Approfittiamo di questa giornata per fare il punto della situazione e denunciare che è in atto, da parte degli ultimi governi, un attacco senza precedenti al Lavoro e alla nostra Costituzione. Il sistema neoliberista, per avere mano libera nel perseguire il massimo profitto, rompe il sistema di regole che tutela le lavoratrici e i lavoratori.
Ricordiamo tre articoli della Costituzione:
Articolo 1
L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.
Articolo 36
Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa. La durata massima della giornata lavorativa è stabilita dalla legge. Il lavoratore ha diritto al riposo settimanale e a ferie annuali retribuite, e non può rinunziarvi.
Articolo 41
L’iniziativa economica privata è libera.
Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana.?La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali.
Tutti e tre gli articoli sono ampiamente disattesi:
Articolo 1
La centralità del lavoro è stata sacrificata alle leggi di un libero mercato senza regole e alla realizzazione dei massimi profitti a beneficio di pochi.
Articolo 36
Il lavoratore non ha più una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro perché è in forte aumento lo sfruttamento della forza lavoro con compressione di diritti e stipendi, mentre crescono retribuzioni e liquidazioni astronomiche ad amministratori e manager pur in presenza di fallimenti aziendali o di politiche aziendali che compromettono il tessuto sociale ed economico del territorio.
Inoltre il lavoro precario diventa la regola, spacciato per lavoro flessibile non è più in grado di assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa.
Articolo 41
L’impresa a cominciare dagli Istituti di Credito negli ultimi decenni svolgono un attività in palese contrasto con l’utilità sociale, budget e profitti a breve termini hanno determinato azione ricattatorie e predatorie a danno dei clienti degli stessi bancari e della società intera, recando un danno sociale che tocca anche la libertà e la dignità umana. E’ in atto una lotta di classe al contrario: è il capitale che attacca il lavoro.
Oggi la maggior parte delle imprese sono socialmente irresponsabili e l’ultimo paletto a questo scempio sociale resta la Costituzione e la nostra voglia di lottare.
BUON PRIMO MAGGIO!