{"id":2240,"date":"2020-09-23T13:10:14","date_gmt":"2020-09-23T13:10:14","guid":{"rendered":"http:\/\/fisacbrindisi.it\/?p=2240"},"modified":"2020-09-23T13:10:14","modified_gmt":"2020-09-23T13:10:14","slug":"la-verita-sul-covid-19-e-possibile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fisacbrindisi.it\/?p=2240","title":{"rendered":"La verit\u00e0 sul Covid 19 \u00e8 possibile?"},"content":{"rendered":"\n<h3>Che cosa dicono i numeri sul Covid-19<\/h3>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" width=\"1024\" height=\"576\" src=\"http:\/\/fisacbrindisi.it\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/virus-4835301_1920-1024x576.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2241\" srcset=\"https:\/\/fisacbrindisi.it\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/virus-4835301_1920-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/fisacbrindisi.it\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/virus-4835301_1920-300x169.jpg 300w, https:\/\/fisacbrindisi.it\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/virus-4835301_1920-768x432.jpg 768w, https:\/\/fisacbrindisi.it\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/virus-4835301_1920-1536x864.jpg 1536w, https:\/\/fisacbrindisi.it\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/virus-4835301_1920.jpg 1920w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>A sette mesi dal paziente 1 di Codogno i media continuano a snocciolare quotidianamente numeri su contagi, tamponi, decessi, ricoveri, terapie intensive e decessi, alimentando \u2013 come un sadico yo-yo \u2013 una schizofrenica alternanza di ottimismo o pessimismo sull&#8217;evoluzione della pandemia. Sui social da mesi si rincorrono narrative e immagini che spaziano dalla fila di camion dell&#8217;esercito a Bergamo alla folle estate dei giovani assembrati in discoteca senza mascherine, fino alle manifestazioni negazioniste. Gli infuocati dibattiti degli esperti configurano un perfetto bipolarismo condizionato pi\u00f9 dalla propria attivit\u00e0 specialistica e dal proprio contesto locale che da una visione globale della pandemia e dal principio di precauzione che dovrebbe accompagnare le incertezze della scienza. Il grande pubblico viene ulteriormente disorientato da terminologie che appartengono al mondo della ricerca (carica virale) o da ambigui tormentoni quali &#8220;virus clinicamente morto&#8221; o &#8220;tamponi debolmente positivi&#8221;. La comunicazione istituzionale si \u00e8 progressivamente ridotta all&#8217;osso: dal tragico bollettino di guerra quotidiano della protezione civile andato in soffitta a fine aprile all&#8217;eccellente report epidemiologico settimanale dell&#8217;Istituto superiore di sanit\u00e0 che resta tuttavia una pubblicazione per addetti ai lavori. In questo contesto gli spettatori passivi si sono trasformati in protagonisti attivi nella produzione e sintesi di informazioni, esacerbando l&#8217;infodemia, ostacolando la consapevolezza di un fenomeno epocale e soprattutto la capacit\u00e0 di convivere serenamente con il virus senza rinunciare alle libert\u00e0 individuali. Libert\u00e0 che, tuttavia, richiedono alcune rinunce e un diverso stile di vita per garantire il pieno rispetto della tutela della salute altrui. Ecco perch\u00e9 oggi \u00e8 sempre pi\u00f9 indispensabile riallineare la percezione pubblica su numeri e dinamiche di una pandemia che si prolungher\u00e0 nel tempo, condizionando tutti gli aspetti della nostra vita, oltre che la tutela della salute pubblica e la ripresa economica del paese. Come dobbiamo interpretare i numeri attuali dell&#8217;epidemia?&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>A partire dalla fine di luglio, mese che aveva visto i nuovi casi settimanali stabilizzarsi intorno ai 1.400, i contagi sono progressivamente aumentati, in maniera molto netta a partire dalla seconda met\u00e0 di agosto, quando il numero dei nuovi casi settimanali \u00e8 salito a quota 10.000, espandendo il bacino delle persone &#8220;attualmente positive&#8221; da poco pi\u00f9 di 12mila a oltre 44mila. Vero \u00e8 che la maggior parte dei nuovi casi erano giovani e asintomatici, ma la loro permanenza in ambito familiare ha favorito il contagio di adulti e anziani, specialmente se fragili. Infatti, mentre da fine luglio i pazienti ricoverati con sintomi sono aumentati da 732 a 2.365 e quelli in terapia intensiva da 40 a 222, \u00e8 aumentata parallelamente l&#8217;et\u00e0 mediana dei contagiati: si era ridotta dagli oltre 60 anni dei primi due mesi dell&#8217;epidemia sino a meno di 30 nelle settimane centrali di agosto, ma nelle ultime settimane \u00e8 risalita a circa 45 anni. \u00c8 vero che troviamo pi\u00f9 casi solo perch\u00e9 facciamo pi\u00f9 tamponi? Solo in parte, perch\u00e9 questa \u00e8 solo una delle determinanti, visto che il rapporto positivi\/casi testati \u00e8 aumentato dallo 0,8 per cento di fine luglio al 2,7 per cento nell&#8217;ultima settimana. In altre parole, se \u00e8 vero che cerchiamo di pi\u00f9 il virus, lui circola comunque molto di pi\u00f9. Ecco perch\u00e9 il potenziamento della capacit\u00e0 di eseguire tamponi \u00e8 una strategia irrinunciabile per contenere la risalita della curva epidemica.