Indagine sulla Sicurezza nelle Banche e nelle Esattorie

Sono aumentate le rapine in banca a Brindisi e in provincia? Come Redazione del sito Fisacbrindisi.it siamo partiti da questa domanda per fare il punto della situazione in materia di sicurezza in banca sul territorio. Abbiamo voluto analizzare l’andamento dei dati in materia di rapine compiute e su come le banche e le esattorie si siano strutturate, in materia di sicurezza anti-rapina, in provincia di Brindisi.
A partire dall’estate del 2015 sul territorio brindisino il fenomeno delle rapine è in forte aumento, in controtendenza rispetto al dato nazionale. Sul territorio nazionale, inoltre, il fenomeno interessa soprattutto gli sportelli bancomat; ossia i rapinatori colpiscono lì dove sono sicuri di trovare il denaro. Ormai le aziende di credito tendono a controllare con maggiore attenzione le giacenze all’interno degli sportelli mentre una maggiore concentrazione di denaro viene indirizzata negli sportelli bancomat, per ovvie ragioni di servizio reso alla clientela e di maggiore afflusso per i prelevamenti. D’altronde non è molto semplice riuscire a scardinare e rapinare una macchina elettronica.
In provincia di Brindisi, invece il dato è in controtendenza. Ci sono, ovviamente, un maggior numero di tentate rapine agli sportelli automatici. Ma è in incremento anche il numero delle rapine a mano armata compiute nei confronti degli sportelli bancari. La spiegazione di questa controtendenza, rispetto alla tendenza nazionale, è facilmente riconducibile a quelli che sono gli effetti della crisi economica e sociale che sta sconvolgendo tutto il territorio nazionale e che è particolarmente grave in alcune aree depresse. La provincia di Brindisi è tra queste ultime. I dati disastrosi della disoccupazione purtroppo lo dimostrano con agghiacciante forza.
Ulteriore preoccupante effetto di questa grave situazione è un crescente numero di singoli disperati che, non avendo ormai più nulla da perdere, si armano di temperini o di pistole giocattolo e tentano una rapina.
Esempio clamoroso in tal senso è stata la rapina compiuta alla filiale BNL- Paribas di Brindisi dove il rapinatore, armato di pistola giocattolo, ha negoziato il valore del denaro da portare via, accontentandosi sin dall’inizio di un importo risibile. Per poi farsi catturare in un taxi.
La disperazione però può giocare brutti scherzi, proprio perché colpisce persone che non hanno più nulla da perdere e poiché si tratta non di professionisti il rischio è che potrebbero perdere con facilità il proprio sangue freddo, esponendo i lavoratori e i clienti a rischi elevati.
Negli ultimi mesi si sono verificate diverse rapine in filiali della provincia e anche nel capoluogo, che notoriamente era al di fuori, nel corso degli ultimi anni, da simili eventi criminosi. Oltre a queste rapine, l’ultima delle quali a danno della filiale Credem di Brindisi e che ha coinvolto una donna addetta alle pulizie serali della filiale, continuano anche a verificarsi tentativi di scasso degli sportelli bancomat, nel capoluogo e in provincia. Particolarmente cruenti quelli a danno della filiale Unicredit in Corso Garibaldi e quella ai danni della Banca Apulia di Piazza Cairoli, cioè in pieno centro.
Abbiamo riflettuto su questi dati e queste tendenze e abbiamo deciso di elaborare un questionario da diffondere in tutte le Banche ed Esattorie ove esistono RSA (Rappresentanze Sindacali Aziendali) della Fisac/CGIL. In questo modo avremmo avuto una adeguata copertura numerica della rete di sportelli su tutta la provincia e di gran parte delle aziende di credito presenti sul territorio.
Il questionario è stato predisposto con una serie di 6 domande che avevano l’obiettivo di:
individuare gli strumenti anti-rapina presenti nelle filiali
la formazione anti-rapina e di gestione di un evento criminoso erogata a favore dei dipendenti
le responsabilità nei controlli e le relative strumentazioni esistenti all’ingresso delle filiali
l’esistenza o meno di disposizioni interne che definiscano con chiarezza di chi sia la responsabilità finale per la gestione delle porte di ingresso alle filiali

