{"id":2189,"date":"2020-06-12T13:04:43","date_gmt":"2020-06-12T13:04:43","guid":{"rendered":"http:\/\/fisacbrindisi.it\/?p=2189"},"modified":"2020-06-12T13:04:43","modified_gmt":"2020-06-12T13:04:43","slug":"ma-che-colao-dici","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fisacbrindisi.it\/?p=2189","title":{"rendered":"Ma che Colao dici?"},"content":{"rendered":"\n<p>Un tempo i nostri nonni dicevano \u201cPassata la festa, gabbato il santo\u201d. Oggi potremmo invece dire: \u201cpassata la paura del Covid, tutto torna uguale a prima\u201d. In realt\u00e0 il piccolo Covid 19 continua a girare per i corpi degli uomini, in Italia e nel Mondo. E&#8217; arrivato il caldo in met\u00e0 del pianeta ma il contagio resta alto e i morti altrettanto. Perch\u00e9 scriviamo queste righe partendo da questo attacco? Perch\u00e9 l&#8217;altro ieri la Task Force per la ricostruzione guidata dal \u201cManager Illuminato\u201d Colao ha presentato la sua relazione al Presidente del Consiglio Conte. Sono 121 pagine, un lavoro considerevole. La prima cosa che abbiamo notato \u00e8 stata l&#8217;assenza della firma dell&#8217;economista, progressista, Mariana Mazzuccato, prima che la notizia della mancata firma fosse riportata dalla stampa. Poi abbiamo iniziato a leggere, ovviamente per grandi linee. E subito dopo ci sono cadute le braccia per terra. Abbiamo detto braccia, malpensanti.<\/p>\n\n\n\n<p>In quelle pagine si \u00e8 avuta la conferma definitiva ad un pensiero che ci ha agitato sin dalla data del 4 maggio, quando faticavamo a comprendere la scelta, dopo due mesi di lockdown durissimo, di aprire molte attivit\u00e0 mentre i dati del contagio da coronavirus restavano alti, in particolare nelle zone del paese a pi\u00f9 alta densit\u00e0 abitativa e produttiva. L&#8217;evoluzione della situazione ci ha confermato che anche in questo caso \u201cha vinto il Capitale\u201d. Cio\u00e8 le Imprese e la Finanza hanno, ancora una volta, imposto i loro obiettivi ad una intera societ\u00e0 e alla politica che dovrebbe rappresentarla.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo sappiamo, bisognava ricominciare a produrre altrimenti anzich\u00e9 di coronavirus le persone sarebbero morte di fame. Insomma la solita storia del ricatto occupazionale: se vuoi lavorare devi rischiare in prima persona: di ammalarti, di morire sul lavoro per infortunio o per malattia, mettere a rischio il futuro delle persone a cui vuoi bene.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma \u00e8 veramente cos\u00ec? E&#8217; questa l&#8217;unica possibile chiave di lettura?<\/p>\n\n\n\n<p>Ovviamente no. Non pu\u00f2 essere solo questa.<\/p>\n\n\n\n<p>Il dramma della pandemia da coronavirus ha messo in evidenza molte cose. Ne vorremmo sottolineare solo alcune di cui come Fisac di Brindisi abbiamo gi\u00e0 scritto:<\/p>\n\n\n\n<ul><li>l&#8217;ambiente modificato dall&#8217;uomo \u00e8 stato stravolto nel suo equilibrio. Costringere a convivere all&#8217;interno di metropoli stratificate uomini e animali selvatici ha squilibrato le catene di rapporto tra specie differenti, anche nella trasmissione delle malattie;<\/li><li>l&#8217;ambiente inquinato ha ridotto le capacit\u00e0 di difesa immunitaria dell&#8217;uomo, incrementando il rischio di malattie conosciute e nuove, di cui non si sa nulla;<\/li><li>il lavoro umano \u00e8 stato indebolito nei diritti e nella qualit\u00e0, trasformandolo da strumento di realizzazione personale e affermazione di dignit\u00e0, in puro elemento di costo al pari di una qualsiasi macchina o utensile. Per cui il lavoro umano \u00e8 sfruttato, sottopagato, schiavizzato e sottomesso al profitto;<\/li><li>le politiche dei paesi occidentali sono state asservite ai bisogni delle imprese, cio\u00e9 a un forte incremento degli utili e del profitto da distribuire agli Stakeholders, i portatori di interesse, azzerando la responsabilit\u00e0 sociale delle imprese. La logica della drastica riduzione del ruolo statale nell&#8217;economia e nella societ\u00e0, con la scusante del debito pubblico da azzerare, ha consentito di tagliare radicalmente le risorse pubbliche destinate al Welfare, cio\u00e8 a tutti quegli strumenti di sostegno e rafforzamento dei pi\u00f9 deboli rispetto ai pi\u00f9 ricchi: sanit\u00e0 pubblica, scuola pubblica, previdenza pubblica, edilizia pubblica.