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La paura della seconda ondata<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 vero che il virus si \u00e8 rabbonito, considerato che i casi di oggi sono molto meno gravi di quelli di marzo-aprile? Assolutamente no: semplicemente oggi esploriamo la parte sommersa dell&#8217;iceberg, mentre in primavera, in assenza di attivit\u00e0 di screening per scovare gli asintomatici, potevamo intravederne solo la punta, ovvero i soggetti pi\u00f9 gravi e ospedalizzati. Il virus \u00e8 sempre lo stesso, stiamo solo vivendo una fase diversa dell&#8217;epidemia perch\u00e9 dal 3 giugno, con la ripresa della mobilit\u00e0 interregionale e la riapertura dei confini, siamo di fatto &#8220;ripartiti dal via&#8221;, un po&#8217; come nel gioco dell&#8217;oca. Ecco perch\u00e9 ogni confronto dei numeri attuali con quelli della fase 1 \u00e8 inappropriato, spesso strumentale e non tiene conto delle dinamiche dell&#8217;epidemia. Siamo davanti a una seconda ondata? Per chi teme di rivedere le scene drammatiche di marzo-aprile, la risposta \u00e8 sicuramente no; se invece intendiamo un progressivo incremento dei contagi che si riflette gradualmente sui ricoveri e sulle terapie intensive, la seconda ondata di fatto \u00e8 gi\u00e0 in atto. Tuttavia non potr\u00e0 esserci alcun effetto sorpresa per la sanit\u00e0 e per la societ\u00e0 civile, totalmente impreparate di fronte al violento tsunami della fase 1, di cui non abbiamo mai conosciuto la fase preliminare. Oggi la sorveglianza epidemiologica monitora continuamente la risalita della curva, i posti letto ospedalieri e di terapia intensiva sono stati potenziati, tutte le strutture sanitarie dispongono di percorsi Covid-19 e abbiamo ampia disponibilit\u00e0 di mascherine e dispositivi di protezione individuale. In questa fase di circolazione endemica del virus, ovvero di convivenza sociale con un ospite indesiderato, oltre al potenziamento dell&#8217;attivit\u00e0 di testing, tracing, treating , sono i nostri comportamenti individuali che contribuiscono a evitare ogni forma di sovraccarico ospedaliero o territoriale. Ovvero solo la combinazione tra un sistema sanitario adeguatamente potenziato e una popolazione diligente potr\u00e0 tenere bassa l&#8217;altezza della seconda ondata, prolungandola nel tempo ed evitando cos\u00ec il sovraccarico dei servizi ospedalieri che, quando eccessivo, aumenta la letalit\u00e0. S\u00ec, perch\u00e9 bisogna accettare, oltre ogni ragionevole dubbio, che un consistente numero dei decessi da Covid-19 nei mesi di marzo e aprile \u00e8 stato causato dall&#8217;enorme sovraccarico ospedaliero: narrative differenti sono frutto di ignoranza o di malafede.<\/p>\n\n\n\n<p>Nino Cartabellotta medico. Presidente della Fondazione Gimpe<\/p>\n\n\n\n<p><em>Articolo pubblicato sul nuovo quotidiano Domani <\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Che cosa dicono i numeri sul Covid-19 A sette mesi dal paziente 1 di Codogno i media continuano a snocciolare quotidianamente numeri su contagi, tamponi, decessi, ricoveri, terapie intensive e decessi, alimentando \u2013 come un sadico yo-yo \u2013 una schizofrenica &hellip; <a href=\"https:\/\/fisacbrindisi.it\/?p=2240\">Continue reading <span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[239,286,75,285,102,246],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fisacbrindisi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2240"}],"collection":[{"href":"https:\/\/fisacbrindisi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fisacbrindisi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fisacbrindisi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fisacbrindisi.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2240"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/fisacbrindisi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2240\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2242,"href":"https:\/\/fisacbrindisi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2240\/revisions\/2242"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/fisacbrindisi.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2240"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/fisacbrindisi.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2240"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/fisacbrindisi.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2240"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}