Due di Due

Continuiamo a pubblicare una recensione settimanale di un libro di cui consigliamo la lettura.

“Due di Due” di Andrea De Carlo non è un romanzo recente, infatti è stato pubblicato per la prima volta nel 1989, ma la storia che viene raccontata fotografa una condizione umana svincolata dal tempo e quindi destinata ad essere sempre attuale.

Protagonisti sono Mario e Guido, due adolescenti con caratteri completamente differenti che si incontrano sui banchi del liceo alla fine degli anni ’60. Tra i due nasce un’amicizia sincera ma anche complicata che proseguirà per oltre un ventennio e che, attraverso molti cambiamenti e tumulti interiori, li porterà dall’adolescenza all’età adulta.

Mario, voce narrante del romanzo, appare timido, introverso, a volte insicuro. Guido invece, è sempre brillante, carismatico, con un fascino capace di mettere in ombra chiunque gli stia accanto.

Le loro vite si intrecciano e si dividono in un’altalena di eventi scanditi dalla voglia di libertà e di indipendenza che, in modo differente e attraverso esperienze spesso non condivise, li condurrà alla formazione di personalità fortemente contrapposte ma, nello stesso tempo, complementari e quasi simbiotiche.

Il tutto è ambientato nella Milano degli anni Settanta, anni caratterizzati da un impetuoso sviluppo che aumenta la ricchezza ma evidenzia sempre più la differenza tra ricchi e poveri. Anni in cui il benessere insinua una sottile alienazione che produce disagio ed inquietudine e che accresce nei giovani, un’esigenza di ribellione e di dire basta ad un modo di essere ipocrita, formalista ed egoista.

Sono questi i sentimenti che animano i protagonisti del romanzo che, attraverso percorsi di vita differenti, cercano di opporsi con tutte le loro forze ad una società soffocante, conformista, schiava del potere e senza scrupoli nella distruzione dell’ambiente.

Il romanzo è di facile lettura e molto coinvolgente: trasmette emozioni e sensazioni contrastanti anche se, alla fine, quello che predomina su tutto è il valore dell’amicizia come sentimento semplice, duraturo e profondo.

Anna Pennetta

Dipartimento Comunicazione Fisac/CGIL Brindisi

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