<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p>L&#8217;espansione del contagio ha colpito nell&#8217;ordine proprio le persone destinatarie del Welfare: gli anziani, la scuola (studenti e insegnanti), la sanit\u00e0 (la rete ospedaliera pubblica tagliata nelle strutture, nel personale, nella ricerca). Nelle prime settimane tutti abbiamo sentito sulla nostra pelle la necessit\u00e0 di avere in breve tempo ospedali attrezzati, terapie intensive adeguate, vaccini, cure e quindi ricercatori, medici, infermieri, insegnanti, scuole nuove e pi\u00f9 grandi, classi pi\u00f9 ampie e con la met\u00e0 degli studenti (basta con le classi \u201cpollaio\u201d!), ecc. ecc.<\/p>\n\n\n\n<p>Il fermo della vita quotidiana per come l&#8217;avevamo conosciuta ha portato in breve tempo la natura a rioccupare i suoi spazi. Tutti abbiamo guardato i video dei cigni che risalivano i navigli a Milano o i canali a Venezia, i fondali dei fiumi schiarirsi e diventare pi\u00f9 puliti e trasparenti, i cieli brillare di stelle mai viste ad occhio nudo, i profumi della natura che masticavano la puzza delle fabbriche chiuse. Tutti abbiamo compreso che la difesa dell&#8217;ambiente, del pianeta, non \u00e8 pi\u00f9 un opzione: \u00e8 un obbligo. Molti di noi hanno sognato la possibilit\u00e0 di inforcare la bicicletta e andare a zonzo, magari promettendo a s\u00e9 stessi che mai pi\u00f9 si sarebbe usata la macchina per qualsiasi necessit\u00e0: la spesa, il lavoro, una passeggiata. Rinchiusi dentro i nostri appartamenti ci siamo fatti delle promesse. In quegli stessi giorni abbiamo scoperto la Didattica a Distanza, lo smart working, le videochiamate; esiste una rete di solidariet\u00e0 tra le persone, ci si pu\u00f2 aiutare.<\/p>\n\n\n\n<p>Abbiamo scoperto che \u00e8 possibile fare tante cose anche restando dentro casa. Ma abbiamo anche scoperto che serve una rete di trasmissione dei dati pi\u00f9 potente, pi\u00f9 diffusa, pi\u00f9 economica. Servono computer, tablet, telefoni per tutti. Invece ci si \u00e8 resi conto che esistono due Italie: quella dei pi\u00f9 ricchi che hanno accesso a tutti gli strumenti e le infrastrutture per affrontare l&#8217;emergenza, e quelli che, invece, o non ce l&#8217;hanno oppure devono arrangiarsi. Un paese diviso in due in cui, per\u00f2, coloro che hanno difficolt\u00e0 rappresentano la stragrande maggioranza delle persone. Esiste insomma il cosiddetto \u201cdigital divide\u201d per il cui superamento bisogna investire soldi e progetti.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel caos dell&#8217;emergenza e della paura del contagio si sono scoperti questi problemi e si \u00e8 compreso che bisognava intervenire raddrizzando le scelte, le opzioni, i progetti, la politica per costruire un futuro migliore.<\/p>\n\n\n\n<p>Il 18 maggio l&#8217;Italia \u00e8 ripartita. E come giustamente ha detto Guccini qualche settimana fa, gli italiani anzich\u00e9 cambiare, molto pi\u00f9 semplicemente hanno preferito dimenticare. Tutto sta ripartendo con le stesse dinamiche di tre mesi fa. La Confindustria ha eletto un nuovo presidente, Bonomi, che \u00e8 lombardo e che le prime cose che ha detto sono state: bisogna alleggerire i Contratti Collettivi Nazionali rendendoli una semplice cornice leggera. Bisogna pagare i lavoratori in base alla produttivit\u00e0. Le stesse parole furono dette dalla Confindustria di D&#8217;Amato ai tempi di Berlusconi premier. Sono passati molti anni eppure le idee non si sono evolute. Ricette vecchie per obiettivi di corto respiro.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Governo ha deliberato per decreto il divieto di licenziare in questa fase critica e invece i dati Istat parlano di un fortissimo incremento degli inattivi, cio\u00e8 di coloro che non hanno un lavoro e che ormai non lo cercano nemmeno pi\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p>La scuola pubblica \u00e8 l&#8217;unica realt\u00e0 che non \u00e8 ripartita, in cui non si stanno programmando i lavori edili per ampliare i locali, per organizzare le nuove classi, per investire in infrastrutture tecnologiche, hardware e software. Si stabilizzano a tempo determinato i precari e si rimandano le scelte al 2021. Come se ci\u00f2 fosse possibile.