{"id":2408,"date":"2021-05-28T13:36:56","date_gmt":"2021-05-28T13:36:56","guid":{"rendered":"http:\/\/fisacbrindisi.it\/?p=2408"},"modified":"2021-05-28T13:36:56","modified_gmt":"2021-05-28T13:36:56","slug":"un-paese-al-massimo-ribasso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fisacbrindisi.it\/?p=2408","title":{"rendered":"UN PAESE AL MASSIMO RIBASSO"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"http:\/\/fisacbrindisi.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/MASSIMORIBASSO-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2409\" srcset=\"https:\/\/fisacbrindisi.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/MASSIMORIBASSO-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/fisacbrindisi.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/MASSIMORIBASSO-300x200.jpg 300w, https:\/\/fisacbrindisi.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/MASSIMORIBASSO-768x512.jpg 768w, https:\/\/fisacbrindisi.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/MASSIMORIBASSO.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>PNRR. Il Piano Nazionale di Rinascita e Resilienza. Un\u2019altra occasione persa per l\u2019Italia?<\/p>\n\n\n\n<p>Durante la prima ondata della pandemia da coronavirus sembr\u00f2 che finalmente la politica si fosse svegliata e avesse compreso i disastri provocati con le scelte degli ultimi 25 anni in cui il taglio forsennato al Welfare ne era stato la linea guida. Per cui, di fronte ad una tragedia come quella della pandemia, settori fondamentali come la Sanit\u00e0, la Scuola e l\u2019innovazione tecnologica erano in uno stato pietoso e non in grado di fornire le risposte che, invece, erano necessarie per garantire la difesa della popolazione e gli strumenti per affrontare l\u2019emergenza e ripartire.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Governo Conte2 aveva elaborato una lista di priorit\u00e0 da affrontare che risultava convincente, insieme alle linee discusse nell\u2019UE: l\u2019urgente tutela dell\u2019ambiente e un cambio rapido nelle scelte energetiche privilegiando le fonti rinnovabili e sostenibili, il finanziamento e potenziamento della Sanit\u00e0 Pubblica e della Scuola Pubblica, una svolta nello sviluppo delle reti e dell\u2019innovazione tecnologica in particolare nel settore pubblico. Apparve subito come un indirizzo chiaro che fece sentire l\u2019intero paese una collettivit\u00e0 che lavorava insieme per un futuro condiviso e finalmente moderno. Anche il tema del Lavoro sembrava affrontato con il fine di garantire un futuro in cui la difesa della dignit\u00e0 e dei diritti del mondo del Lavoro potesse avere un ruolo centrale; rimettere al centro un\u2019idea di futuro orientata a tutelare le giovani generazione e garantire loro un lavoro stabile, duraturo, ben retribuito.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Governo Conte \u00e8 caduto per una serie di questioni di cui oggi non si parla pi\u00f9: il Mes, l\u2019apertura della Scuola, la Vaccinazione di massa prima dell\u2019estate, una discussione in Parlamento per l\u2019elaborazione del PNRR. Tutte motivazioni che sono scomparse nell\u2019orizzonte del dibattito politico e della stampa nazionale.<\/p>\n\n\n\n<p>Il vero nodo politico era in realt\u00e0 la gestione delle enormi risorse finanziarie erogate dall\u2019UE con il Next Generation Plan nel nostro paese, attraverso il PNRR.<\/p>\n\n\n\n<p>Invece le prime risposte politiche sui grandi temi previsti nel Piano ci appaiono molto deludenti. Se il punto pi\u00f9 importante \u00e8 il tema della transizione ecologica e il rispetto dell\u2019ambiente ci appare molto contraddittoria la scelta di autorizzare le trivellazioni alla ricerca di gas e di petrolio nel Mar Adriatico. Cos\u00ec come ci appare contraddittorio il progetto di un ponte sullo Stretto di Messina, notoriamente zona a forte rischio sismico. Come lo \u00e8 la scelta di ridurre i fondi destinati alla Scuola e alla Sanit\u00e0, mentre resta del tutto inascoltato il bisogno di potenziare il sistema del trasporto pubblico per i pendolari e di cui tanto si \u00e8 discusso come nodo centrale da sciogliere per far ripartire la scuola. Ci lascia dubbiosi anche il ridurre la questione dell\u2019innovazione tecnologica ad un dibattito sulla gestione della rete cablata con il progetto di fusione della societ\u00e0 di propriet\u00e0 Enel, OpenFiber, nella TIM, ripristinando un monopolio privato in un settore delicato quale \u00e8 la rete veloce per il traffico dei dati in Italia. Non ci sembra, invece, ci sia una discussione mirata sul finanziamento pubblico delle Start Up che pure sono numerose nel nostro paese e che per trovare una adeguata attenzione si devono rivolgere all\u2019estero. Situazione che si \u00e8 conclamata proprio nel tracciamento del Covid 19. Ricordate la app Immuni? Svanita nel dimenticatoio mentre, invece, una adeguato utilizzo della tecnologia nella lotta al virus poteva essere fondamentale. I clamorosi risultati nel campo dei vaccini sono una chiara dimostrazione di come sia fondamentale un adeguato finanziamento nell\u2019innovazione tecnologica.