Domenica 18 giugno
PIAZZA SAN GIOVANNI, 17 GIUGNO 2017
CAMUSSO: RISPONDEREMO A QUESTO GRAVE SCHIAFFO ALLA DEMOCRAZIA. CONTRO I VOUCHER RICORSO ALLA CONSULTA. DOBBIAMO AVERE IL CORAGGIO DI DIRE CHE IL LAVORO NERO E’ UN REATO. APPELLO AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA. 150 MILA FIRME GIA’ RACCOLTE. MA ORA SI ANDRA’ AVANTI
Uno schiaffo contro la democrazia, che è molto grave perché si potrà ripetere anche in altre occasioni e per altre questioni. Uno schiaffo a cui bisogna dare subito una risposta per non rivivere quella famosa poesia: quando mi sono deciso di reagire, mi sono accorto che avevano ormai portato via tutti. Il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, ha voluto citare Brecht e il famoso sermone del pastore Martin Niemoller sulla mancata reazione degli intellettuali tedeschi in seguito all’ascesa al potere dei nazisti, per spiegare la necessità di reagire alla violazione della democrazia e in particolare dell’articolo 75 della Costituzione che si è manifestata con la scelta di reintrodurre i voucher (con una formula perfino peggiore della prima) dopo aver vietato la consultazione popolare. La più triste constatazione che possiamo fare – ha detto Camusso – è che non hanno voluto farci votare al referendum perché hanno avuto paura, hanno avuto paura del voto dei cittadini, di andare nel Paese e tra la gente a discutere di cosa siano la precarietà e l’incertezza quotidiana del proprio lavoro e della propria situazione. Così hanno scelto la strada degli emendamenti blindati e dei voti di fiducia, hanno “cambiato nome” ai voucher, ma “non la schifezza che sono”. Non ha usato perifrasi il segretario generale della Cgil, sul palco di San Giovanni, durante il suo intervento a conclusione della grande manifestazione contro il ripristino dei voucher e in difesa della democrazia, mentre dai due cortei (Esedra e Ostiense) continuavano a confluire in piazza migliaia di lavoratori, giovani e pensionati.
I NUOVI VOUCHER SONO LA GIUSTIFICAZIONE DELLA PRECARIETA’
Per la Cgil, la reintroduzione dei voucher ha mostrato l’incapacità di governo e Parlamento di “fare una battaglia a viso aperto: si sono fatti balletti infiniti, un gioco delle parti che affumicava l’aria, si sono usate furbizie per sottrarre ai cittadini il diritto di voto”. Ma la paura del Governo e del Parlamento non è motivata solo dalla paura del voto. Anche su questo punto Susanna Camusso è stata molto chiara: hanno avuto paura perché la campagna della Cgil “aveva riportato al centro il lavoro, aveva indicato un’alternativa alla precarietà e alla riduzione dei diritti, e di questo hanno avuto paura”.
I voucher sono tornati perché “bisognava proseguire a produrre precarietà”, per poter pagare “meno” i lavoratori e “cacciarli via quando si vuole”. Inoltre, si è “violato l’articolo 75 della Costituzione, delegittimando le istituzioni e le regole condivise”, si è scelta la strada sbagliata del “decreto legge, che dovrebbe invece avere unicità di materie e criteri di urgenza”, si è anche umiliato il sindacato “chiedendo all’ultimo minuto un parere su un emendamento già blindato”. Governo e Parlamento siano stati “deboli contro la crisi, ma forti contro il lavoro” e di come siano “privi di un’idea di sviluppo e prigionieri del continuismo”.
