{"id":2262,"date":"2020-10-27T17:53:28","date_gmt":"2020-10-27T17:53:28","guid":{"rendered":"http:\/\/fisacbrindisi.it\/?p=2262"},"modified":"2020-10-27T17:53:28","modified_gmt":"2020-10-27T17:53:28","slug":"il-futuro-e-le-macerie","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fisacbrindisi.it\/?p=2262","title":{"rendered":"Il Futuro e le Macerie"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" src=\"http:\/\/fisacbrindisi.it\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/Ilfuturoelemacerie-576x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2263\" width=\"432\" height=\"768\" srcset=\"https:\/\/fisacbrindisi.it\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/Ilfuturoelemacerie-576x1024.jpg 576w, https:\/\/fisacbrindisi.it\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/Ilfuturoelemacerie-169x300.jpg 169w, https:\/\/fisacbrindisi.it\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/Ilfuturoelemacerie.jpg 750w\" sizes=\"(max-width: 432px) 100vw, 432px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>I Dpcm del 18 e del 25 ottobre 2020 vanno letti e interpretati con una lente di ingrandimento che sia il punto di vista del mondo del lavoro. Parlo di tutti quei lavoratori, pubblici e privati, che ogni giorno devono timbrare un cartellino alle 8.00-8.15 e che lo devono fare portandosi sul groppone tutta una serie di problemi e di impegni legati alla situazione personale e \/o familiare. Eppure sono quelli che devono comunque presentarsi sul luogo di lavoro, tirare fuori il meglio di s\u00e9 e rispondere del proprio operato a s\u00e9 stessi o a qualcun altro.<\/p>\n\n\n\n<p>Se hanno una famiglia, dei figli, dei genitori hanno sulle spalle delle responsabilit\u00e0. Hanno una visione della loro vita. Hanno aspettative. Hanno preoccupazioni. Hanno delle paure. Eppure ogni giorno fanno il loro dovere.<\/p>\n\n\n\n<p>In questo Dpcm viene disegnata un\u2019idea di societ\u00e0. E\u2019 un mondo in cui la produzione ha la priorit\u00e0 assoluta e smentisce, incomprensibilmente, ci\u00f2 che il Governo aveva fatto la primavera scorsa. E\u2019 un mondo in cui le attivit\u00e0 produttive devono continuare la loro attivit\u00e0 produttiva con una semplice \u201craccomandazione\u201d di utilizzare la modalit\u00e0 del lavoro agile. E\u2019 una raccomandazione, non una scelta strategica. La produzione ha la meglio su tanti aspetti fondamentali per la crescita di un paese. Si \u00e8 scelto di continuare a far lavorare, sia pure con alcuni limiti importanti, tutti mentre si \u00e8 deciso di chiudere tutte le attivit\u00e0 culturali e sportive amatoriali e dilettantistiche.<\/p>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9 \u00e8 un problema?<\/p>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9 il Governo decide di chiudere quegli sport frequentati e quelle attivit\u00e0 culturali, cinema, teatri, dalla stragrande maggioranza delle ragazze e dei ragazzi.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019idea che si applica \u00e8 che vanno chiuse proprio quelle attivit\u00e0 in cui, con l\u2019attivit\u00e0 mentale e fisica di equipe, i ragazzi recuperano un equilibrio psico-fisico importante che in molte zone del paese significa evitare che restino in mezzo ad una strada con tutti i rischi che ne conseguono.<\/p>\n\n\n\n<p>Si dice che non si possono colpire le attivit\u00e0 economiche. Ma anche le attivit\u00e0 culturali e quelle sportive dilettantistiche lo sono e perdere i fondi recuperati con la chiusura dei teatri, delle sale cinematografiche, della partecipazione alle gare o ai campionati significa farle chiudere. E\u2019 un danno alle persone. E\u2019 un danno all\u2019economia anche se \u00e8 un\u2019economia \u201cpovera\u201d per la logica neoliberista.<\/p>\n\n\n\n<p>Il problema si scarica alla fine sulle famiglie o su chi segue quelle ragazze e quei ragazzi. E cosa dicono i Dpcm su questo punto? Quali sono gli strumenti per assistere quelle lavoratrici e quei lavoratori che ogni giorno dovranno timbrare il cartellino alle 8.00-8.15? Quali sono i permessi a cui le donne e gli uomini potranno far ricorso per assistere i propri figli? Come potranno accompagnare i propri ragazzi a scuola con gli orari scaglionati e con un ingresso minimo alle 9 se loro, invece, dovranno essere dentro una filiale di banca, un supermercato, un bar, un ufficio pubblico, una scuola, un ospedale, un laboratorio di analisi, un negozio alle 8 del mattino?<\/p>\n\n\n\n<p>C\u2019\u00e8 un invito allo smart working. Ma chi decider\u00e0 sar\u00e0 controllato da qualcuno? E chi non pu\u00f2 far ricorso al lavoro agile?<\/p>\n\n\n\n<p>C\u2019\u00e8 un altro inciso e va detto. Uno dei problemi dell\u2019aumento del contagio da coronavirus \u00e8 il sovraccarico del trasporto pubblico nelle ore di punta. Per decongestionarlo si consiglia, nel solito dpcm, di far entrare i ragazzi che continueranno ad andare a scuola con orari scaglionati, ingresso minimo, come detto, alle ore 9.