Utilizzo questa pagina questa volta non per parlare di economia e finanza, ma per fare delle mie considerazioni personali sul fertility day.
Questa la mia esperienza personale: a trentadue anni mi sono sposata, ma non per mia scelta… purtroppo era mio marito che non trovava un lavoro stabile. Decidere di mettere su famiglia senza avere alle spalle una sicurezza economica è alquanto da sprovveduti se non proprio da incoscienti. A 32 anni quindi, secondo il nostro ministro Lorenzin, io ero già fuori gioco, invece mi sono non solo sposata, ma ho avuto anche il primo figlio. Abbiamo continuato a lavorare e poi, a trentotto anni, ancora più folle sempre secondo il nostro ministro della sanità, ho avuto il secondo figlio.
In cosa ho sbagliato? Nel desiderare una stabilità economica? Nel desiderare una famiglia? Nel desiderare dei figlio anche se non più giovanissima?
Io ho fatto le mie scelte, già abbastanza azzardate, nei primi anni ’90; da allora l’economia è peggiorata, il lavoro sempre più precario, i diritti che avevamo acquisito piano piano ce li stanno sottraendo.
Dunque caro ministro prima di proporre il fertility day io mi guarderei intorno. Sono tanti, troppi i giovani che non trovano lavoro, che sono costretti a vivere con i genitori in quanto il loro reddito non permette di allontanarsi da casa, per non parlare di tutti quelli che tornano a casa perché hanno perso il lavoro.
Senza parlare poi, caro ministro, della scelta individuale che ognuno di noi ha di fare della propria vita quello che meglio crede.
Rosa Maffei