto e sbagliato diventa labile.<br \/>\nEppure nonostante questa situazione i dipendenti bancari tentano di svolgere il proprio lavoro con cura, attenzione, rispetto delle norme. Nei limiti del possibile. Quali sono questi limiti? La stessa struttura attuale delle Banche. La cui gestione \u00e8 affidata a manager asserviti agli interessi del Capitale e degli Azionisti. Sono, cio\u00e8 asserviti, al raggiungimento di obiettivi di breve termine che garantiscano adeguati utili a chi \u00e8 portatore di interessi nelle Banche. Di conseguenza non \u00e8 pi\u00f9 un obiettivo, come nel passato, l&#8217;attenzione alla qualit\u00e0 dei capitali raccolti, alla bont\u00e0 dei progetti economici e sociali da finanziare, l&#8217;attenzione anche sociale al territorio in cui si opera.<br \/>\nNo, tutto questo non ha pi\u00f9 valore, mentre lo ha esclusivamente il conseguimento di utili a qualsiasi costo. Troppo spesso questo significa \u201cinvitare\u201d i clienti a sottoscrivere operazioni con prodotti finanziari rischiosi che per\u00f2 garantiscono, alla banca, commissioni e provvigioni fisse per lunghi periodi di tempo, nello stesso tempo legando, \u201cfidelizzando\u201d, per lungo tempo il cliente all&#8217;istituto di credito. E se qualcuno dovesse poi rimetterci le ossa del collo, beh sarebbero solo effetti collaterali e fisiologici.<br \/>\nTutto questo \u00e8 profondamente sbagliato.<br \/>\nE&#8217; necessario che ognuno, in questo momento, si fermi, rifletta, e si renda conto di quali siano le proprie responsabilit\u00e0. Perch\u00e9 quando un sistema inizia a compromettere il futuro delle persone vuol dire che quel sistema \u00e8 sbagliato e va corretto rapidamente.<br \/>\nTutti siamo responsabili della morte di Luigino D&#8217;Angelo. Perch\u00e9 \u00e8 responsabile il Top Management della Banca di cui era cliente il pensionato; quel top management che non si \u00e8 fatto scrupolo, pur avendo gestito male la Banca e conducendola al disastro, di incassare centinaia di milioni di euro come premio per il proprio operato. Perch\u00e9 responsabili sono anche le filiali che hanno subito senza reagire, con uno scatto di dignit\u00e0, alle pressioni commerciali e agli inviti a far sottoscrivere quei prodotti. Perch\u00e9 responsabili sono anche i dipendenti che non hanno avuto il coraggio di dire un semplice No a quelle vendite. Perch\u00e9 lo \u00e8 il sindacato che, pur avendo scritto, denunciato, e cercato di trattare sui protocolli etici per le attivit\u00e0 commerciali, non ha combattuto con maggiore determinazione le storture di un sistema ormai perverso.<br \/>\nIl sindacato ha chiesto a tutti i livelli di prestare attenzione alle modifiche strutturali che stavano avvenendo nel mondo della Finanza e del Credito.<br \/>\nUn errore fondamentale \u00e8 stato non prevedere, nei Protocolli e negli accordi firmati, una clausola di salvaguardia. Un accordo sulle Politiche Commerciali deve prevedere che, nel caso di mancata o non corretta sua applicazione, chi sbaglia paghi. I Protocolli sull&#8217;Etica della vendita devono essere resi concreti ed esigibili. Solo cos\u00ec si possono liberare i dipendenti dal giogo del ricatto attuato da tutte le banche.<br \/>\nUn tempo il credito era il baricentro, il volano dello sviluppo economico e sociale di una comunit\u00e0. Oggi, invece, \u00e8 diventato altro, nelle mani di avventurieri senza scrupoli che l&#8217;hanno spolpato per tutelare gli interessi di pochi.<br \/>\nPer cui, \u00e8 bene fare attenzione. Molti, in questi giorni, punteranno il dito contro il dipendente che ha venduto quei titoli per distrarre l&#8217;attenzione da chi ha la responsabilit\u00e0 principale: chi ha spinto alla sottoscrizione selvaggia di quelle obbligazioni subordinate senza tener conto dei profili di rischio della clientela, e senza invitare all&#8217;uso di un corretto criterio di diversificazione negli investimenti finanziari. La responsabilit\u00e0 \u00e8 di chi pensa che le persone che entrano in uno sportello bancario sia solo un osso da spolpare e non, invece, un patrimonio da salvaguardare. Le banche devono tornare ad una logica anche di servizio all&#8217;economia e alla societ\u00e0.<br \/>\nE&#8217; ora, per\u00f2, che anche i dipendenti si rendano conto che \u00e8 arrivato il momento di rialzare la schiena e opporsi, insieme alle organizzazioni sindacali, ai Budget insensati e pericolosi per la clientela ma anche per il loro futuro professionale, per la loro dignit\u00e0 di lavoratori, e per lo stesso futuro della banca in cui si lavora.<br \/>\nLa crisi \u00e8 stato anche questo. Perdere di vista il reale senso di appartenenza ad una comunit\u00e0.<\/p>\n<p>La Redazione<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un tempo, ad una persona che manifestava la volont\u00e0 di conservare i risparmi a casa propria, si diceva: piuttosto che tenerli sotto un mattone portali in banca, guadagni gli interessi e i tuoi soldi sono al sicuro. 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