
Questa settimana vi proponiamo la recensione di una bella serie TV diffusa sulla piattaforma Netflix: Zero. E’ una serie moderna che affronta diversi temi importanti e sottovalutati interpretata da un gruppo di giovani attori molto bravi. La serie è ispirata al libro di Antonio Dikele Distefano “Non ho mai avuto la mia età”. Questa serie racconta la storia degli “invisibili”, quegli italiani di prima o seconda genera<ione che, in genere, non sono quasi mai raccontati in letteratura e nella filmografia contemporanea.
Chi è Zero? E’ un giovane ragazzo italiano, figlio di una famiglia di diversa provenienze etnica, dotato di un superpotere: diventa invisibile quando è soggetto a forti emozioni.
Zero lavora come rider in una piccola pizzeria in un quartiere periferico chiamato Barrio, quartiere in cui lui abita. Zero ha una grande passione: disegnare fumetti, in cui è molto bravo. Il suo sogno è andare all’estero per realizzare la sua passione e fuggire da una realtà in cui si sente stretto e senza prospettive. Il Barrio è un quartiere abitato da famiglie dalle varie provenienze etniche; è un quartiere vivace, pieno di colore, ed è oggetto di una speculazione edilizia governata dalla malavita. Zero si innamora di una giovane e promettente architetta milanese, figlia per l’appunto proprio dell’amministratore della società che ha avviato l’attività speculativa sul Barrio.
Ma Zero ha un gruppo di amici, anche loro nati a Milano e con provenienze e storie differenti, che considerano il Barrio la loro casa e che sono disposti a tutto pur di difenderlo dalla speculazione.
Ovviamente questa loro scelta li esporrà a pericoli e scoperte incredibili e che animeranno la serie sin dai primi minuti.
La prima serie si sviluppa nell’arco di otto puntate. Notevole è la caratterizzazione dei personaggi, grazie anche alla bravura delle attrici e degli attori. Zero è una serie appassionante in cui l’aspetto “SuperHero” è secondario rispetto alla storia in cui, invece, sono centrali le difficoltà sociali ed economiche di quella realtà raccontata ma soprattutto la bellezza dell’integrazione multiculturale e del desiderio di riscatto sociale.
Guardatela: merita attenzione.
Galileo Casone. Dipartimento Comunicazione Fisac/CGIL Brindisi