<\/p>\n\n\n\n<p>A noi, per\u00f2, interessa osservare ci\u00f2 che accade nel mondo del lavoro. E qui le perplessit\u00e0 diventano preoccupazione, se non rabbia. La scelta di eliminare il blocco dei licenziamenti a breve \u00e8 incomprensibile e pericoloso, oltre che a dimostrare ancora una volta che gli interessi di Confindustria hanno la meglio su quelli del Lavoro. Nei prossimi mesi la rinascita del paese si fonder\u00e0 sul ritorno al profitto delle imprese, piccole-medie e grandi, a danno delle lavoratrici e die lavoratori. E nonostante il blocco nel corso dell\u2019ultimo anno comunque si sono persi circa 500.000 posti di lavoro, di cui oltre il 90% erano occupati da donne e giovani. La prospettiva \u00e8 l\u2019alta probabilit\u00e0 di un disastro sociale mai visto nella storia di questo paese. Eppure le lavoratrici e i lavoratori sono quelli che negli ultimi due anni hanno messo il proprio corpo a difesa delle imprese in cui lavoravano. Oggi, per\u00f2, anzich\u00e9 parlare di difesa della loro funzione, della loro tutela sanitaria, anzich\u00e9 discutere di un riconoscimento in termini di diritti e di salario, di un miglioramento della loro condizione di lavoro, si parla, invece, di licenziamenti ed esuberi. I quali, ovviamente, sono da affrontare a carico della fiscalit\u00e0 generale. Ossia saranno gli stessi lavoratori a finanziare il loro licenziamento. E ancora una volta non sembra che si affronter\u00e0 la fondamentale questione dell\u2019evasione fiscale. Anzi si \u00e8 riproposto il solito condono a chi evade e se si prova a discutere di una riforma fiscale che torni ad essere realmente progressista si assiste alla solita levata di scudi sponsorizzata dalla Lega salviniana, cos\u00ec abile nel distogliere l\u2019attenzione dai veri problemi. La solita litania della lotta all\u2019immigrazione nasconde la realt\u00e0 della sottrazione del denaro pubblico, della quantit\u00e0 esorbitante di amministratori pubblici coinvolti in storie di tangenti e di malaffare (vedi caso Comune di Foggia e tanti altri), del lavoro terrificante che la destra in Italia fa nel campo dei social e della disinformazione. Un\u2019altra questione importante che affronteremo in un altro documento.<\/p>\n\n\n\n<p>In sintesi, siamo preoccupati. Lo siamo perch\u00e9 il rischio \u00e8 di perdere una occasione unica che consentirebbe di far rinascere un paese che \u00e8 invece incapace di guardare al futuro con uno spirito realmente innovativo. Un paese che continua ad essere nel profondo conservatore e legato ad una visione vecchia e stant\u00eca dei rapporti sociali. L\u2019Italia deve pensare ad un deciso salto di qualit\u00e0 sui temi dei diritti civili, della centralit\u00e0 del Lavoro, del ruolo fondamentale del Welfare Pubblico, soprattutto in una simile era pandemica. Per fare questo servono le risorse che si trovano lottando seriamente contro l\u2019evasione fiscale e con una riforma nello spirito della Costituzione del Fisco. Un Fisco giusto, equo, progressivo. Perch\u00e9 non \u00e8 pi\u00f9 possibile assistere impotenti alla difesa degli interessi di una sparuta minoranza di ricchi, che lo diventano ogni giorno che passa sempre di pi\u00f9, a danno di una stragrande maggioranza di una popolazione che invece diventa sempre pi\u00f9 povera, vecchia e malata. La rinascita non pu\u00f2 esserci se si continua ad impoverire, sia economicamente che nei diritti, il Lavoro. La scelta del massimo ribasso, negli appalti come in tutti i livelli, \u00e8 inaccettabile oltre che controproducente. E\u2019 una scelta che simbolicamente declina la visione politica di un futuro.<\/p>\n\n\n\n<p>Non \u00e8 questo il futuro che vogliamo.<\/p>\n\n\n\n<p>E\u2019 l\u2019ora del riscatto e il Sindacato Confederale deve essere il portavoce credibile di queste istanze.<\/p>\n\n\n\n<p>O adesso o mai pi\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p>Dipartimento Comunicazione Fisac\/CGIL Brindisi<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>PNRR. Il Piano Nazionale di Rinascita e Resilienza. Un\u2019altra occasione persa per l\u2019Italia? 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