{"id":2449,"date":"2021-08-23T18:23:00","date_gmt":"2021-08-23T18:23:00","guid":{"rendered":"http:\/\/fisacbrindisi.it\/?p=2449"},"modified":"2021-08-23T19:44:00","modified_gmt":"2021-08-23T19:44:00","slug":"gli-avvoltoi-sul-monte-dei-paschi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fisacbrindisi.it\/?p=2449","title":{"rendered":"Gli avvoltoi sul Monte dei Paschi"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" width=\"280\" height=\"180\" src=\"http:\/\/fisacbrindisi.it\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/MPS.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2450\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p>In queste ultime settimane sono tanti gli avvoltoi che girano intorno a ci\u00f2 che resta del terzo gruppo bancario italiano: il Monte dei Paschi di Siena. E ce ne sono anche all\u2019interno di altre organizzazioni sindacali che hanno spudoratamente capovolto la loro linea politica, verosimilmente per ragioni strumentali. In questi giorni si legge di tutto sulla stampa specializzata e non. Filtrano indiscrezioni sul piano Unicredit, sulle scelte da parte dell\u2019attuale proprietario di maggioranza del Monte, il MEF, da parte dell\u2019UE. Ma da parte dei protagonisti di questa operazione di fusione, acquisizione, non si sa cosa, ossia il MEF, il Governo Draghi e Unicredit non c\u2019\u00e8 nessuna mossa che faccia pensare al coinvolgimento dei protagonisti veri: le lavoratrici, i lavoratori e le organizzazioni sindacali che li rappresentano. Infatti alla richiesta di incontro da parte delle federazioni nazionali e dei Coordinamenti RSA del MPS \u00e8 seguito, ancora una volta, un silenzio indecente. La scelta di emarginare le persone e le organizzazioni che con enorme senso di responsabilit\u00e0 hanno lottato e lavorato per cercare di salvare la banca \u00e8 molto grave, oltre che irrituale, irrispettosa e offensiva.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Personalmente lavoro nel Monte dal 1982, dopo aver partecipato ad un concorso pubblico la cui platea iniziale fu di circa 10.000 partecipanti per 400 posti in tutta Italia. Sono dirigente sindacale della Fisac dal 1986. Ho passato una vita di lavoro e di impegno sindacale in questa banca e in questa organizzazione. Sono sempre stato parte del corpo di entrambe e ne sono orgoglioso.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Oggi mi tocca leggere in un intervista ad un CEO sconosciuto di una SIM del gruppo Generali, che il vero problema dell\u2019operazione del Monte non sono gli esuberi. Oggi si continua a parlare di 6.000 persone (e relative famiglie) su 21.000 dipendenti. Dalle mie parti una cosa del genere si chiamerebbe strage sociale, anche se parliamo di fare ricorso al fondo di solidariet\u00e0 di categoria. Non contano per questo signore. Per lui il vero problema non \u00e8 quello, ma che non \u00e8 convinto che i dipendenti del Monte, abituati a concedere credito clientelare, si possano adattare a lavorare seriamente.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo \u00e8 dileggiare migliaia di persone che hanno salvato la banca, e la clientela, dal dissesto. Inutile ricordare che questi fannulloni hanno perso quote rilevanti del loro salario per senso di appartenenza. Hanno dovuto lottare contro la cancellazione dell\u2019impianto normativo di tutela dei dipendenti pi\u00f9 avanzato nel sistema del credito. Questo impianto fu cancellato da tal Profumo, CEO scelto dalla politica, da Viola e dalla sig.ra Dalla Riva, oggi, ma che caso, chiamata a diventare responsabile del personale proprio di Unicredit. Queste sono tutte persone che pur essendo protagonisti di scelte fallimentari che non solo non hanno salvato la banca ma l\u2019hanno ancor pi\u00f9 affossata, e che continuano ad avere ruoli di grande responsabilit\u00e0 con relative retribuzioni da manager. Invece chi pagher\u00e0 il prezzo salatissimo del disastro saranno proprio coloro che hanno messo la faccia e il corpo per difendere la parte sana di un\u2019azienda in crisi.