{"id":2414,"date":"2021-06-03T13:20:47","date_gmt":"2021-06-03T13:20:47","guid":{"rendered":"http:\/\/fisacbrindisi.it\/?p=2414"},"modified":"2021-06-03T13:20:47","modified_gmt":"2021-06-03T13:20:47","slug":"2414","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fisacbrindisi.it\/?p=2414","title":{"rendered":""},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" width=\"600\" height=\"333\" src=\"http:\/\/fisacbrindisi.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/image.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2415\" srcset=\"https:\/\/fisacbrindisi.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/image.jpeg 600w, https:\/\/fisacbrindisi.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/image-300x167.jpeg 300w\" sizes=\"(max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<h1>Poco smart e troppo working Anatomia di un&#8217;occasione persa<\/h1>\n\n\n\n<p>Lo smart working che non era lui. \u00c8 l&#8217;impressione pi\u00f9 netta che si ricava guardando da vicino il &#8220;lavoro agile&#8221; e valutandone la dimensione di fenomeno sociale, o la sua percezione generalizzata, o la comunicazione che ne circola nel vasto tessuto del discorso quotidiano. Da oltre un anno parliamo di un oggetto che ha assunto una forma preterintenzionale e alimentiamo uno slittamento semantico divenuto irrimediabile. Perch\u00e9 ormai lo smart working (Sw) \u00e8 questa cosa qui, come lo sono tutte le cose a partire dal senso che si attribuisce loro e nella misura in cui vengono comunicate e credute.<\/p>\n\n\n\n<p>Scaraventati senza preavviso dentro la nuova modalit\u00e0 che mixa tempo di lavoro e tempo della vita, ci siamo adattati come ci \u00e8 riuscito. Impossibilitati a chiederci se davvero si trattasse di Sw e non di una serie di approssimazioni, in qualche caso molto lontane dal modello disegnato. Talmente lontane da lasciar pensare che &#8220;questo&#8221; Sw sia un&#8217;occasione persa, che ormai abbia preso forma difforme e non pi\u00f9 rimediabile.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa prospettiva emerge da un programma di ricerca, sviluppato su 41 interviste in profondit\u00e0, condotto in Toscana tra fine dicembre 2020 e marzo 2021 su impulso della Fisac Cgil di Siena e della Toscana, con la collaborazione della Cgil regionale, incentrato sul settore del credito e dei servizi finanziari. Gli intervistati, equamente distribuiti per genere e et\u00e0, sono dipendenti di mansioni e gradi diversi in Monte dei Paschi di Siena, Intesa San Paolo e Nexi. Dall&#8217;elaborazione dei dati, le cui risultanze definitive saranno contenute in una pubblicazione prevista per l&#8217;autunno, emerge un quadro di estrema complessit\u00e0, che prefigura una ristrutturazione in corso di cui soltanto col ritorno alla normalit\u00e0 si potr\u00e0 cominciare a cogliere gli effetti.<\/p>\n\n\n\n<p>Chiamalo col suo nome<\/p>\n\n\n\n<p>Questione numero uno: \u00e8 davvero &#8220;smart&#8221; o stiamo vivendo un enorme equivoco? Secondo la definizione data dal ministero del Lavoro \u00e8 Sw \u00abuna modalit\u00e0 di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato caratterizzato dall&#8217;assenza di vincoli orari o spaziali e un&#8217;organizzazione per fasi, cicli e obiettivi, stabilita mediante accordo tra dipendente e datore di lavoro\u00bb. Ci\u00f2 che si ricava dalle parole degli intervistati corrisponde a questa definizione? Praticamente mai. Perch\u00e9 in termini generali quello fatto dagli intervistati \u00e8 il lavoro d&#8217;ufficio fatto in orario d&#8217;ufficio e con tempistica d&#8217;ufficio, ma da casa. Home working , se proprio si vuole insistere con l&#8217;inglesorum.