NOI DIFENDIAMO IL DIRITTO DI SCIOPERO
Ma il continuismo che si è manifestato sui voucher è evidente anche per altri problemi. Non è un caso che ora si torni ad attaccare il diritto di sciopero. Lo ha spiegato bene la leader della Cgil durante il suo intervento di ieri facendo riferimento alle polemiche sullo sciopero di trasporti pubblici a Roma. La Cgil non era d’accordo con quello sciopero, ha detto Camusso, era uno sciopero sbagliato. Ma questo non vuol dire dare la stura alle generalizzazioni. La Cgil ha sempre rispettato i diritti dei cittadini e ha sempre cercato di non danneggiarli con gli scioperi nei servizi, ma non ci piace la ripetizione del solito clichè che non bisogna scioperare o lottare in determinati settori della società. Volete davvero una soluzione? Ha detto Camusso: Allora varate la legge sulla rappresentanza sindacale. Solo con regole certe e con una nuova impostazione del confronto democratico tra parti sociali è possibile evitare di scaricare i problemi e i conflitti sulla parte più debole della società.
Ma le parole della leader Camusso sono per ora a quanto pare inascoltate e il rischio è che la politica proceda in tutt’altra direzione, come dimostrano le reazioni dei media e in particolare di certi quotidiani. Da segnalare per esempio oggi l’intervista di Andrea Ducci a Pietro Ichino sul Corriere della Sera: “Referendum per gli scioperi. Diritto di sciopero. Serve una norma contro la dittatura delle minoranze, la proclamazione deve essere vincolata a un requisito maggioritario” (p.6)
LA MANIFESTAZIONE SUI QUOTIDIANI
Il giornale che ha dato più rilevanza, in prima pagina, alla manifestazione di ieri è stato il manifesto che titola “La piazza rossa. In centinaia di migliaia invadono Roma per la manifestazione della Cgil contro lo scippo del referendum sui voucher, per i diritti sul lavoro e il rispetto della Costituzione. Nei due cortei tanti giovani. Presenti esponenti della sinistra, nessuno del Pd. Dal palco di San Giovanni, Camusso attacca il governo: stravolge la democrazia, andremo alla Consulta. Ma l’esecutivo minaccia il diritto di scipero” (servizi alle pagine 2 e 3). L’editoriale del manifesto è firmato dal direttore, Norma Rangeri: “Il lavoro, cuore del conflitto”. Da segnalare, sempre sul manifesto, un intervento di Massimo Villone sugli scioperi: “Quelle tentazioni incostituzionali sul diritto di sciopero” (p. 3 con richiamo in prima). Sulla prima pagina del Corriere della Sera si parla di lavoro con il richiamo all’intervista a Ichino e con l’annuncio di un nuovo interevento peggiorativo sulle pensioni: in pensione a 67 anni, Lorenzo Salvia (p.5). Sulla manifestazione scrive sempre Ducci: “Cgil contro i nuovi voucher, appello al Colle (p.11). Anche sul Messaggero si parla di pensioni a proposito dell’imminente entrata in vigore dell’Ape social, mentre si rilanciano le polemiche sui cortei (Lorenzo De Cicco, p. 9). Sulla prima pagina del Messaggero il richiamo al servizio interno sulla manifestazione della Cgil: “Piazza antivoucher, ricorso alla Consulta (p.8). Attenzione alla battaglia della Cgil da parte del Fatto Quotidiano che oggi titola”Voucher, folla in piazza, Gentiloni ci ha truffati (Rodano, p. 4). Il Fatto propone una intervista a Bersani a nome di Mdp: “Prima i diritti” (p.5) e una a Castelli a nome del Movimento a Cinque Stelle: “Anche noi contro i voucher” (p.5). A proposito di lavoro in generale, da segnalare sul Sole 24 ore una intervista a Romano Breda: “Dobbiamo imparare a gestire robot”. Sempre sul Sole, sui nuovi voucher scrive Matteo Pinoschi (p.2), mentre Giorgio Pogliotti scrive sulla manifestazione di ieri: “La Cgil in piazza annuncia il ricorso alla Consulta” (p.2). Su Repubblica