Assemblea sul CIA nel Monte dei Paschi di Siena a Brindisi

Martedì 19 gennaio si è tenuta nel Salone della Provincia di Brindisi l’assemblea delle lavoratrici e dei lavoratori della Banca Monte dei Paschi di Siena delle filiali di Brindisi e provicia. L’argomento all’ordine del giorno era la presentazione, la discussione e la votazione, con certificazione dello stesso, dell’ipotesi di accordo sul nuovo CIA della Banca e dell’accordo sulla riduzione del costo del lavoro. La riunione è stata molto partecipata, con 54 presenti (su una platea di aventi diritto nell’ordine delle 80 persone). Gli accordi sono stati presentati dai dirigenti nazionali della Fabi, della Fisac/CGIL e della First/CISL, dopo una presentazione del segretario responsabile della RSA Fisac/CGIL.
Dopo quattro anni di durissimi sacrifici dei lavoratori della Banca, e dopo una dolorosa parentesi di rottura dello storico tavolo unitario sindacale su cui l’azienda durante la presidenza Profumo aveva molto puntato, le segreterie di coordinamento, e tutte le RSA a livello periferico, hanno avuto la capacità di ricostruire con pazienza prima un filo unitario e poi ha saputo costruire, con una politica di proposte e di analisi molto evolute, che ha portato ad una accelerazione nell’ultimo anno nella ricostruzione di relazioni sindacali adeguate al momento molto difficile che la banca continua a dover sopportare.
In questo accordo il sindacato è stato particolarmente lungimirante. L’Azienda aveva messo sul tavolo una richiesta di proroga del taglio del costo del lavoro già attuato nel triennio 2013-2015. Questa volta, però, le delegazioni sindacali trattanti hanno rovesciato la prospettiva della trattativa. Si è stati d’accordo a perseguire l’obiettivo di una conferma del taglio al costo del lavoro ma all’interno di un nuovo quadro di regole da ricostruire. Cioè all’interno di un nuovo CIA che togliesse discrezionalità alla banca in materia di Premio Aziendale, di Salario Incentivante e di Valutazione delle Prestazioni del Personale e che puntasse ad una maggiore attenzione, anche economica, a tutti i dipendenti con un reddito inferiore ai 35.000,00 euro di RAL (Reddito Annuale Lordo), cioè ai più giovani. Così come si è puntato alla conferma, e al mantenimento, di una elevata struttura di Welfare che garantisca i dipendenti attraverso varie modalità e forme, estese anche ai pensionati della banca.
L’accordo sul taglio del costo del lavoro è temporaneo e potrebbe essere rivisto anche prima della scadenza in caso di miglioramento del quadro complessivo del settore creditizio. Sono previste giornate di solidarietà, in misura inferiore per chi ha un RAL inferiore ai 35.000,00 euro, obbligatorie ma è prevista la solidarietà volontaria a favore di un nuovo Fondo, MP Solidal, a cui attingere per finanziarie permessi richiesti dai dipendenti per gravi e comprovate esigenze familiari. Questo nuovo istituto solidaristico verrà sperimentato nell’anno 2016 con possibilità di rinnovo.
La banca si è impegnata a rivedere le condizioni su alcune tipologie di finanziamento a favore dei dipendenti; condizioni che non sono state ritoccate da diversi anni e che, attualmente hanno un costo nettamente superiore a quelli previsti dal mercato.
In sintesi un buon accordo, misurato nel contesto molto difficile della banca e del settore, in cui si è cercato con la contrattazione di fissare alcuni paletti normativi che togliessero potere discrezionale all’azienda su temi importanti e che privilegiassero gli obiettivi di redistribuzione a favore di chi ha di meno. L’accordo è stato approvato all’unanimità dall’assemblea. I dati nazionali certificati sino ad oggi mostrano un risultato pressocché plebiscitario.
Durante il dibattito sono emerse le ansie e le preoccupazioni delle lavoratrici e dei lavoratori. Grande attenzione si è posta sulla questione delle pressione commerciali, sulle modalità sfiancanti con cui si controlla l’operato di chi opera sul versante front-office, sulla necessità di intervenire per regolamentarle affinché ogni dipendente abbia la serenità per perseguire gli obiettivi nel rispetto delle esigenze della clientela e nel pieno e puntuale rispetto delle leggi vigenti. Altro argomento su cui forte si è levata la voce dei lavoratori è la formazione; c’è necessità di formazione reale di qualità e che è indispensabile che i dipendenti siano messi in condizione di poterne usufruire con serietà per avere poi un ritorno efficace sui posti di lavoro.
All’interno del dibattito era inevitabile concentrare l’attenzione sull’ennesimo attacco speculativo nel mercato borsistico nei confronti della Banca. Ancora una volta il titolo MPS ha subito effetti devastanti dalla crisi mondiali. Ciò che dovrebbe far riflettere le istituzioni competenti sono i volumi abnormi di azioni che vengono negoziate quotidianamente senza che nessuno si preoccupi di approfondire. Cosa aspetta la Consob? Cosa aspetta, anche uesta volta, la Banca d’Italia? Cosa aspetta il governo a fare qualcosa che difenda il terzo gruppo italiano da una speculazione finanziaria indecente? E invece ascoltiamo solo balbettii oppure dichiarazioni (“è il mercato, bellezza”) che francamente fanno cadere le braccia per terra.
La domanda è: chi ha interesse, dopo la crisi gravissima delle Banche Popolari e delle Banche di Credito Cooperativo, ha smantellare il Monte dei Paschi di Siena?
Sarebbe interessante ricercare la risposta.

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