Per ovvie ragioni di sicurezza non scriveremo a quali Istituti di credito è stato somministrato il questionario e parleremo di dati omogenei, senza riferimenti specifici particolari.
Dall’analisi dei questionari si può desumere che ormai il livello complessivo della dotazione strumentale anti-rapina nel territorio di Brindisi è elevata ovunque. Tutte le aziende di credito interessate dal questionario hanno una strumentazione che supera di gran lunga quelle minime previste nei Protocolli sottoscritti dall’ABI con le Prefetture territoriali, Brindisi compresa, in cui non vi è stato il coinvolgimento delle organizzazioni sindacali territoriali.
Il superamento delle dotazioni minime previste in quel Protocollo è il frutto della costante attività delle organizzazioni sindacali e delle lotte in materia di sicurezza portate avanti, con grandi difficoltà, nelle trattative con Abi e con le singole aziende.
Anche la Formazione Anti-rapina è abbastanza diffusa sul territorio, anche se, su questo punto specifico, si dovrebbero verificare le modalità di con cui è stata effettuata questa formazione. Perché una vera formazione è efficace solo se effettuata in aula e non con modalità on-line.
Purtroppo invece si è rilevato, ormai in modo diffuso e con l’unica eccezione spot di un paio di filiali di un solo istituto di dimensioni nazionali, la totale dismissione della guardiania armata. Un fenomeno che sul territorio, anche in questo caso in controtendenza rispetto al dato nazionale, ha un effetto negativo in tema di sicurezza delle filiali. Il dato nazionale, infatti, rileva che l’assenza della guardia riduce conclusioni drammatiche delle rapine. Nel territorio di Brindisi, invece, l’assenza della guardia stimola le rapine. In quei due sportelli vigilati, infatti, non si sono mai verificati eventi criminosi.
Un ulteriore dato su cui vigilare è quello della responsabilità di chi gestisce le consolle di comando delle porte di ingresso. La normativa in maniera diffusa stabilisce che la responsabilità è del Titolare della filiale, o di chi ne fa le veci.
Dai dati emersi dal questionario, invece, si rileva come nella maggior parte degli istituti di credito tale responsabilità, così come la gestione della porta, sia assegnata agli Operatori di Sportello/Cassieri. Un dato preoccupante perché è evidente come una simile attività provochi distrazioni per i colleghi addetti alla cassa e scarichi su di loro una responsabilità che invece dovrebbe essere totalmente in carico a chi dirige la filiale.
Invece, ed è una evidente contraddizione da approfondire, risulterebbe in modo diffuso l’esistenza di una normativa interna che indica quale sia l’iter da seguire per il bloccaggio/ sbloccaggio delle porte di ingresso e le relative responsabilità. Insomma, le norme esistono e sono scritte ma in modo diffuso non sono applicate.
Per concludere dall’analisi dei dati ottenuti dal Questionario diffuso alle RSA della Fisac/CGIL si possono desumere alcune linee di intervento:
aprire una diffusa vertenzialità per ottenere l’erogazione di una Formazione adeguata alla crescita del rischio rapine sul territorio;
identificare con chiarezza le responsabilità aziendali in materia di controllo della clientela nei locali delle filiali evitando l’effettivo scaricabarile nei confronti dei dipendenti addetti alla Cassa;
riprendere una vertenzialità per ottenere il ripristino delle guardie armate nelle filiali particolarmente esposte al rischio rapine, sia come dato storico che come posizionamento territoriale.

Brindisi, 28 gennaio 2016

La Redazione del Sito Fisacbrindisi.it
Rosa Maffei
Letizia Pacifico
Galileo Casone

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