scrive Valentina Conte: “Contro i nuovi voucher già 150 mila firme” (p.9). Su Nazione, Resto del Carlino e Giorno, Rosalba Carbuti parla della manifestazione in chiave politica: “Camusso riunisce la sinistra anti Renzi, piazza rosa voucher (p.4). Su Avvenire scrive Nicola Pini: “Voucher, la Cgil in piazza, schiaffo alla democrazia” (p.9). Sulla Gazzetta del Mezzogiorno, Barbara Marchegiani: “L’ira della Camusso sui nuovi voucher, la Cgil insiste: violata la Costituzione” (p.3). Molti gli articoli sulla manifestazione anche sui giornali locali, mentre il quotidiano Libero, con Brunella Bolloli, crede di essere spiritoso: “La Cgil prima usa i voucher, poi va in piazza per contestarli” (p.6)
LA NOSTRA BATTAGLIA PER I DIRITTI E’ SOLO ALL’INIZIO
La battaglia della Cgil per i diritti universali del lavoro è solo all’inizio. Questa la conclusione del discorso di Susanna Camusso: “Continuiamo a raccogliere le firme sul nostro appello, in questi giorni ne abbiamo conseguite già 150 mila. Ricorreremo alla Corte e continueremo a vigilare per il rispetto delle regole” ha aggiunto: “E, con tutto il rispetto e la misura dovuta, suggeriamo al Presidente della Repubblica che siamo di fronte a un’esplicita violazione della Costituzione”. Una battaglia che ha come tema fondamentale “l’abrogazione delle forme di precarietà e la riconquista dei diritti”. E che, ha concluso il segretario generale, vede come primo compito della Cgil quello di “ricostruire l’unità del mondo del lavoro, da realizzare attraverso il primo strumento della contrattazione, il nostro esercizio di inclusione, che deve procedere assieme alla lotta per la conquista della Carta dei diritti universali del lavoro”.
ABBIAMO GIA’ RACCOLTO 150 MILA FIRME. ORA CONTINUIAMO
Tra le firme raccolte online sul sito #schiaffoallademocrazia e quelle raccolte in varie città italiane nei banchetti è stata già raggiunta quota 150 mila. L’obiettivo iniziale di 20 mila firma era stato alzato a 40 mila. Ora però si deve continuare.
SU RADIOARTICOLO1 L’INTERVENTO INTEGRALE DI SUSANNA CAMUSSO
Ieri RadioArticolo1 ha trasmesso in diretta tutta la mattinata di Roma con intervista, collegamenti dai cortei e diretta degli interventi sul palco. Per riascoltare l’intervento di Susanna Camusso: http://www.radioarticolo1.it/audio/2017/06/17/32458/il-lavoro-chiede-rispetto-susanna-camusso-dal-palco-di-piazza-san-giovanni
Su Rassegna Sindacale la cronaca dei due cortei: http://www.rassegna.it/articoli/le-voci-dai-cortei
FIRMA ANCHE TU L’APPELLO IN DIFESA DELLA DEMOCRAZIA
Rientrati dalla finestra della manovra d’estate, i voucher avrebbero dovuto essere oggetto del referendum della Cgil. Si è cancellata così la volontà di milioni di persone che avevano sottoscritto la richiesta della Cgil di cambiare le norme. La Cgil sta raccogliendo di nuovo le firme per un appello che questa volta non tratta solo del merito delle questioni, ma anche di corretta applicazione delle regole democratiche che sono a fondamento della convivenza civile. Ecco cosa dice l’appello:
Consideriamo necessario sollevare una questione di illegittimità di tali decisioni sia presso la Suprema Corte di Cassazione che ha annullato il referendum sull’abrogazione dei voucher in ragione di un provvedimento legislativo smentito pochi giorni dopo da un altro, sia presso la stessa Corte Costituzionale;
Chiediamo al Presidente della Repubblica il suo autorevole intervento al fine di tutelare lettera e sostanza dell’art. 75 della Costituzione, anche valutando l’opportunità di non promulgare la legge almeno sino al pronunciamento della nostra Suprema Magistratura;
PER FIRMARE ONLINE: http://www.schiaffoallademocrazia.it/
documento inviato dalla Fisac/CGIL Nazionale