<\/p>\n\n\n\n<p>Qualcuno \u00e8 consapevole della differenza e la illustra in modo schietto come fa Luigi, 41 anni, settore operations : \u00abLo Sw io non lo conosco perch\u00e9 quello che facciamo noi non \u00e8 Sw. Per cui lo definirei male. Potrei definire invece quello che stiamo facendo come Remote working (Rw), che sarebbe una buona base per mettere gi\u00f9 e contrattualizzare ci\u00f2 che dovrebbe essere lo Sw, perch\u00e9 non credo che con questo Rw si possa andare dopo la fine dello stato di emergenza\u00bb. Sono molte altre le risposte piene di consapevolezza rispetto allo scarto fra ci\u00f2 che dovrebbe essere e ci\u00f2 che effettivamente viene fatto. Ma anche chi si limita a rispondere dicendo ci\u00f2 che fa non si discosta da quella rappresentazione. Sicch\u00e9 lo Sw \u00e8 \u00abla possibilit\u00e0 di lavorare da casa data dal datore di lavoro\u00bb (Fabio, 53 anni, addetto linea valore), o \u00abun modo di lavorare da casa, o comunque da altri posti diversi dalla sede di lavoro\u00bb (Marina, 45 anni, amministrativa), o \u00ablavoro che si svolge a casa con un computer, come in ufficio, manca solo il contatto col pubblico\u00bb (Sabina, 54 anni, impiegata).<\/p>\n\n\n\n<p>E poich\u00e9 la caratterizzazione domestica dello Sw diventa un motivo condiviso ne deriva che le conseguenze vengano valutate quasi sempre col parametro della vita personale anteposto a quello dell&#8217;organizzazione del lavoro. Con espressioni che vanno da un estremo (\u00abCon lo SW sono rinata\u00bb, ancora Marina) all&#8217;altro (\u00abUna fregatura. Sono a casa ininterrottamente da marzo 2020 e dove abito ho pure problemi di connessione\u00bb, Domitilla, 52 anni, settore contabilit\u00e0).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il giudizio oscilla anche a seconda delle mansioni svolte. Alcune fra le quali sono proprio non declinabili in Sw. Come quella di Moreno, 57 anni, che in filiale fa il cassiere e inoltre, per ragioni di salute, non \u00e8 stato mai fatto rientrare in filiale nemmeno dopo che, passata la fase pi\u00f9 rigida del lockdown, nella sua sede di lavoro \u00e8 stata avviata l&#8217;alternanza per squadre: \u00abChiamo giorno per giorno i colleghi per chiedere che mi diano qualcosa da fare, mi devo quasi prostituire per riuscire a sbarcare la giornata. Ho anche fatto tutti i corsi di formazione che l&#8217;azienda ha messo a disposizione per compensare le fasi di inattivit\u00e0, ma la verit\u00e0 \u00e8 che per la gran parte non mi tornano utili perch\u00e9 non hanno valenza sul piano applicativo\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Un tempo fluidificato<\/p>\n\n\n\n<p>Ma c&#8217;\u00e8 anche chi discerne fra le esigenze personali e quelle del ruolo lavorativo. \u00c8 il caso di Emilia, 34 anni, settore premium . Due gravidanze ravvicinate l&#8217;hanno tenuta a lungo lontana dal luogo di lavoro, poi al momento di rientrare \u00e8 arrivato il lockdown. La permanenza in casa, prima di tornare al lavoro alternato per squadre in filiale, le ha permesso di risparmiarsi un pendolarismo da circa un&#8217;ora e mezza giornaliere, e in questo senso la soluzione dello Sw \u00e8 stata &#8220;positivissima&#8221;.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ma c&#8217;\u00e8 anche da valutare l&#8217;altra parte della questione: \u00abSono stata a lungo lontana dal posto di lavoro e di conseguenza avevo concreto bisogno di aiuto, di formazione per rientrare nel ruolo, dunque dei colleghi. Di chi mi spiegasse come sono cambiate le cose mentre non c&#8217;ero. Quell&#8217;aiuto l\u00ec \u00e8 insostituibile, anche per chi svolge una mansione individuale come la mia. Che poi anche per le mansioni individuali la dimensione di gruppo \u00e8 importante perch\u00e9 il confronto coi colleghi ti aiuta a superare i problemi\u00bb. E quanto all&#8217;utilizzo dello Sw in alternanza d\u00e0 un&#8217;indicazione che nelle interviste \u00e8 ricorrente: \u00abLo Sw diventa un tempo protetto per determinati adempimenti. Serve a predisporre il lavoro da fare in filiale. Perch\u00e9 sul lavoro hai continue distrazioni, dal chiasso dei colleghi al cliente che si presenta senza appuntamento ma devi comunque assisterlo. A casa invece la concentrazione \u00e8 piena\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Gi\u00e0, la concentrazione. Che si sviluppa meglio in casa che sul posto di lavoro (\u00abIn ufficio tocca ascoltare la musica in cuffia per concentrarmi, a casa no\u00bb dice Ilaria, 48 anni, direzione generale). Ma la variabile davvero rivoluzionata \u00e8 quella del tempo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Lo si scopre in modo quasi causale, grazie a una di quelle domande la cui complessit\u00e0 emerge soltanto dopo essere stata posta nelle prime interviste: \u00abQuando \u00e8 in Sw le sembra di lavorare di pi\u00f9 o di meno rispetto a quando \u00e8 in ufficio?