Al Sig. Presidente del Consiglio, nonché Segretario del PD

L’Italia è uno strano paese. Più di altri è un luogo in cui l’apparire, l’affermare a squarciagola, lo strombazzare notizie spesso fasulle ha più ragion d’essere della serietà, dell’argomentare, del pacato ragionare. L’Italia è il paese in cui uno stimato politico, attualmente Presidente del Consiglio, va in un Forum di imprenditori e dichiara che in un settore produttivo, quello del credito, a sua volta fulcro dell’economia e della finanza, le filiali distribuite nel paese sono decisamente troppe e che il personale va dimezzato entro qualche anno. Addirittura ne ipotizza il periodo in dieci anni, bontà sua. Il che significa che l’illustre uomo di governo ipotizza la stampata nel fondoschiena a circa 15.000 lavoratori per ciascun anno. E chiudere con la messa in strada di circa 150.000 persone, con le loro relative famiglie di accompagnamento. Il punto, per la verità uno dei tanti punti che andrebbero presi in considerazione, è che il tal uomo politico, Presidente del Consiglio della Repubblica Italiana, sarebbe anche segretario del Partito Democratico le cui antiche origini erano in una falce e martello a loro volta radici di una grande e frondosa quercia. Ossia il signore in questione sarebbe anche il segretario di un partito di sinistra le cui origini sarebbero collocate nel movimento operaio, nella lunga epopea del movimento politico e sindacale che portò l’Italia ad essere il paese in cui la giurisprudenza sul Lavoro era la più avanzata al mondo. Ma quelli erano altri tempi e di acqua, spesso melmostosa, ne è passata sotto i ponti. Ricordate il ventennio berlusconiano? Beh, adesso pare sia addirittura peggio.
La notizia della fulminante e lungimirante battuta del Presidente del Consiglio, nonché segretario del PD, è ovviamente stata ripresa dalla carta stampata e dalle televisioni. E va notato come la diligente carta stampata a lui vicina, e quindi vicina anche ai poteri della Confindustria, ha ripreso la notizia armandosi di un bastone nodoso e ha menato il menabile entrando nel merito, ovviamente dal punto di vista dell’ “impresa”. Le banche sono in crisi perché hanno troppi dipendenti. Quei dipendenti sono una pietra al collo delle aziende di credito perché costano troppo, si cita il dato che il bancario medio italiano è pagato ben 78.000,00 euri all’anno, ovviamente il più alto in Europa e probabilmente dell’intero pianeta. Da dove sia stato preso questo dato non è noto, ma per il fine del giornalisti non è rilevante. Insomma, queste mezzemaniche non solo sono improduttive ma costano anche una barca di soldi. Beh, è arrivato il momento di abbattere i costi e finalmente (!) consentire alle banche di fare utili. Perché quegli utili saranno reimessi nell’economia e nella società. Tié!
Dopo aver letto tali circostanziate notizie, sono caduto in una profonda depressione. Porca miseria, se la povera gente non riesce ad avere un mutuo è colpa mia. Possibile che io prenda 78.000, euro all’anno e non riesca a racimolare un centesimo di risparmio? Sconsolato, rovisto tra le carte impolverate sulla mia scrivania. Afferro la cartellina azzurra, ormai stinta, in cui conservo con metodo approssimativo le mie buste paga e il CUD. Prendo, con mano tremante, l’ultimo CUD relativo all’anno 2015 e leggo, con l’occhio che traballa, l’importo del RAL (Reddito Annuale Lordo) e ….. trasecolo! La palpebra si spalanca, il bulbo oculare esce per lo sforzo dall’orbita. Non è possibile! C’è un errore! Io sono un bancario con 34 anni di servizio, devo per forza rientrare nella media! Afferro i fogli convulsamente, li giro, li rigiro, vado alla ricerca di un dato che non troverò.
Cari Ballisti italiani, riprendete la briga di applicare le regole fondamentali nello scrivere una notizia. La prima cosa da fare dopo aver scritto un pezzo è: verificate la notizia! Non è difficile, basta fare qualche domanda alle persone giuste e poi guardare i documenti con i propri occhi. E’ decisamente più serio che rispondere “signorsì” al proprio padrone, qualunque cosa esso vi richieda. Beh, la mia busta paga, che sono pronto a mettere on line, ha un importo lordo di circa 38.000,00 euro annui. Ed è stata ridotta di un paio di punti percentuali negli ultimi tre anni perché il mio vecchio Capitano, tal Alessandro Profumo, ha cancellato gran parte dei diritti sindacali conquistati in trenta anni di lotte, il cui costo per l’azienda era prossimo allo zero assoluto, e nonostante ciò pur di salvare la banca ho accettato di ridurre il mio salario.
La verità, la triste verità, è che in questa povera Italia i veri responsabili delle rovine create, rare volte siano stati perseguiti e additati per quello che sono: colpevoli e incapaci.
La crisi delle banche è dovuta ad un management che ha saputo solo produrre politiche per fare utili a breve termine avventurandosi in rischiose operazioni finanziarie che a scadenza hanno presentato il conto. Un conto salato che ha schiantato bilanci e moralità. Un management che dopo aver fallito è scappato a gambe levate arraffando milioni di buonuscita e andando, magari, a fare il consulente di qualche altro pollo da spennare, possibilmente di matrice ministeriale.
Il signor Presidente del Consiglio perché non si prende la briga di andare a leggere qualche volantino sindacale stilato dalle RSA di base negli ultimi quindici anni? Perché non va a vedere con i suoi occhi cosa era denunciato? Perché non si rende conto di chi si voleva tutelare con quei documenti? Forse è il caso di ricordarglielo, anche se è evidente che non leggerà mai queste poche note: la società, l’economia, l’utenza. Magari potrebbe anche farsi un’idea di come questi eleganti signori, dal mirabile portamento e dall’abbigliamento curato e profumato, abbiano partorito progetti di riorganizzazione delle banche in cui sono state distrutte professionalità e competenze lasciando spazio solo a logiche commerciali in cui l’unica cosa da fare in una filiale bancaria è: vendere, vendere, vendere!
Quindi, signor Presidente del Consiglio nonché Segretario del PD, una volta tanto lasci perdere i signorotti di cui Le piace circondarsi e ossequiare e si informi. Provi a fare il suo mestiere riempiendolo di sostanza, e non solo di paroloni che colpiscono i suoi ammiratori ma che poi si riveleranno scatole vuote. Nel frattempo, però, il loro danno quelle parole l’hanno compiuto. Dando spazio alle trombe dei padroni. Sappia, comunque, gentile signore che quei vituperati impiegati di banca hanno una visione sociale che Lei non ha, e si ricordano, avendo memoria di elefante, tutto ciò che hanno rivendicato e costruito in questi anni. Le posso garantire che non sarà facile dargli una pedata nel fondoschiena per mandarli a strascicare le loro scarpe su un marciapiede maleodorante.

Galileo Casone
RSA Fisac/CGIL
Banca Monte dei Paschi di Siena spa
Brindisi

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