<\/p>\n\n\n\n<p>Va bene. Ma, ad esempio, nella piccola provincia in cui viviamo come in tutte le province dove non ci sono grandi centri urbani, la societ\u00e0 di trasporto pubblico ha deciso che le linee sono concentrate fino alle 8 del mattino e poi riprendono in tarda mattinata. Quindi gli studenti che ne fanno ricorso dovranno comunque utilizzare quelle stesse corse che utilizzano ora e poi, una volta scesi, che faranno? Bighelloneranno per la citt\u00e0 per qualche ora in attesa di entrare? E se dovesse piovere? E se dovesse far freddo? E se si dovessero assembrare ancora di pi\u00f9?<\/p>\n\n\n\n<p>Questi sono i pensieri di un genitore che si sentir\u00e0 sulla coscienza il peso di non poter accompagnare o badare come vorrebbe la propria figlia o figlio.<\/p>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9 in quei dpcm non ci sono gli strumenti per le lavoratrici e per i lavoratori. Perch\u00e9 loro dovranno continuare a lavorare ed esporsi in prima persona al contagio. Perch\u00e9 la produzione deve continuare. Poi non fa nulla se saranno i primi, al momento della crisi, ad essere messi in cassa integrazione, o vedersi modificato il contratto, oppure sentire il presidente di Confindustria, Bonomi, tuonare che \u00e8 ingiusto prorogare il divieto di licenziamento, che i CCNL vanno svuotati per favorire la contrattazione aziendale al fine di distribuire una produttivit\u00e0 che non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 da decenni e che comunque \u00e8 ridicolo parlare di aumenti del salario. Solita storia: togliere i diritti certi per inserire flessibilit\u00e0 dai contorni incerti.<\/p>\n\n\n\n<p>Sono le stesse aziende che dicono da un decennio che la tecnologia sostituisce il lavoro umano, che ormai gli esuberi sono enormi, che un robot fa il lavoro di dieci persone. Ma sono le stesse aziende che, nel momento esatto in cui \u00e8 necessario far ricorso alla tecnologia per impostare una organizzazione del lavoro diversa, non hanno investito nemmeno un nichelino in hardware, software, infrastrutture e soprattutto in competenze informatiche. Perch\u00e9 in questi ultimi anni troppo spesso \u00e8 sufficiente alzare la voce per nascondere il fallimento di una intera classe dirigente aziendale.<\/p>\n\n\n\n<p>Eppure ogni giorno quelle lavoratrici e quei lavoratori si fanno carico di tenere in piedi un sistema produttivo e di servizi alla collettivit\u00e0 che altrimenti sarebbe saltato in aria. Lo fanno perch\u00e9 sentono forte il desiderio di salvare la societ\u00e0 in cui vivono, le vecchie facce che incontrano ogni giorno sulla metro, sui pullman, sui treni, dal giornalaio, dentro i posti di lavoro. Nonostante troppo spesso siano sfruttati, mal pagati, alcune volte non riconosciuti come persone ma solo come numeri che devono produrre un risultato.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma quelle lavoratrici e quei lavoratori hanno dentro di s\u00e9 ben chiara un\u2019idea di futuro, un\u2019idea di societ\u00e0 da costruire.<\/p>\n\n\n\n<p>E in quell\u2019idea al centro ci sono le persone, ci sono i loro figli, in cui sia possibile realizzare l\u2019equilibrio tra desideri, potenzialit\u00e0 e realizzazione di sogni. S\u00ec, anche la realizzazione di un sogno.<\/p>\n\n\n\n<p>E quel sogno \u00e8 anche dentro una palla da tirare, una bracciata in una vasca, una corsia in cui correre, un bicchiere di vino da bere in compagnia. Ma \u00e8 necessario che sia tutto dentro quel futuro, ogni tassello incastrato insieme agli altri.<\/p>\n\n\n\n<p>Oggi \u00e8 il tempo di difendere la salute pubblica. Oggi non \u00e8 il tempo di colpevolizzare nessuno ma solo fare delle scelte lungimiranti e predisporre una organizzazione potente, veloce, operativa, efficiente. In cui quelle persone non siano lasciate da sole, smarrite, dentro una stanza in cui far trascorrere i giorni di una eventuale quarantena da cui non si sa se si uscir\u00e0 vivi oppure no.<\/p>\n\n\n\n<p>Quindi \u00e8 arrivato il momento di far sentire forte la voce di quelle lavoratrici e di quei lavoratori.<\/p>\n\n\n\n<p>E\u2019 arrivato il momento di dichiarare una mobilitazione contro una classe imprenditoriale inadeguata a questi tempi drammatici e per far comprendere ad una classe politica impreparata che oltre ai no mask e ai negazionisti ci sono cittadine e cittadini che hanno un\u2019idea collettiva e che sanno difenderla da chi ha solo l\u2019obiettivo di distruggere questo paese.<\/p>\n\n\n\n<p>E\u2019 un momento delicato. Il futuro prossimo si costruisce con le scelte di questi giorni. Il mondo del lavoro deve far sentire con forza le proprie ragioni a tutela della salute pubblica, della democrazia nel paese, del futuro dei giovani a cui, invece, lo si sta rubando.<\/p>\n\n\n\n<p>La Redazione Fisacbrindisi.it<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I Dpcm del 18 e del 25 ottobre 2020 vanno letti e interpretati con una lente di ingrandimento che sia il punto di vista del mondo del lavoro. 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