\u00bb. Interrogativo che come risposta suscita un contro-interrogativo: \u00abIntende chiedermi se lavoro per un numero maggiore di ore durante il giorno, o se lavoro di pi\u00f9 nello stesso numero di ore?\u00bb. Ecco una questione essenziale: in Sw si lavora di pi\u00f9 in estensivit\u00e0 o in intensivit\u00e0? Dalle risposte si evince che, in entrambi i sensi, si lavora &#8220;molto di pi\u00f9&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>Diritto alla disconnessione<\/p>\n\n\n\n<p>Parecchi lavorano oltre l&#8217;orario d&#8217;ufficio. Anche molto oltre. \u00abCerte mattine mi capita di leggere mail inviate da colleghi il giorno prima a orari improponibili\u00bb riferisce Alessandro, 59 anni, addetto al back office che si trova in Sw quasi ininterrottamente dall&#8217;inizio della pandemia. E si tratta di una tendenza a cui molti finiscono per cedere. Ma c&#8217;\u00e8 anche l&#8217;altro aspetto, quello della maggiore produttivit\u00e0 del lavoro durante il medesimo arco di tempo. Lavorare da casa favorisce la produttivit\u00e0, si tratta di un&#8217;indicazione sulla quale c&#8217;\u00e8 una diffusa concordanza. Ma se la produttivit\u00e0 aumenta sar\u00e0 mica il caso di rivedere al rialzo le retribuzioni? Ecco un tema che potrebbe porsi, nel contesto di un riequilibrio complessivo che riguarda costi di gestione e utili d&#8217;impresa. Nel dibattito sullo Sw il tema dell&#8217;accresciuta produttivit\u00e0 del lavoro entra di soppiatto e stenta a rendersi visibile.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 invece ben presente il tema del tempo di lavoro che si estende e sfiora la dismisura, con effetti che rischiano di essere deleteri per chi si attiene con scrupolo all&#8217;orario di lavoro. Racconta Riccardo, 36 anni, tecnico di consorzio: \u00abQuando mi capita di fare tardi la sera vedo che ci sono le solite 7-8 persone che sono sempre connesse e c&#8217;\u00e8 invece chi decide, al suo orario, di spegnere il computer e andare via. E va bene trattenersi un po&#8217; pi\u00f9 a lungo se c&#8217;\u00e8 una necessit\u00e0, ma se succede sempre va a finire che io mi senta quasi un bandito perch\u00e9 ho lasciato l\u00ec gli altri a lavorare\u00bb. Questione molto scivolosa. Perch\u00e9, estratto dal suo contesto spaziale, l&#8217;ufficio, e trapiantato nello spazio domestico, il lavoro perde anche gli argini. La possibilit\u00e0 di connettersi in qualsiasi momento elimina ogni limite e c&#8217;\u00e8 chi per alto senso della missione, o malinteso patriottismo aziendale, finisce per alzare l&#8217;asticella dell&#8217;impegno a scapito di altri. In cambio di un salario che rimane immutato. \u00c8 anche tenendo conto di questo aspetto che si impone adesso pi\u00f9 che mai la riflessione sul diritto alla disconnessione, la libert\u00e0 dal lavoro nell&#8217;epoca in cui il cellulare e le mail aziendali rendono raggiungibili e reperibili anche la notte o nei festivi. Ma \u00e8 davvero una questione di diritto alla disconnessione, o piuttosto si tratterebbe di imporla, la disconnessione, a aziende e dipendenti? \u00abPu\u00f2 succedere che non si arrivi a darsi delle regole \u2013 confessa Lisanna, 45 anni, settore formazione, che strappa un&#8217;ora fra una conference call e l&#8217;altra per sottoporsi all&#8217;intervista \u2013 e non c&#8217;\u00e8 nessuna imposizione a lavorare a questi ritmi. Va a finire che sei tu a volerlo. Questo modo alla lunga \u00e8 deleterio anche per l&#8217;azienda\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Ristrutturazioni in corso<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 uno strano panorama umano quello del