Equitalia: Rottamata la lotta all’evasione fiscale

“Cucù, Equitalia non c’è più!”.
Così si è presentato il Presidente del Consiglio Renzi in televisione, durante la trasmissione “ in 1/2” diretta da Lucia Annunziata. Con una gag si è risolta la rottamazione dell’Istituto che in questi ultimi anni è stato un baluardo nella lotta dello Stato all’evasione fiscale. Con questa operazione si è trasmesso il messaggio che il ghigno feroce dello Stato contro il cancro dell’evasione in Italia fosse il frutto di una politica aziendale e basta. Come se Equitalia, e i suoi dipendenti, non fossero stati il braccio coraggioso di uno Stato che, finalmente, chiedeva il conto a chi non paga le tasse; a chi pretende l’assistenza del Welfare ma non è disposto a metterci un centesimo.
La manovra di Bilancio dello Stato 2017 ha stabilito la rottamazione di Equitalia che si trasforma, per adesso ancora sotto la forma giuridica di Spa, in Agenzia delle Entrate- Riscossioni. L’ulteriore chicca di questo ennesimo pastrocchio è che i dipendenti di Equitalia, pur mantenendo il CCNL dei bancari, per passare nella nuova società dovranno sottoporsi ad una selezione sulla base delle competenze. Una mortificazione inaccettabile perché, purtroppo, è la conferma di una volontà governativa di dare una spallata alla lotta contro l’evasione ristabilendo il principio che in Italia chi evade fa bene. Tanto, in un modo o nell’altro, una soluzione, un accomodamento, si trova sempre.
Riteniamo che questo sia un pessimo segnale politico. Come Fisac/CGIL del Comprensorio di Brindisi siamo dalla parte delle lavoratrici e dei lavoratori di Equitalia e riteniamo che lo Stato debba in realtà riconoscere il lavoro svolto da queste donne e questi uomini, spesso anche a rischio della propria incolumità, per difendere le Leggi di questo strano paese.
Perché anche questo è un punto nodale: la presunta intransigenza di Equitalia altro non era che la corretta applicazione delle Leggi dello Stato in materia di lotta all’elusione fiscale. E che un paese realmente moderno non rinuncia all’equità fiscale per garantire allo Stato la possibilità finanziaria di garantire un elevato livello di Welfare a tutti i cittadini.
La scelta del Governo è inaccettabile e da restituire al mittente.

La Redazione

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