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo Smart Working \u00e8 tornata una opzione per privilegiati mentre l&#8217;assistenza alle lavoratrici e ai lavoratori genitori dei bambini o ragazzi le cui scuole sono chiuse \u00e8 una concessione nelle mani dei datori di lavoro, mentre il Governo nei suoi decreti ha indicato ben altro e in aiuto alle lavoratrici e ai lavoratori.<\/p>\n\n\n\n<p>In estrema sintesi le esigenze delle imprese e delle banche hanno la priorit\u00e0 su tutto.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo nonostante il Governo Conte abbia messo in piedi manovre imponenti e con finalit\u00e0 progressiste anche rispetto ad un recente passato. Una contraddizione da tenere in considerazione e da analizzare sino in fondo.<\/p>\n\n\n\n<p>Le citt\u00e0 e le strade si sono nuovamente riempite di macchine e di scarichi inquinanti. Le industrie hanno ricominciato a sputare fumi velenosi o ad immettere agenti inquinanti nei fiumi e nei mari. I cigni sono scappati via, l&#8217;aria \u00e8 tornata a puzzare, il cielo \u00e8 oscurato, le biciclette sono chiuse nei garage, i buoni propositi tornano nei cassetti.<\/p>\n\n\n\n<p>Il piano Colao certifica tutto questo con una serie di proposte che ripropongono le solite vecchie ricette. Per cui si parla di Grandi Opere, accantonando la manutenzione del paese che \u00e8 fatta invece dei tantissimi piccoli interventi fondamentali sulle strade, sui ponti, sulle reti ferroviarie, sugli edifici pubblici abbandonati e pericolanti. Il lavoro resta una variabile dipendente dalle imprese che vanno perennemente agevolate con contributi economici, con defiscalizzazione, con incentivi che non saranno mai destinati agli investimenti sulla innovazione tecnologica e sulla ricerca di prodotto.<\/p>\n\n\n\n<p>La scuola ritorna ad essere una dependance dei bisogni delle imprese con una visione molto miope della Cultura.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Turismo diventa un \u201cbrand del paese\u201d come se fosse un marchio da attaccare da qualche parte senza proporre idee finalmente innovative e adeguate al dramma che il settore sta vivendo alle soglie dell\u2019estate.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo Smart Working \u00e8 uno strumento per le imprese, non per i lavoratori.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando abbiamo letto la relazione una grande delusione ci ha assalito. La stessa delusione che viviamo ogni giorno quando ci scontriamo con l&#8217;organizzazione del lavoro nelle banche, in cui \u00e8 tornata la litania noiosa e ripetitiva delle campagne commerciali, dei prodotti da vendere, della concezione dell&#8217;economia e della societ\u00e0 di un mercato da sbranare anzich\u00e9 di una comunit\u00e0 da aiutare per superare la crisi e provare a costruire un futuro migliore in cui i progetti migliori, quelli pi\u00f9 innovativi, andrebbero finanziati con coraggio e visione. L&#8217;unico fine dovrebbe essere quello di pensare ad un paese in cui le differenze economiche e sociali si riducano, in cui i pi\u00f9 deboli siano assistiti e possano vivere meglio. Un mondo in cui tutti possano avere le stesse possibilit\u00e0 di crescita e di sviluppo. Un mondo utopico che possa, invece, trasformarsi in realt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma non andr\u00e0 cos\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-style-default\"><img loading=\"lazy\" width=\"457\" height=\"341\" src=\"http:\/\/fisacbrindisi.it\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/Fase2-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2191\" srcset=\"https:\/\/fisacbrindisi.it\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/Fase2-1.jpg 457w, https:\/\/fisacbrindisi.it\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/Fase2-1-300x224.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 457px) 100vw, 457px\" \/><figcaption>Fase 2<\/figcaption><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un tempo i nostri nonni dicevano \u201cPassata la festa, gabbato il santo\u201d. Oggi potremmo invece dire: \u201cpassata la paura del Covid, tutto torna uguale a prima\u201d. 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