lavoro nel tempo dello Sw. Dove i poli estremi non sono occupati da lavoratori coscienziosi e imboscati, ma da lavoratori coscienziosi e stakanovisti a rischio workaholic . Categoria, quest&#8217;ultima, a cui s&#8217;iscrivono i responsabili di struttura o di team, travolti dall&#8217;alchimia da loro avviata di riunioni e conference convocate a raffica per continuare a mantenere una parvenza di controllo in condizioni cos\u00ec mutate. \u00abPer certe cose lo Sw non \u00e8 gestibile se non vengono corretti alcuni aspetti gerarchici \u2013 afferma Giancarlo, 49 anni, addetto al credito \u2013. Il problema \u00e8 che chi non sa gestire un team finisce per partecipare a tutte le riunioni a distanza. Poi magari non interviene ma sta l\u00ec, o passa da una riunione all&#8217;altra quando invece bisognerebbe limitare il numero di riunioni cui ognuno partecipa. E invece va a finire che sei sempre online e che ti ci vedono, online, perci\u00f2 si sentono autorizzati a mandarti una mail o a contattarti\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Tutto ci\u00f2 \u00e8 il segno di una ristrutturazione in corso. E tale ristrutturazione si sta muovendo su tutti i livelli. A partire dai luoghi di lavoro, che quando sar\u00e0 finita l&#8217;emergenza da pandemia non saranno pi\u00f9 quelli di prima. Lo svuotamento degli uffici ha comportato un imponente taglio dei costi: pulizia, riscaldamento o aria condizionata, energia elettrica, carta, stampanti, manutenzioni, tutte voci la cui incidenza \u00e8 precipitata. Nel complesso rientra anche il ticket restaurant , il cui taglio viene contestato quasi all&#8217;unanimit\u00e0 dagli intervistati.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ma le aziende possono contare soltanto sul risparmio e sul taglio dei costi per rilanciarsi nel pieno della crisi pandemica? Domanda che direzioni e azionisti farebbero bene a non ignorare, perch\u00e9 la dimensione del lavoro di gruppo, che nel frattempo si \u00e8 ritratta, \u00e8 anche un incubatore di idee e soluzioni che non pu\u00f2 essere sacrificato tout court alla ragione della compressione dei costi. Eppure la prospettiva che emerge dalle interviste \u00e8 questa: alternanza stabilizzata sul luogo di lavoro, all&#8217;interno di unit\u00e0 lavorative meno estese e senza postazioni fisse. Per molti la &#8220;propria scrivania&#8221; rimarr\u00e0 un ricordo del periodo pre-pandemia. Il nuovo regime sar\u00e0 l&#8217;accesso d&#8217;ufficio su prenotazione con postazione variabile.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa ristrutturazione complessiva \u00e8 la pi\u00f9 vasta eredit\u00e0 dello Sw, che adesso viene accolto come una formula positiva dopo essere stato visto con sospetto, se non osteggiato, prima che giungesse il Covid. Racconta ancora Ilaria: \u00abFacevo gi\u00e0 lo Sw prima della pandemia. Ma fino a quel momento i nostri responsabili non lo vedevano di buon occhio. Non ci fornivano nemmeno il pc aziendale per lavorare da casa. Toccava andare a recuperare dagli armadi i portatili lasciati in eredit\u00e0 dai dipendenti andati in pensione e ce li dovevamo giostrare fra tutti coloro che facevano lo Sw\u00bb. \u00abS\u00ec, da parte dei responsabili c&#8217;era diffidenza nei confronti dello Sw \u2013 conferma Roberto, 45 anni, addetto al reparto tecnico informatico \u2013, quasi lo boicottavano. Penso che lo vedessero come un modo di perdere il controllo, di allentare le redini che hanno sempre avuto tra le mani. Ma ora hanno cambiato idea. E hanno cominciato a sperimentare la formula degli uffici condivisi. Dicono che sono progetti pilota ma in realt\u00e0 le decisioni sono gi\u00e0 state prese\u00bb. In questa traiettoria dello Sw per come \u00e8 stato percepito da chi nelle aziende riveste ruoli gerarchicamente superiori, col repentino passaggio da elemento di fastidio perch\u00e9 significava perdita di controllo a insperata opportunit\u00e0 per avviare una vasta ristrutturazione, c&#8217;\u00e8 tutto il senso di una preterintenzionalit\u00e0 che \u00e8 la reale cifra dello Sw all&#8217;italiana. Una formula che avrebbe dovuto essere un mix fra razionalizzazione aziendale e diritto del lavoratore, e che invece usata nell&#8217;emergenza ha destrutturato il luogo di lavoro come comunit\u00e0 consegnando alle direzioni uno strumento per rivoltare le relazioni industriali, l&#8217;organizzazione del lavoro e la catena di produzione del valore. Con effetti al momento imprevedibili.