
In questi giorni il presidente turco Erdogan ha minacciato l’Europa, nel caso in cui non avesse avuto mano libera nell’attaccare la Siria con l’aiuto di ex combattenti dell’Isis, di aprire i confini turchi per lasciar passare i profughi siriani e afganistani. Detto, fatto. Migliaia di profughi, costretti a vivere come topi nei campi turchi, si sono riversati verso i confini con la Grecia. La quale ha chiuso a sua volta i confini ed è passata al contrattacco usando la violenza nei confronti dei migranti, i quali giornalmente sono colpiti con lacrimogeni, spari e azioni paramilitari. In questi attacchi, infatti, l’esercito greco è coadiuvato nei fatti da gruppi di estrema destra della formazione greca Alba Dorata. I profughi, provenienti dalla Siria e dall’Afganistan, sono uomini, donne e tanti bambini fuggiti dalla guerra e dalla miseria. E’ notizia di questi minuti della morte di cinque bambini. Sono ormai diffusi ovunque i video degli assalti fascisti alle barche dei profughi, dei bambini siriani e pachistani accecati e soffocati dai gas lacrimogeni, dei pestaggi ai giornalisti e agli operatori volontari delle Ong. Da troppo tempo la civiltà europea ha smarrito sè stessa e la propria umanità, persa dietro il terrore della povertà. Anziché pensare e mettere in campo una politica di accoglienza che identifichi e accolga chi chiede aiuto, si è inseguita la paura del diverso e una logica di chiusura. Tutto questo in un continente che sta invecchiando e che negli ultimi venti anni ha saputo mettere in campo solo politiche di precariato e di distruzione sociale.
Erdogan ha ricattato l’Europa. E l’Europa si è consegnata mani e piedi, pagando 6 miliardi di euro, ad un dittatore illiberale che usa le vite umane per curare i propri interessi.
Ora ci aspettiamo un colpo di reni della politica europea, è necessario un risveglio dal torpore urgente. Si deve tornare umani e saper coniugare sicurezza e accoglienza mettendo in azione competenze e impegno umano.
Questo è quello in cui crediamo e per cui combattiamo.
La Redazione