<\/p>\n\n\n\n<p>La vicenda del Monte \u00e8 purtroppo all\u2019interno di un processo nazionale incentrato sull\u2019attacco, virulento, al mondo del Lavoro. La cosa disarmante \u00e8 che questo accada in una fase pandemica in cui le lavoratrici e i lavoratori di tutti i settori ritenuti prioritari, e il credito era tra questi, hanno messo in gioco le proprie competenze, la fatica, il corpo. S\u00ec il corpo, perch\u00e9 hanno rischiato la vita per tenere aperti gli sportelli bancari, gli uffici postali, i supermercati, le farmacie, le industrie, i trasporti, il settore alimentare e cos\u00ec via. Lo hanno fatto per garantire i servizi e i prodotti essenziali e per salvare il futuro loro e delle aziende in cui lavoravano.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>Oggi queste persone anzich\u00e9 essere ringraziate, tutelate, anche economicamente per la loro attivit\u00e0, sono invece considerate ancora una volta solo un elemento di costo da tagliare per remunerare, invece, gli azionisti. Queste lavoratrici e lavoratori oggi sono oggetto di una aggressiva campagna di licenziamenti, addirittura con messaggi Whatsapp e mail e SMS. Oppure sono comunque considerati degli \u201cesuberi\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Inoltre, per risparmiare, le aziende, le imprese, hanno ulteriormente tagliato le risorse destinate alla sicurezza di chi lavora ed \u00e8 in atto una ulteriore drammatica di catena di incredibili morti sul lavoro. Si parla di giovani donne stritolate da macchine per il cui funzionamento non sono state formate, di giovani lavoratori che cadono da impalcature non a norma o avvelenati perch\u00e9 non dotati di strumenti di tutela individuale. Una strage continua contro la quale, a parte vuote parole, non si fa nulla.<\/p>\n\n\n\n<p>Noi, come lavoratori del Monte, siamo all\u2019interno di questa dinamica. Con questa realt\u00e0 dobbiamo fare i conti e misurarci mettendo in campo la forza del sindacato confederale e le nostre capacit\u00e0 relazionali e politiche. Non \u00e8 il momento di divisioni, di aperture alle controparti sul fumo che viene propinato. Non \u00e8 il momento dei campanilismi. Da lavoratore che opera in Puglia sono preoccupato per il futuro del Monte in questa regione anche perch\u00e9, al di l\u00e0 della storia personale, \u00e8 una banca che tanto ha dato al territorio, alla societ\u00e0 e all\u2019economia pugliese.\u00a0Ma non \u00e8 pensando al proprio orticello che ci si salva. Lo si pu\u00f2 fare solo restando uniti e combattendo tutti insieme.<\/p>\n\n\n\n<p>In questo momento \u00e8 fondamentale il ruolo delle RSA della Fisac\/CGIL che hanno storicamente un radicamento nelle province, nelle filiali e la cui coerenza politica e qualit\u00e0 di azione sono riconosciute e apprezzate.<\/p>\n\n\n\n<p>La nostra proposta \u00e8 chiara: no a qualsiasi ipotesi di spezzatino, no alla scomparsa di un marchio glorioso e fondamentale nella storia del paese, no ad operazioni di mercato che svalorizzino la funzione della banca nell\u2019economia e nella societ\u00e0. L\u2019andamento nel 2021 della banca ha dimostrato che il Monte dei paschi di Siena \u00e8 una banca che \u00e8 tornata a produrre utili e che, nonostante le armi spuntate e l\u2019assenza di una propriet\u00e0 pubblica, la professionalit\u00e0 e la dignit\u00e0 delle donne e degli uomini che lavorano in questa banca ha consentito di raddrizzare una barca condannata da anni a colare a picco. E invece \u00e8 ancora qui che galleggia.<\/p>\n\n\n\n<p>Galileo Casone<\/p>\n\n\n\n<p>Dipartimento Comunicazione Fisac\/CGIL Brindisi<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In queste ultime settimane sono tanti gli avvoltoi che girano intorno a ci\u00f2 che resta del terzo gruppo bancario italiano: il Monte dei Paschi di Siena. 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