<\/p>\n\n\n\n<p>Privatopia<\/p>\n\n\n\n<p>Il vasto materiale di interviste (circa 35 ore di registrazioni) mette a disposizione numerosi altri spunti di riflessione. Fra i tanti merita di essere menzionato quello relativo all&#8217;abbattimento del confine tra tempo di lavoro e tempo di vita, e al mix forse non pi\u00f9 distinguibile fra le due dimensioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Riferisce Ilaria: \u00abA casa il mio posto di lavoro \u00e8 in cucina. Preparo da mangiare e ho il pc aziendale sul tavolo da pranzo. Lo tolgo via da l\u00ec soltanto nel weekend\u00bb.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Un tema su cui insiste Moreno: \u00abNon si riesce pi\u00f9 a distinguere una cosa dall&#8217;altra. Per dire, domenica scorsa sono rientrato dalle ferie. Ma rientrato per modo di dire, dato che non mi sono mai mosso da casa\u00bb.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Su questo fronte la frase pi\u00f9 significativa la pronuncia Gloria, 47 anni, settore auditing. Per lei l&#8217;esperienza dello Sw \u00e8 nel complesso positiva perch\u00e9 le consente di vivere meglio la dimensione familiare.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Racconta di essersi ricavata uno stanza-studio per fare lo Sw. E quando le si chiede se riesca davvero a staccare al termine dell&#8217;orario d&#8217;ufficio, o se piuttosto le sembri di avere sempre il lavoro in mente o di ritrovarselo in ogni angolo di casa, risponde: \u00abNo, quando la giornata finisce chiudo il lavoro dentro quella stanza\u00bb.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Prima della pandemia usava dire che il lavoro venisse chiuso fuori dalla porta di casa. Adesso bisogna sigillarlo a chiave in una stanza, e magari evitarla fino all&#8217;indomani. L&#8217;enclave domestica dello Sw. Siamo cambiati nel profondo e non ne abbiamo ancora piena coscienza.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00a9 Riproduzione riservata<\/p>\n\n\n\n<p>Pippo Russo<\/p>\n\n\n\n<p>firenze<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Poco smart e troppo working Anatomia di un&#8217;occasione persa Lo smart working che non era lui. \u00c8 l&#8217;impressione pi\u00f9 netta che si ricava guardando da vicino il &#8220;lavoro agile&#8221; e valutandone la dimensione di fenomeno sociale, o la sua percezione &hellip; <a href=\"https:\/\/fisacbrindisi.it\/?p=2414\">Continue reading <span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[239,3,74,52,286,75,285,50,51,288,102,289,281],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fisacbrindisi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2414"}],"collection":[{"href":"https:\/\/fisacbrindisi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fisacbrindisi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fisacbrindisi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fisacbrindisi.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2414"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/fisacbrindisi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2414\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2416,"href":"https:\/\/fisacbrindisi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2414\/revisions\/2416"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/fisacbrindisi.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2414"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/fisacbrindisi.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2414"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/fisacbrindisi.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2414"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}